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Mercoledì 23 Marzo 2011 11:05

Preghiamo con i Padri della Chiesa. Ambrogio

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Predicatore eccellente, strenuo difensore della fede, consigliere di prìncipi e di imperatori, pastore zelante, Ambrogio è uno dei vescovi che hanno dato maggior prestigio alla Chiesa. Egli è rimasto e rimarrà per antonomasia « il grande vescovo di Milano ».

Preghiamo con i Padri della Chiesa.

Ambrogio

Discendente da nobile famiglia romana, Ambrogio nacque da genitori profondamente cristiani intorno al 344 a Treviri dove suo padre era prefetto del pretorio per le Gallie. Ma poco dopo la nascita di Ambrogio il padre morì e la famiglia dovette ritornare a Roma. Qui Ambrogio compì brillantemente gli studi di retorica e di diritto ed esercitò per qualche anno l'avvocatura.

Verso il 370 fu nominato governatore della provincia romana Emilia-Liguria con residenza a Milano. Era questa una delle più alte cariche dell'impero e Ambrogio la rivestì egregiamente per quattro anni acquistando una notevole esperienza di governo. Intanto morì il vescovo ariano Assenzio e nella Chiesa di Milano scoppiarono violente discordie tra cattolici e ariani per l’elezione del successore. Ambrogio, in qualità di responsabile dell'ordine pubblico, si recò in chiesa per calmare i tumulti. E fu proprio in quella circostanza che clero e popolo, unanimemente, lo acclamarono vescovo, benché fosse ancora catecumeno. Smarrito da tale scelta, cercò in tutti i modi e perfino tentando la fuga di sottrarsi alla volontà del popolo; alla fine però dovette cedere. Nel giro di pochi giorni ricevette i sacramenti dell'iniziazione cristiana, gli ordini sacri e l'episcopato. Era l’anno 374.

Romano di sangue e di educazione, Ambrogio era fatto per il governo e non tardò a rivelarsi uno dei più grandi vescovi d'occidente. Fu l'uomo di tutti; ed ebbe particolari attenzioni verso i poveri e i peccatori che riuscì quasi sempre a riportare a Dio. Esempio stupendo è la conversione di Agostino, la conquista più bella operata da Ambrogio. Predicatore eccellente, strenuo difensore della fede, consigliere di prìncipi e di imperatori, pastore zelante, Ambrogio è uno dei vescovi che hanno dato maggior prestigio alla Chiesa. Egli è rimasto e rimarrà per antonomasia « il grande vescovo di Milano ».



Inno all'aurora

Splendore della gloria del Padre,
che dalla luce attingi la luce,
luce della luce e fonte dello splendore,
giorno che illumini il giorno,

vero sole, a noi vieni
raggiante del tuo eterno splendore
e infondi nei nostri sensi
la fiamma dello Spirito Santo.

Supplicanti invochiamo il Padre,
il Padre della gloria perenne,
il Padre della grazia potente,
perché tenga lontano l'insidioso peccato.

Ci ispiri azioni da forti,
rintuzzi i denti di quanti ci odiano,
ci sostenga nei casi difficili
e ci doni la grazia di bene operare.

Regga e governi la mente
in un corpo casto e fedele,
sia ferma e ardente la fede,
dell'errore ignori il veleno.

Sia Cristo il nostro cibo;
la fede, nostra bevanda:
e noi beviamo con gioia
alla sobria ebbrezza dello Spirito.

Scorra nella gioia questa giornata,
la modestia sia come la luce mattutina,
la fede come il meriggio
e la mente non conosca crepuscolo.

L'aurora porta avanti il suo corso:
tutto si riveli aurora,
il Figlio nel Padre suo
e il Padre nel suo Verbo.

(Hymni; Patrologiae cursus completus, ser. Latina, di J.-P. Migne, Parigi, 16, 1475)

Inno della sera

Dio, creatore dell'universo,
rettore del cielo, che rivesti il giorno
con lo splendore della luce
e doni alla notte il ristoro del sonno,

affinchè la quiete ridoni vigore
alle membra spossate dal quotidiano lavoro,
sollevi le menti stanche
e dissipi l'ansia delle preoccupazioni,

trascorso ormai il giorno,
mentre scende la notte,
t'innalziamo preghiere di ringraziamento
cantando un inno
affinchè tu ci aiuti ad adempiere il voto.

Te celebri il cuore dal profondo,
te risuoni la voce sonora,
te ami il casto amore,
te adori la mente sobria.

E quando la profonda oscurità della notte
avrà sostituito la luce del giorno,
la fede non conosca tenebre
e la notte sia illuminata dalla fede.

Non permettere che la mente s'assopisca,
impari invece a dormire il peccato;
la fede che dà conforto
moderi nei puri il calore del sonno.

Libero da ogni tentazione impura,
te sogni l'intimo del nostro cuore,
né per le insidie dell'invidioso nemico
sia turbato il nostro riposo.

Supplichiamo Cristo e il Padre
e lo Spirito di Cristo e del Padre:
Trinità, unico vero Dio,
sii propizia a coloro che ti pregano.

(Hymni; Patrologiae cursus completus, ser. Latina, di J.-P. Migne, Parigi, 16, 1473-1474)

 

(da Preghiamo con i Padri della Chiesa, 1992, Ed. Paoline. Biografia, pp 198-199; Inno all’aurora, pp. 31-32; Inno della sera, pp. 41-42).

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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