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Mercoledì 27 Aprile 2011 16:40

Preghiamo con i Padri della Chiesa. Agostino

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Agostino, assetato di verità, frequentò con interesse la predicazione del celebre Ambrogio. Aiutato da Ambrogio, dopo giorni di lotta e di molta preghiera, cedette alla grazia e decise di ricevere il battesimo. Abbandonò la scuola e si ritirò nella solitudine...

 

Preghiamo con i Padri della Chiesa.
Agostino

Agostino, uno dei più grandi Dottori della Chiesa, nacque a Tagaste di Numidia (oggi Souk Ahras in Algeria) il 13 novembre 354 da famiglia della media borghesia. Frequentò le scuole elementari a Tagaste, proseguì gli studi nella vicina città di Madaura e li terminò a Cartagine, dove visse vita libertina. All'età di circa vent'anni tornò a Tagaste, insegnò grammatica per qualche tempo, poi, insoddisfatto di tale scuola, si trasferì a Cartagine; infine, ottenuta una cattedra di retorica a Milano, si recò in quella città, nel 384.

Assetato di verità, frequentò con interesse la predicazione del celebre Ambrogio. Aiutato da Ambrogio, dopo giorni di lotta e di molta preghiera, cedette alla grazia e decise di ricevere il battesimo. Abbandonò la scuola e si ritirò nella solitudine di Cassiciaco per prepararsi al sacramento della rinascita spirituale, che ricevette insieme col figlio Adeodato e l'amico Alipio, per mano di Ambrogio, nella notte del sabato santo del 387.

Alcuni mesi dopo partirono tutti per l'Africa.

La fama della sua dottrina e santità si era così diffusa che il vescovo di Ippona, Valerio, lo consacrò sacerdote e gli affidò il ministero della predicazione. Nel 395 lo volle suo ausiliare e alla morte di lui, avvenuta un anno dopo, Agostino fu eletto suo successore.

Morì ad Ippona il 28 agosto del 430 mentre i Vandali tenevano assediata la città.


A Dio Padre, Figlio e Spirito Santo

O tre coeguali e coeterne Persone,
Dio vivo e vero,
Padre, Figlio e Spirito Santo,
che solo abiti l'eternità e la luce inaccessibile,
che con la tua potenza hai creato Ìa terra
e reggi con la tua prudenza tutto l'universo,
santo, santo, santo Signore Dio degli eserciti,
giusto e misericordioso, ammirabile,
amabile, degno di ogni lode;
un Dio solo, tre Persone in un'unica essenza:
potenza, sapienza, bontà,
una e individua Trinità,
a me che busso aprite la porta della giustizia:
quando sarò entrato loderò il Signore.

Ecco che io, mendico, busso alla tua porta,
o sommo Padre.
Comanda che sia aperto a chi bussa,
tu che hai detto;
«Bussate e vi sarà aperto».
Bussano alla tua porta,
Padre misericordiosissimo,
i desideri tumultuanti nel mio intimo,
le grida delle lacrime dei miei occhi.
Davanti a te sta ogni mio desiderio
e il mio gemito non ti è nascosto.
Tu dunque, Signore, non rivolgere più a lungo
da me la tua faccia
e non voler essere irato contro il tuo servo.

Padre delle misericordie, ascolta il mio gemito
e porgimi la tua mano, ottimo aiuto,
perché mi tragga dal profondo delle acque,
dal lago della miseria, dal fango immondo,
onde io non perisca
sotto lo sguardo misericordioso dei tuoi occhi,
ma possa giungere a te, Signore Dio mio,
per vedere la ricchezza del tuo regno,
e sempre fissi il tuo volto
e canti lodi al tuo nome santo...
Tutta la gloria, la lode, la virtù, la potenza,
la magnificenza, la beatitudine, la clemenza,
a Dio Padre, e al Figlio e allo Spirito Santo.
Amen.

(Liber soliloquiorum animae ad Deum; Patrologiae cursus completus, ser. Latina, di J.-P. Migne, Parigi. 40, 897-898)

Lode alla Trinità

Ti rendo grazie, luce mia,
che mi hai illuminato
e io ti ho conosciuto.
Come ti ho conosciuto?
Ti ho conosciuto solo Dio vivo e vero,
mio creatore.
Ho conosciuto te, creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili,
Dio vero, onnipotente, immortale, invisibile,
incircoscrittibile, interminabile,
eterno e inaccessibile,
incomprensibile, immenso e infinito,
principio di tutte le creature visibili e invisibili
per cui sono stati fatti
e sussistono tutti gli elementi...
Ho conosciuto te unico solo vero Dio eterno:
Padre, Figlio e Spirito Santo,
tre Persone, ma una sola essenza
perfettamente semplice e una indivisa natura.
Ho conosciuto che il Padre da nessuno procede;
il Figlio solo dal Padre e lo Spirito Santo
ugualmente da entrambi,
senza inizio, sempre e senza fine
Dio trino e unico,
solo vero Dio onnipotente,
unico principio di tutto,
creatore di tutte le cose visibili e invisibili,
spirituali e corporali...
Ho conosciuto te e ti lodo,
Dio Padre ingenito,
te, Figlio unigenito
e te, Spirito Santo Paraclito
non generato né ingenito,
santa e individua Trinità nelle tre Persone
coeguali, consostanziali e coeterne,
trinità nell'unità e unità nella trinità.
Io credo col cuore secondo giustizia,
e lodo con la bocca per ottenere salvezza.

(Liber soliloquiorum animae ad Deum; Patrologiae cursus completus, ser. Latina, di J.-P. Migne, Parigi. 40, 8981-8982)

Sete di Dio

Come il cervo anela alle sorgenti delle acque,
così l'anima mia sospira a te. Dio.
Ha sete l'anima mia del Dio vivo.
Quando verrò e mi presenterò
davanti al volto del mio Dio?
O fonte di vita, vena d'acqua viva,
quando verrò dalla terra deserta
senza strade e senz'acque,
alle acque della tua dolcezza,
per vedere la tua potenza e la tua gloria
e saziare con le acque della tua misericordia
la mia sete?
Ho sete, Signore, sorgente di vita, dissetami.
Ho sete del Dio vivo.
Quando verrò e starò, Signore,
davanti al tuo volto?
Vedrò io
quel giorno di giocondità e di letizia,
giorno che ha fatto il Signore,
perché esultiamo e ci rallegriamo in esso?
O giorno preclaro che non conosce vespero,
giorno che non ha tramonto,
nel quale udrò la voce di lode,
la voce di esultanza e di magnificenza:
«Entra nel gaudio del tuo Signore»,
entra nel gaudio eterno,
nella casa del Signore tuo Dio...,
entra nel gaudio senza tristezza
che contiene l'eterna letizia,
dove sarà ogni bene e nessun male,
dove sarà tutto ciò che vuoi
e nulla di ciò che non vuoi,
dove sarà vita piena, dolce e amabile,
sempre memorabile;
dove non sarà nemico che ti osteggi
né alcuna lusinga,
ma somma e certa sicurezza,
e sicura tranquillità e tranquilla giocondità,
e gioconda felicità e felice eternità
ed eterna beatitudine,
e beata Trinità e unità della Trinità,
e divinità dell'unità
e della deità beata visione,
visione che è il gaudio del mio Signore.
O gaudio sommo,
gaudio che trascende ogni gaudio,
quando entrerò in te per vedere il mio Signore
che in te abita?...
Aspettiamo il Salvatore,
Signore Gesù Cristo,
il quale trasformerà il corpo della nostra umiltà
e lo configurerà al corpo del suo splendore.
Aspettiamo il Signore
quando tornerà dalle nozze
perché ci introduca in pace alle sue nozze.
Vieni, Signore Gesù, non tardare.
Vieni, Signore Gesù, a visitarci in pace,
vieni, Salvatore nostro,
vieni, desiderato da tutte le genti,
mostraci la tua faccia e saremo salvi.
Amen.

(Liber soliloquiorum animae ad Deum; Patrologiae cursus completus, ser. Latina, di J.-P. Migne, Parigi, 40, 894)

Appaga il mio desiderio

Mie caste delizie siano le tue Scritture:
ch'io non m'inganni in esse,
nè sia da esse ingannato.
Signore, volgiti e abbi pietà,
Signore, Dio mio,
luce dei ciechi e forza dei deboli,
luce dei vedenti e forza dei forti,
volgiti all’anima mia e ascoltala
mentre grida dal profondo.
Poiché se tu non ascolti anche nel profondo,
dove andremo?
Verso dove leveremo le nostre grida?
Tuo è il giorno e tua è la notte:
al tuo cenno volano gli istanti.
Donami ancora un po' di tempo
per le mie meditazioni
sulle profondità della tua Legge:
a chi bussa non voler chiudere la porta.
Certo, non senza uno scopo
hai voluto che si scrivessero
tutte quelle pagine piene di altissimi segreti...
Signore, compi in me l'opera tua
e rivelami quelle pagine.
La tua voce è la mia gioia,
la tua voce è per me
al di sopra di ogni altro piacere.
Dammi ciò che amo, perché io amo,
e anche quest'amore è tuo dono.
Non abbandonare i tuoi doni
e non trascurare questo filo d'erba assetato...
Che ti lodi per ogni verità
scoperta nei tuoi Libri:
ch'io ascolti la voce della tua lode,
mi abbeveri di te e mediti
le meraviglie della tua Legge
dal principio, quando creasti il cielo e la terra,
fino a quando regneremo con te
in eterno nella tua santa città.
Signore, abbi pietà di me
e appaga il mio desiderio.

(Confessioni, XI, 2)

Tardi ti ho amato!

Tardi ti ho amato,
Bellezza tanto antica e tanto nuova,
tardi ti ho amato!
Tu eri dentro di me e io stavo fuori,
e lì ti cercavo gettandomi, deforme,
sulle belle forme delle creature fatte da te.
Tu eri con me, ma io non ero con te;
mi tenevano lontano quelle creature
che, se non esistessero in te,
non avrebbero esistenza.
Tu mi hai chiamato, hai gridato,
hai vinto la mia sordità.
Tu hai balenato, hai sfolgorato,
hai dissipato la mia cecità.
Hai diffuso il tuo profumo, io l'ho respirato
e ora anelo a te.
Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato
e ora ardo del desiderio della tua pace.

(Confessioni, X, 27)

 

(da Preghiamo con i Padri della Chiesa, 1992. Ed. Paoline. Biografia, pp 197-198; A  Dio Padre, Figlio e Spirito Santo,  pp 49-50; Lode alla Trinità!, pp 87-88; Sete di Dio, pp 47-149; Appaga il mio desiderio, pp 155-156; Tardi ti ho amato!, p 164)

 

Ultima modifica Venerdì 13 Aprile 2012 09:50
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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