Domenica,11Dicembre2016
Giovedì 29 Marzo 2007 01:40

Sulle basi possibili di un credo comune (Pierre Teilhard de Chardin)

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 Sulle basi possibili di un credo comune (Pierre Teilhard de Chardin)

Queste riflessioni scritte in occasione del Congresso di Nuova York, Scienza e Religione, avevano lo scopo di segnalare il terreno sul quale tutti gli uomini desiderosi di progredire potrebbero incominciare a capirsi e ad aiutarsi reciprocamente prima di universi in una stessa verità.

Non appena ammessa la realtà di un noogenesi, colui che crede nel Mondo è spinto a riservare, nelle proprie prospettive dell’avvenire, un posto sempre più grande ai valori di personalità e di trascendenza. Di personalità, poiché un Universo in corso di concentrazione psichica è, in altre parole, un Universo che si personalizza. Di trascendenza, poiché un polo ultimo di personalizzazione “cosmica” per essere supremamente consistente ed unificante, è quasi inconcepibile se non appare emerso, con la sua cima, dagli elementi che esso personalizza unificandoli.

Sempre, nella stessa prospettiva, che supponiamo accettata, di una genesi cosmica dello spirito, il credente nel Cielo si accorge che la trasformazione che egli segna presuppone e consacra tutte le realtà tangibili e tutte le condizioni laboriose del Progresso umano.

Per essere superspiritualizzata in Dio, l’Umanità non deve forse, preventivamente, nascere e crescere conformemente all’intero sistema che chiamiamo “evoluzione”?

Il senso della Terra si apre si esplode verso l’alto in un senso di Dio; e il senso di Dio si radica e si alimenta, verso il basso, nel senso della Terra. Il Dio trascendente personale e l’Universo in evoluzione non formano più due centri antagonisti di attrazione, ma entrano in congiunzione gerarchizzata per sollevare la massa umana in una marea unica. Ecco la notevole trasformazione che l’idea di una evoluzione spirituale del mondo lascia precedere in teoria, e comincia a realizzare in pratica, in un numero crescente di spiriti, sia liberi pensatori che credenti. Proprio la trasformazione che stavamo cercando!

L’anima nuova per un mondo nuovo.

Per unificare le forze vive dell’Umanità così dolorosamente disgiunte in questo momento, il metodo diretto ed efficace sarebbe semplicemente quello di chiamare a raccolta e costituire il blocco di tutto coloro che, sia a destra che a sinistra, pensano che la grande impresa, per l’Umanità moderna, sia quella di aprirsi un varco in avanti forzando una qualche soglia di maggiore coscienza.

Cristiani o non cristiani, gli uomini animati da questa convinzione particolare formano una categoria omogenea. Pur essendo situati ai due lati estremi dell’Umanità in cammino, essi possono avanzare senza equivoco la mano nella mano, perché i loro atteggiamenti, anziché escludersi, sono virtualmente posti nel prolungamento l’uno dell’altro e non chiedono altro che di completarsi. Che cosa aspettano per riconoscersi ed amarsi? “L’unione sacra”, il fronte comune di tutti coloro che credono che l’Universo avanzi ancora e che noi siamo incaricati di farlo avanzare: non sarebbe proprio questa la minoranza attiva, il nucleo solido attorno al quale deve svilupparsi l’Umanità di domani?

Nonostante l’onda di scetticismo che sembra avere spazzato le speranze (probabilmente troppo semplicistiche e materialistiche) che avevano alimentato il sec. XIX, la fede nell’avvenire non è morta nei nostri cuori. Sembra, anzi, che proprio tale speranza, approfondita ed epurata, sia destinata a salvarci. Infatti, non solamente l’idea di un possibile risveglio delle nostre coscienze a una qualche supercoscienza si afferma ogni giorno meglio fondata scientificamente, dal punto di vista sperimentale, e psicologicamente più necessaria per mantenere nell’Uomo il gusto dell’azione; ma, inoltre, questa stessa idea, seguita logicamente fino all’estremo, appare come l’unica in grado di preparare il grande avvenimento che attendiamo: la rivelazione di un gesto sintetico di adorazione in cui si uniscano e si esaltino reciprocamente un’aspirazione appassionata a conquistare il Mondo ed un’aspirazione appassionata ad universi a Dio: l’atto vitale, specificamente nuovo, corrisponde a una nuova età della Terra.

Pechino, 30 marzo 1941

Pierre Teilhard de Chardin

 


Questo testo si trova in: L’avvenire dell’Uomo, Opere vol. VI, Milano, Il Saggiatore 1972, pp. 103-130 passim.

 

Ultima modifica Mercoledì 24 Aprile 2013 14:25
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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