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Sabato 23 Luglio 2011 19:10

La vita cristiana. La norma della ragione e della coscienza (Pietro Rossano)

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La vita cristiana. La norma della ragione e della coscienza (Pietro Rossano)

Rivendicando il diritto e il dovere di seguire la propria coscienza, il seguace di Cristo rispetta le convinzioni e la condotta degli altri, anche se differiscono dalle sue, e lascia a Dio il giudizio.

La norma della ragione e della coscienza

12. Mentre segue Gesù Cristo sotto l’impulso dello Spirito, il vero cristiano rimane tuttavia un uomo perfettibile, con tutte le incertezze e i rischi che l’esistenza comporta. Egli sperimenta la difficoltà di trovare la giusta via di azione, soffre in sé la tensione tra gli impulsi dei sensi e il giudizio della ragione, e sperimenta la libertà di scegliere tra ciò che percepisce come buono o cattivo.

13. Tale libertà interiore è privilegio congenito ad ogni uomo. Nel cristiano essa viene intimamente illuminata e corroborata dallo Spirito di Dio, per cui, oltre a seguire il bene indicato dalla ragione, egli orienta le scelte sulle indicazioni che provengono dalla rivelazione di Dio, (1) dall’esempio di Cristo e dalle ispirazioni interiori dello Spirito. Ma un cristiano mostra veramente di vivere secondo lo Spirito di Dio e di Cristo soltanto se osserva previamente le norme di bene che gli provengono dalla luce dell’intelletto.

14. Ma non è facile per ogni singolo cristiano, come per ogni uomo, percepire chiaramente in ogni circostanza le norme della retta ragione e le indicazioni dello Spirito di Dio; per questo egli accetta volentieri le leggi e le norme che Dio stesso per rivelazione, le autorità della Chiesa, le autorità civili e le stesse tradizioni patrie hanno stabilito e stabiliscono, a patto evidentemente che queste ultime non vadano chiaramente contro le norme di Dio. In tal modo egli evita il pericolo dell’illusione e del soggettivismo morale.

15. Rivendicando il diritto e il dovere di seguire la propria coscienza, il seguace di Cristo rispetta le convinzioni e la condotta degli altri, anche se differiscono dalle sue, e lascia a Dio il giudizio, sapendo che egli giudica ciascuno secondo la fedeltà alla propria coscienza e ai doni ricevuti da lui.

Pietro Rossano

1) Su questa rivelazione di Dio cf il n. 21 del c. «L’evento cristiano»

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Ultima modifica Mercoledì 10 Aprile 2013 09:01
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input