Martedì, 17 Ottobre 2017
Venerdì 06 Maggio 2016 08:44

Pasqua 638,

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il Califfo Omar e la Passione di Gesù

di Pietrangelo Buttafuoco

Da "Il Fatto" del 25 Marzo 2016

Asole & bottoni. Due parroci di Pistoia danno le chiese ai musulmani e stendono, accanto agli Altari, i tappeti indirizzati verso Mecca. ....

Urge un ripasso. Settimana di Pasqua del 638, qui s'incardina l'episodio che stabilisce la regola definitiva nei rapporti tra cristiani e musulmani. Ed ecco la storia, la Passione secondo Omar, il califfo.

CONQUISTATORE di Gerusalemme Omar discende dal Monte degli Ulivi, entra nel Getsemani, invoca benedizioni per le sepolture di san Gioacchino e sant'Anna, nonni materni del Cristo lì sepolti, e arriva al sepolcro della Madonna per meditare dove Gesù versò sangue, pregò e schiacciò la testa della serpe.

Il califfo si conduce alla Porta d'Oriente. Bussa, lì incontra Sofronio, il patriarca cristiano, e a lui chiede di condursi insieme alla Roccia, da dove Maometto ascese al Cielo: "Portatemi - dice il califfo - nei luoghi del Cristo di cui Maometto ha detto essere di colorito tra il rosso e il bianco, liscio di capelli, come se l'acqua li vestisse sempre eccetto che per pochi momenti di calore in cui gli cadevano ricci sulle spalle".

Omar s'incammina alla destra di Sofronio e i due nemici arrivano al praetorium dove Cristo fu proclamato re nell'umiliazione. La flagellazione ebbe luogo a nord, la coronazione di spine, intrecciata su un cerchio di giunchi, fu fatta a sud. "Sul luogo della coronazione di spine - dice il califfo al patriarca - sorgerà una moschea". Sofronio descrive tre tipi di croce. "La commissa, la decussatta e l'immissa, quella innalzata sugli altari".

Si porta la croce da sé, Gesù. È la seconda stazione. Gli viene imposto il legno. Cade la prima volta, terza stazione. Incontra Maria, la quarta stazione. Sale verso la porta. Fatica insopportabile, Simone di Cirene si carica sulle spalle la croce per un tratto. Quinta stazione. C'è, sul punto preciso, una colonna. Il califfo la tocca. Il patriarca continua: "Gesù rallenta in salita. Si avvicina Berenice e gli asciuga il sangue dal volto". Sesta stazione. Gesù varca la porta e cade la seconda volta. Settima stazione. Gesù consola le donne che lo seguono, ottava stazione. Salendo cade per la terza volta, nona stazione.

"C'è anche qui una colonna" indica Sofronio, e il califfo la sfiora mentre il Diavolo gli sussurra: "Bacia la colonna e proclamati cristiano. Ti prenderai l'uno e l'altro esercito".

Il demonio non prevale. Sofronio prosegue: "Gesù rifiuta il vino con il fiele, è il sopor, la bevanda che lenisce i dolori". Gesù, sia detto con amore, è denudato al modo romano, ed è la decima stazione. La Madonna gli copre i fianchi e la parte tra l'ombelico e le ginocchia. Cristo non è crocifisso in terrorem, con la croce già innalzata tra le rocce del Cranio ma è inchiodato a terra e poi alzato, undicesima stazione. Quattro chiodi. Senza mensola ai piedi, crocifisso con le spalle a Gerusalemme. Come in Geremia: "Volgerà loro le spalle nel dì della loro perdizione". Muore alle tre del pomeriggio, dopo tre ore di silenzio. Dodicesima stazione.

"GESÙ" PARLA adesso Omar "ascese al Cielo senza essere morto, Allah squarciò i Cieli intorno al Golgota e lo prese con sé. Sulla croce salì Giuda il traditore, e il Cristo che voi pregate pensandolo sul legno, tornerà alla fine dei tempi, prima del Giorno del Giudizio, per uccidere l'Anticristo. Scenderà da Damasco e marcerà verso Gerusalemme. Arriverà con lui il ben guidato Mahdi e insieme con Gesù saranno salvezza contro il dominio dell'uomo sull'uomo".

Il patriarca non presta fede a queste parole, abbraccia il mistero della resurrezione di Cristo. "Verrà Cristo e spezzerà la croce" tuona ancora Omar guardando le chiese e la basilica di Sant'Elena.

Camminano, i due nemici, meditano sui misteri dello Spirito. Entrano nella basilica del Santo Sepolcro a mezzogiorno. La campana batte i rintocchi e da fuori le mura s'ode la chiamata del muezzin. Sofronio si prepara alla Messa e offre al principe saraceno l'intimità di una cappella per srotolare il tappeto e pregare. Omar ringrazia ma distende il tappeto sul sagrato della basilica e lì prega.

"Perché avete rifiutato?", domanda il patriarca. "La mia preghiera dentro la basilica -risponde il vittorioso Omar -diventerebbe un precedente per i miei successori, ne rivendicherebbero il diritto mentre la chiesa appartiene ai cristiani". Ecco, dunque, la regola. Ed ecco il bottone per cotanta asola.

Da "Il Fatto" del 25 Marzo 2016

(e) RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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