Giovedì, 19 Ottobre 2017
Martedì 01 Maggio 2012 10:26

Premio “Maria Santoro”

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Il Movimento Shalom invitato alla 13^ edizione del Premio “Maria Santoro”

A Palazzo Valentini di Roma capitale, alla vigilia della festa della Liberazione, si è svolta la cerimonia di conferimento del Premio “Maria Santoro” 2012 a due brillanti giovanissime che si sono distinte nel panorama artistico e scientifico italiano, da poco di ritorno nel belpaese da un periodo formativo all’estero.

La professoressa Francesca Massari è l’ideatrice del premio culturale tra arte e scienza, dedicato alla memoria della cara mamma scomparsa, Maria Santoro, donna ricordata per generosità e virtù. E’ stata la stessa professoressa Massari che ha voluto fortemente fosse portata a tutti i presenti, per il terzo anno consecutivo, una testimonianza di impegno, solidarietà e di lotta all’indifferenza verso chi è povero ed emarginato: la testimonianza del Gruppo Giovani “M. Boccuni” della sezione tarantina del Movimento Shalom. Alla serata, moderata dal dott. Mastracchio, presidente dell’Associazione “Amici della Puglia”, sono intervenute la Prefettura di Roma, l’Assessorato alle politiche sociali e delle Famiglie, unitamente ad esponenti del settore finanziario, dell’editoria e del giornalismo e all’Ordine di San Paolo Primo Eremita, dell’Associazione “Beni Culturali di Puglia” e “Amici della Puglia” e del Movimento Shalom. Ad arricchire la serata, la notevole esibizione della corale “Angelicus Concentus” diretta dal M° Gabriella Gianfagna e accompagnata da alcuni giovanissimi Maestri dell’ensemble “Felix Ars”, che insieme hanno eseguito un ricco numero di componimenti, sulle note della musica operistica a religiosa.

Per conoscere meglio le due vincitrici, si è tentato di riassumere in due brevi frasi, gli eccellenti curricula di queste due ragazze poco più che ventiquattrenni. La prima è Annalisa Maniscalco, scrittrice esordiente con il romanzo “Le versioni della mezza noce” (Giulio Perrone Editore), laureata in Lettere moderne presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con un periodo di ricerca all’Università “Sorbonne” di Parigi e un’esperienza lavorativa presso la casa editrice francese Hachette Livre. La seconda è Michela Mariangela Talò, laureata in ingegneria civile e ricercatrice nel campo dei nanomateriali presso l’Università “La Sapienza” di Roma, con un Master of Science alla Columbia University of New York, e attiva partecipatrice ai progetti culturali e di ricerca del Centro “Beni Culturali di Puglia” O.n.l.u.s.

Terminati gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni presenti in sala, lì per lanciare ai giovani una sfida di riconquista della virtù, per riproporre nella scommessa della vita tutti i valori umani, la solidarietà, l’impegno sociale, la pace, considerati troppo spesso come un ostacolo alla propria crescita personale, in un periodo di disordini e crisi economica che non risparmia nessuno, e che rischia di soffocare definitivamente i paesi in via di sviluppo. Ed è stato a questo punto che lo Shalom è stato chiamato per rendere testimonianza del lavoro dei giovanissimi ragazzi, che sono presi dall’entusiasmo di organizzare e fabbricare ogni singolo evento, consapevoli di costruire un piccolo angolo di pace e benessere nel mondo. Per questo chi scrive, appartenente già da diversi anni al Movimento Shalom, ha provato a spiegare che lo stesso Shalom non è solo un’agenzia di cooperazione internazionale impegnata in progetti strutturali di sviluppo nei paesi del terzo mondo (solo per citarne alcuni: la “Banca per i poveri” e il piano “Acqua” e tutte le iniziative di autosostentamento dell’economia locale).

 

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Lo Shalom non è soltanto un’associazione umanitaria di adozioni a distanza che si impegna a garantire un sufficiente livello di nutrizione, alfabetizzazione e di assistenza sanitaria ai bambini dell’Africa come dell’India, del Sud Est Asiatico e dell’Est Europa. Per comprendere Lo Shalom, dobbiamo considerarlo sotto la dimensione più ampia di un movimento di uomini e donne, ragazzi e ragazze di buona volontà, che con i propri limiti, provano ad amare se stessi e il prossimo al di la di ogni stereotipo o canone di giudizio contemporaneo, come si afferma in un articolo di Federico Arrighi a proposito “dell’identikit di un educatore Shalom”. E’ stata portata in sala una testimonianza di partecipazione alle numerose attività volte a reperire fondi per la realizzazione di progetti umanitari per la soddisfazione dei bisogni dei più poveri, e ai percorsi formativi destinati ai ragazzi su come si disegna e si coordina un’iniziativa di volontariato. Si è informata brevemente la sala riguardo ai periodici appuntamenti del Gruppo Giovani del Movimento Shalom con gli studenti delle scuole primarie e secondarie, con la gente per le strade e nelle piazze, nelle fiere e nelle manifestazioni organizzate dal Centro Servizi Volontariato di Taranto e in prima linea nelle diverse iniziative locali e provinciali, accompagnati sempre dalla nostra presidente della sezione Tarantina, Lucia Parente e agli altri amici benemeriti del Movimento. Attraverso le immagini le parole e le sensazioni, di chi come Lucia, e poi Katia, Valerio, e via via, tutti i volontari che hanno visto con i loro occhi l’Africa più povera, tutti hanno compreso che questo continente, non è un luogo di morte ma è la culla degli antichi valori della vita. Agli amici del Premio Maria Santoro presenti in sala, lo Shalom ha raccontato che l’Africa è un territorio dove i più atroci episodi di violenza purtroppo nascondono al mondo anche gli esempi più estremi di solidarietà. Ecco che all’interno dell’accogliente sala “P. Impastato” di Palazzo Valentini, si è a raccontata l’Africa degli amici del Movimento che hanno visitato e osservato proprio lì, lo svolgersi dei progetti di cooperazione internazionale. E’ stata data la testimonianza di uno dei tantissimi ragazzi dei Gruppi giovani Shalom disseminati in Italia e nel mondo, e che nella quotidianità delle relazioni con la famiglia, gli amici e il lavoro, vuole mostrare cosa davvero si può fare se ci si sente vivi nel Movimento Shalom: ogni attività in favore della pace e del dialogo tra i popoli e le religioni, l’impegno a diffondere la cultura della solidarietà, del rispetto della vita e del creato. I valori del Movimento si alimentano in quella che il caro fondatore Don Andrea Cristiani, definisce una scuola di educazione alla pace e alla mondialità. Per questo, l’impegno volontario nel Movimento Shalom è per tutti i bambini che attendono un aiuto e per tutti i genitori africani che vogliono veder crescere i propri figli, senza per forza avere necessità di abbandonare la loro terra in cerca di un futuro migliore, e per gli abitanti di una terra povera che vogliono concrete occasioni di sviluppo. Tutto questo, e molto altro, il Movimento Shalom lo fa con le adozioni a distanza, con i progetti di microcredito per la creazione di nuove imprese tutte al femminile e per l’avviamento di aziende operanti nella filiera agroalimentare, unitamente ai progetti di assistenza sanitaria come il Centro Maternità – progetto Diritto alla Vita a Koudougou in Burkina Faso. In particolare la sede di Taranto del Movimento Shalom è impegnata nel portare a termine l’edificazione di questo importante centro sanitario di aiuto alla nuova giovane e fragile creatura che nasce, e che migliorerà l’aspettativa di vita dei nascituri e delle loro mamme, proprio con la precisa volontà di abbattere il tasso di mortalità materna e neonatale nel distretto di Bulkiemdè a Koudougou. La struttura oramai volge al termine e nel corso di quest’anno, è necessario continuare a reperire contributi per l’arredo sanitario (raccolta fondi già avviata da settembre 2011). Durante il viaggio umanitario del prossimo gennaio 2013, la delegazione Shalom tarantina inaugurerà il Centro Maternità insieme ai co-finanziatori e sostenitori del questo mirabile progetto, ovvero i rappresentanti delle locali A.N.C.E. (Associazione Nazionale Costruttori Edili), la Cassa Edile e la Scuola Edile di Taranto. Manca poco al completamento di un progetto che ha già visto la luce e che si autososterrà con la gestione delle suore SIC di Koudougou, delle quali due sorelle si stanno formando come ostetrica e come infermiera. Inoltre un’altra suora SIC sta per conseguire la laurea in medicina grazie al totale sostegno di una famiglia tarantina, socia benemerita dello Shalom e, di concerto con la Commissione Sanità del Movimento, per facilitare e velocizzare l’avviamento del centro di maternità, nel primo periodo si provvederà all’invio di una missione umanitaria di medici italiani. Quella che poco più di tre anni fa era una “scommessa per la vita” per la sezione tarantina dello Shalom, si è poi concretizzata in un progetto strutturale che sarà presto avviato. Ma questa scommessa si può vincere soltanto grazie all’impegno e alla generosità di tutte le persone che vivono e credono nel Movimento Shalom, e si aggiunge che non è possibile sperare che in un piccolissimo aiuto da parte delle istituzioni di uno stato africano già oppresso dal debito. A questo punto della testimonianza, i presenti al premio “Maria Santoro” hanno regalato un applauso di gratitudine a tutto lo Shalom, e inoltre l’Associazione romana “Amici della Puglia” presente in sala, assieme alla professoressa Francesca Massari e al dottor Pasquale Mastracchio hanno dato la loro disponibilità per la realizzazione di una nuova iniziativa di solidarietà per tutte le mamme di Koudougou che attendono assieme ai loro figli in grembo, che il centro di maternità del Movimento Shalom possa operare al più presto.

Pietro Rossetti

Ultima modifica Venerdì 11 Maggio 2012 13:00
Salvo Celeste

Salvo Celeste

Dottore in Giurisprudenza

Rubrica L'Angolo del Diritto ecclesiastico;
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