Sabato, 21 Ottobre 2017
Mercoledì 23 Gennaio 2013 17:21

Per l'introduzione di cardinali laici

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La critica principale che viene rivolta verso l’istituzione ecclesiale è di essere un’istituzione clericale e tutta al maschile che non lascia spazio per altre voci.

Non c’è bisogno di elencare il numero di decisioni politiche recenti, da Roma alle sedi locali, che avrebbero avuto un maggior margine di prudenza se solo fossero stati consultati anche dei laici.

Gesù ha detto ai suoi discepoli che erano dei servitori, che avevano il compito di nutrire gli affamati e condividere i propri averi con i poveri, che avrebbero dovuto mostrare il loro amore l’un l’altro mettendo la propria vita a servizio del prossimo. Ora, un certo numero di persone all’interno della chiesa si sono comportate esattamente nella maniera opposta, dando vita ad una cultura clericale che troppo spesso ha dato peso a valori di fedeltà al di sopra della responsabilità.

Nel contesto attuale un progetto di riforma appare essenziale per ringiovanire la leadership della chiesa e dare maggior voce all’intera comunità ecclesiale. Come ha scritto papa Giovanni Paolo II nella “Novo Millennio Ineunte”, citando san Paolino da Nola: “Vediamo di ascoltare ciò che dicono tutti i fedeli, perché in ciascuno di essi soffia lo Spirito di Dio” (n. 45).

Da dove cominciare? Nessuno intende anticipare cambiamenti circa l’attuale disciplina che regola il celibato o le decisioni del magistero in merito all’ordinazione delle donne, ma esistono altri modi per riformare le strutture della chiesa e permettere alle donne e agli uomini coniugati di partecipare alle responsabilità del governo della chiesa.
Una proposta sarebbe semplicemente quella di ammettere dei laici all’interno del Collegio dei cardinali. La chiesa potrebbe così continuare nella tradizione di un sacerdozio tutto maschile, ma trasformare, però, questa sorta di “club per soli uomini” in una chiesa che abbia un volto che assomigli di più a quel popolo di Dio, come viene delineato dal Concilio Vaticano II.
Una proposta più realistica, però, richiederebbe due fasi: innanzitutto una riorganizzazione degli uffici diocesani in modo tale che i laici vengano a rappresentare la metà dei consiglieri del vescovo (già oggi è in crescendo il numero dei laici che vengono assunti negli uffici di curia delle diocesi americane). In secondo luogo dar vita alla creazione di un nuovo organismo, una sorta di Consiglio internazionale di laici che affianchi nelle funzioni il Collegio cardinalizio. Con la riduzione progressiva del numero dei cardinali, ciascuno dei due organismi potrebbe essere costituito da circa un centinaio di membri ciascuno. I membri laici dovrebbero essere dei cattolici che amano la chiesa e che vengono unanimemente riconosciuti come buoni cristiani. Dovrebbero appartenere a diverse aree di provenienza: professioni nel campo dell’educazione, della salute, della vita religiosa, del diritto, delle arti, dell’economia, delle scienze, della politica e del lavoro. In più la leadership della chiesa non dovrebbe essere appannaggio di persone anziane, ma dovrebbe includere uomini e donne, sposati e non, di ogni età. Dopo tutto la sapienza può essere trovata in una varietà di fonti, come ha riconosciuto anche san Benedetto quando ha esortato l’abate di un monastero ad ascoltare il parere del membro più giovane della sua comunità: “Su suggerimento del Signore, spesso accade che sia la persona più giovane a conoscere cosa sia meglio”.

continua a leggere l'articolo sul Blog "Nipoti di Maritain"

 

Ultima modifica Giovedì 11 Aprile 2013 16:23
Salvo Celeste

Salvo Celeste

Dottore in Giurisprudenza

Rubrica L'Angolo del Diritto ecclesiastico;
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