Lunedì, 23 Ottobre 2017
Lunedì 23 Giugno 2008 22:12

COMUNICO, QUINDI MOBILITO

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COMUNICO, QUINDI MOBILITO

Claudia Padovani

Docente di Comunicazione Internazionale
Università di Padova

Nigrizia – Marzo 2008

«Con la ricchezza della nostra pluralità e diversità (….), consapevoli della necessità di rafforzare la solidarietà e la convergenza fra le lotte e le campagne (...), ci impegniamo in una settimana di azione che culminerà, il 26gennaio 2008, in una Giornata globale di mobilitazione». Questo appello di decine di reti internazionali al Forum sociale mondiale (FSM di Nairobi 1 gennaio 2007). Su Nigrizia (marzo 2007) avevamo anticipato le sfide che l’edizione di quest’anno avrebbe dovuto affrontare: sviluppare una visione in cui informazione e comunicazione fossero percepite come spazi di azione partecipativa; adottare un piano di comunicazione capace di dare visibilità globale alla creatività locale. Ed eccola qui, l’edizione del Fsm 2008: decentralizzata, diffusa, quasi sfuggente e, al tempo stessa, connessa, concreta e transnazionale. Grazie (anche) alla comunicazione. Per la prima volta dal 2001, si è scelto d’investire in maniera esplicita nelle attività di comunicazione e di farla, sperimentando un diverso approccio e sfruttando le potenzialità offerte dalle tecnologie.

Da un lato, si è cercato il dialago con i media tradizionali: qui si è riproposta la difficoltà, da parte dei grandi network, di raccontare ciò che non è un evento, ma un processo. Notevoli le difficoltà in Italia; significativo, invece, la spazio che i media hanno dedicata al Forum in Messico, Brasile e Venezuela. Bene anche che video prodotti dal Forum e trasmessi da Eurovisione siano stati raccolti dalle reti pubbliche di Danimarca, Spagna, Croazia, Norvegia, Turchia...

Dall’altra lato, si è organizzata un’ampia copertura mediatica alternativa, basata sull’idea che la comunicazione possa essere anche spazio d’azione. E così, grazie al contributo di circa 115mila euro, fornito da Oxfam-Novib (Olanda), e all’impegno di decine di professionisti dell’informazione indipendente (numerosi italiani: fra loro, Jasan Nardi, Francesca Diasia, Monica Di Sisto, Antonio Pacor), si sono costituite diverse “squadre”, ciascuna con il compito di produrre materiali per stampa, radio, televisione e web.

Date un occhio al sito ufficiale www.wfs2008.net, per capire come stia prendendo forma uno concezione nuova di fare comunicazione. Ciascun evento è caratterizzato da parole chiave, che riflettono le molteplici direttrici del movimento; ed è seguendo questi filoni tematici (Itag) che si possono scoprire eventi dedicati ai diritti umani, ai migranti, alla cultura, all’economia solidale, alle questioni ambientali. Per avere un’idea complessiva, http://www.wsf2008.net/ view/colendar/2008/01.

Ma per “entrare nel vivo” del Forum, vanno esplorati i video che raccontano gli eventi di Ramallah, Barcellona, Città del Messico e Korea (www.wsftv.net) o le parole dei protagonisti attraversa i file audio e la staffetta radiofonica realizzata da Amisnet e diverse radio indipendenti, grazie alla quale le voci del Forum hanno rimbalzato attorno al pianeta, per essere ritrasmesse in molti luoghi e in molte lingue, via etere, Internet e satellite (http://www.wsf 2008. net/it/node/3492). Altri documenti interessanti sui siti della Ciranda www.ciranda.net), di Terraviva (http://ipsterraviva.net/tv/wsf2008) e di Amarc (www.arnarc.org).

Come dare una valutazione del Forum dal punto di vista della comunicazione? Certo, non solo rimanendo dentro la logica dei media mainstream, che concentrano la loro attenzione su grandi assembramenti di persone, personaggi e azioni eclatanti. Forse dobbiamo iniziare a modificare i nostri criteri di giudizio, riconoscendo che, dove ci sono volontà politica e capacità di lavorare insieme, l’Informazione si può trasformare in Comunicazione. Ad esempio, grazie a quelle tecnologie che hanno consentito la connessione diretta, a basso costo e in tempo reale, fra alcune delle città in cui si sono svolte le 22 conferenze stampa di presentazione del Forum, il 22 gennaio, quando il messaggio comune sì è fuso con i linguaggi e i simboli locali, da Roma ad Atlanta, da Barcellona a Città del Messico, da Mumbay od Erbil, in lraq. Ma anche riconoscendo che, in questa trasformazione, la comunicazione diventa parte integrante dello mobilitazione: le persone coinvolte nella copertura mediatico hanno usato le tecnologie d’informazione per organizzarsi su scala mondiale (mailing list e conferenze telematiche su Skype); hanno contribuito a comporre il mosaico di voci, immagini e messaggi del Forum, rendendo accessibili non sala file, ma sentimenti e significati; si sono mobilitate per rendere accessibile anche a noi, globalmente, la creatività locale.

Mentre ora si procede a una raccolta preziosa di materiali, che rimarranno accessibili, liberamente, in un archivio permanente della memoria, si raccolgono anche commenti e suggerimenti attraversa il blog (www.wsf2008.net/blog). Informazione e comunicazione si trasformano da strumento a spazio di azione, da forma del messaggio a sostanza del movimento. Un movimento che non si spegne quando si abbassano i riflettori, ma prosegue la propria costruzione attraverso l’altra comunicazione possibile.
Ultima modifica Sabato 05 Luglio 2008 19:12

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