Giovedì, 23 Novembre 2017
Spiritualità
Sabato 26 Giugno 2004 09:43

Il "disgusto" e il silenzio di Dio (Bruno Forte)

Pubblicato da Fausto Ferrari

Di fronte al silenzio di Dio e alla sua inquietante ambiguità, l’essenziale è la semina, l’atto che si compie in obbedienza a Lui, lasciando nelle Sue mani l’intero raccolto dell’avvenire

Nonostante la buona volontà ed i migliori propositi, le relazioni con "l’altro" possono essere difficoltose ed offuscate da problemi in grado di condizionare anche lo stare insieme sereno e costruttivo.

La rinnovata pentecoste della Chiesa si manifesta nel martirio, frutto decisivo, e in tutti i doni dello Spirito che colmano la vita in Cristo.

Sabato 26 Giugno 2004 09:42

Il profeta è sconvolto (Alex Zanotelli)

Pubblicato da Fausto Ferrari

L’incontro col Dio dei poveri venduti per un paio di sandali dovrebbe turbarci come turbò Amos e deciderci a operare per loro una scelta senza ritorno.

Cominciare a riconoscere il male che si commette nei confronti degli altri, ci conduce a ritrovare le tracce del male che noi stessi abbiamo subito.

I dodici gradini dell'umiltà
secondo la regola di San Benedetto
di sr Francesca osb


Come parlare di umiltà oggi, in un tempo di individualismo esasperato, di corsa al primato, di ricerca affannosa di autoaffermazione e di autorealizzazione? Non è certo una parola di moda!


E come parlare di umiltà rifacendosi a una "Regola dei monaci" per rivolgersi a laici impegnati nel mondo del lavoro, dell’economia, della politica, della famiglia , ambiti tutti nei quali il successo sembra obbligatorio e irrinunciabile?


Eppure nel profondo di ogni uomo e di ogni donna, che sia veramente tale, è nascosta, quasi archetipo strutturale, quasi nostalgia pungente, l’immagine del monaco, perché ogni essere umano, anche senza averne coscienza chiara, "cerca veramente Dio", secondo l’espressione di san Benedetto. Non c’è essere che non cerchi il bene, o almeno un bene; e il bene supremo e assoluto, il solo vero bene, è Dio, e soltanto l’incontro con Dio può appagare il suo desiderio segreto.


Ecco dunque la regola dei monaci: una via per ritornare a Dio, dal quale il peccato o la smemoratezza ci avevano allontanato. Percorrere questa via richiede uno sguardo intento alla meta, un farsi consapevoli della distanza che intercorre fra la suprema grandezza del Creatore e la fragile povertà della creatura. Non è questo l’umiltà? Dono della grazia di Dio, certo, ma anche conquista di una ascesi che vuole sgombrare il cammino da ogni ostacolo, che vuole salire, forse un po’ faticosamente, una scala che porta alla vetta. La scala dell’umiltà, appunto.


La scala poi innalzata è la nostra vita su questa terra: mediante l'umiltà del cuore essa viene dal Signore elevata verso il cielo; e i montanti di questa scala diciamo che sono il nostro corpo e la nostra anima: tra questi lati la chiamata di Dio ha inserito diversi gradini di umiltà e di disciplina spirituale da salire (RB cap.VII).


Vorrei esaminare i vari gradini che san Benedetto enumera considerandoli non nel loro aspetto negativo di fatica e di costrizione, come le varie tappe di un cammino di liberazione, che ci conduce alla perfezione dell’amore, alla libertà completa, alla gioia dello Spirito santo.


 

C’è oggi nel mondo, espresso in un’infinità di modi, un forte interesse per tutto ciò che è spirituale.

 

Arrivati a questo punto della rubrica "Spiritualità" spostiamo la nostra attenzione ad una tematica che è in continuazione con ciò che abbiamo finora trattato.Inizieremo a parlare di "Accompagnamento spirituale", facendo riferimento ad un corso di Jean Vanier per un gruppo di formatori.

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