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Martedì 13 Dicembre 2011 21:16

Sermone per l'Avvento (Bernardo di Chiaravalle) In evidenza

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Sermone per l'Avvento (Bernardo di Chiaravalle)

Alcune riflessioni tratte da un Sermone di Bernardo da Chiaravalle (il Doctor Mellifluus), il terzo (intitolato Le sette colonne) di sette dedicati al tempo di Avvento.

Nell’Avvento del Signore che celebriamo, se considero la persona di colui che viene, non riesco a farmi un’idea dell’eccellenza della sua maestà. Se guardo quelli ai quali è venuto, rimango spaventato dalla grandezza della degnazione. Certamente gli Angeli sono pieni di stupore per la novità, in quanto vedono al di sotto di sé colui che sempre adorano sopra di sé, e manifestamente ormai salgono e scendono al Figlio dell’uomo (Gv 1, 51). Se considero a fare che cosa egli sia venuto, abbraccio, per quanto posso, l’ampiezza inestimabile della sua carità. Se penso al modo, constato l’esaltazione della condizione umana. Viene infatti il Creatore e Signore di tutto il creato, viene agli uomini, viene per gli uomini, viene uomo. Ma dirà qualcuno: «Come mai si dice che sia venuto, lui che è sempre stato dappertutto? Era nel mondo, e il mondo per lui è stato fatto, e il mondo non lo conobbe» (Gv 1, 10). Non è dunque venuto, lui che era presente, ma è apparso, lui che era nascosto. Perciò ha preso la natura umana nella quale poter essere conosciuto, lui che abita la luce inaccessibile (1 Tm 6, 16). E veramente non era cosa ingloriosa apparire nella sua somiglianza che aveva fatto all’inizio (Mt 19, 4), né indegno di Dio mostrarsi nella sua somiglianza (Gen 1, 26) a coloro che non avrebbero potuto conoscerlo nella sua sostanza, affinché, lui che aveva fatto l’uomo ad immagine e somiglianza sua, egli stesso apparisse agli uomini come uomo. (…)
 Conosciamo infatti un triplice avvento del Signore: agli uomini, negli uomini, contro gli uomini. È venuto agli uomini, a tutti senza differenza; non così negli uomini e contro gli uomini. Ma siccome il primo e il terzo avvento sono conosciuti, in quanto manifesti, parliamo del secondo, che è spirituale e occulto. Di esso dice lo stesso Signore: Se qualcuno mi ama, metterà in pratica le mie parole, e il Padre mio lo amerà, e verremo a lui, e porremo la nostra dimora presso di lui (Gv 14, 23). Beato colui presso il quale porrai la tua dimora, o Signore Gesù. Beato colui nel quale la Sapienza si edifica una casa, tagliando sette colonne. Beata l’anima che è sede della sapienza. Chi è costei? Certo l’anima del giusto, e con ragione, perché giustizia e diritto sono la base del tuo trono (Sal 89 (88), 15). Chi di voi, fratelli, desidera preparare a Cristo una sede nell’anima sua (Sal 132 (131), 17)? Ecco quali drappi di seta, quali tappeti, quale cuscino bisogna preparare: La giustizia, dice, e il diritto sono la base del tuo trono (Sal 89 (88), 15). La giustizia è quella virtù per cui si dà ad ognuno il suo. (…)

Bernardo di Chiaravalle

(da Sermoni per l’Avvento, Sermone III Le sette colonne).

 

Ultima modifica Lunedì 19 Dicembre 2011 09:11
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input