Mercoledì, 23 Settembre 2020
Sabato 26 Giugno 2004 09:42

Martirio e agape: doni dello Spirito (Enzo Bianchi)

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La rinnovata pentecoste della Chiesa si manifesta nel martirio, frutto decisivo, e in tutti i doni dello Spirito che colmano la vita in Cristo.

 

MARTIRIO E AGAPE DONI DELLO SPIRITO

di Enzo Bianchi


La rinnovata pentecoste della Chiesa si manifesta nel martirio, frutto decisivo, e in tutti i doni dello Spirito che colmano la vita in Cristo.

Nel tempo che va dalla risurrezione di Gesù fino alla parusia, è lo Spirito Santo il grande protagonista della testimonianza, così come lo è dell’evangelizzazione e della missione.

Egli parla ancora oggi alle Chiese – e andrebbe ascoltato con attenzione e vigilanza escatologiche – e fa parlare nelle Chiese e al mondo i testimoni di Cristo risorto che di lui sono ricolmi.

E, infine, in questo agire testimoniale dello Spirito non può essere dimenticato il frutto decisivo: il martirio. Il martire è l’opera per eccellenza dello Spirito Santo, una vera epifania della sua vita e della sua potenza.

E non solo lo Spirito Santo parla del cristiano perseguitato che non deve né temere né prepararsi una difesa, ma rende capace il cristiano di testimoniare la realtà della risurrezione di Gesù.

Nella Chiesa antica i cristiani non ricorrevano ad argomenti apologetici come la tomba vuota o le apparizioni di Gesù per annunciare la sua resurrezione, ma mostravano la verità di questo evento attraverso il martirio.

Dicevano che Gesù era il Signore non confessandolo a voce, ma mostrando che soltanto lui regnava su di loro nella vita e nella morte.

Tertulliano poteva perciò consolare i condannati al martirio ricordando loro che lo Spirito Santo era il loro allenatore nel combattimento e sarebbe stato premio e gloria perché lo Spirito Santo è regno di Dio stesso.

Oggi che "la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri, essa vive la sua pentecoste rinnovata perché dove c’è il martire là c’è lo Spirito di Dio che riposa su di lui e si manifesta in tutta la sua potenza" (L. Boyer).

Come acqua zampillante che attira a sé, così lo Spirito, nel cuore del martire, dice "Vieni al Padre!".

Lo Spirito Santo presente nel cuore del cristiano lo è con tutta la sua pienezza e le sue energie distinte, quale policroma, variopinta sapienza di Dio.

Questa presenza però non impone ma, come l’amore, innanzitutto offre; nel cristiano lo Spirito dice: tutto ciò che è del Padre è anche tuo; dunque tutto è tuo: ricevi, accogli, riconosci il dono, distribuisci, dilata, ridona il dono stesso affinché tutto sia koinonia tra Dio e gli uomini.

Doni infiniti quelli dello Spirito Santo: infatti "agisce nella mente dando intelligenza, agisce nel cuore dando l’amore, agisce in tutto il corpo dando la vita, agisce nelle singole membra dando la forza: l’intelligenza contro l’ignoranza, l’amore contro l’egoismo, la vita contro la morte, la forza contro la debolezza" (Gualtiero di san Vittore).

In Isaia lo Spirito di Dio che agisce sul Messia si manifesta anzitutto con i doni, doni diversi, distinti, che caratterizzano la fonte come unica, il soggetto come unico, mentre diverse sono le distribuzioni, le operazioni: così interpreterà Paolo questi carismi donati alla Chiesa per l’utilità comune.

Essi sono molti, sono copiosi, sono sempre donati dal Signore, soprattutto se vengono chiesti nella preghiera, ma certamente appartengono all’essenza della Chiesa nell’unità.

Sì, lo Spirito Santo non è solo pioggia di doni alla comunità cristiana, ma è anche ordinamento della Chiesa, compaginazione di tutto l’edificio.

E’sempre un dono particolare, fatto ad un battezzato ripieno di Spirito Santo, ma sempre è per l’utilità comune senza possibilità di concorrenza, di invidia, di gelosia.

Agostino ricorda a questo proposito: "Se ami, ciò che possiedi non è poca cosa! Se tu ami l’unità, tutto ciò che in essa è posseduto da qualcuno è posseduto anche da te! Bandisci l’invidia e sarà tuo tutto ciò che è mio, e se io bandisco l’invidia sarà mio ciò che tu possiedi. L’invidia separa, la carità unisce".

Il dono dello Spirito Santo diventa doni nella vita spirituale del cristiano, manifestazioni dello Spirito che certamente si inverano nella propria vocazione e sono dati per la compaginazione sinfonica della Chiesa.

Ultima modifica Lunedì 14 Novembre 2011 17:47
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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