Venerdì, 28 Febbraio 2020
Sabato 26 Giugno 2004 09:56

Il Dio dell'Europa (Tissa Balasuriya)

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Mentre in Europa si dibatte, o si è dibattuto, sulla questione se Dio debba essere menzionato o riconosciuto nella Costituzione del continente, e se ci deve essere in essa un riferimento anche minimo alla "eredità culturale, religiosa e umanistica" dell'Europa, alcuni di noi fuori d'Europa si chiedono chi è il Dio cui la Costituzione europea vuole riferirsi.

IL DIO DELL'EUROPA

di Tissa Balasuriya

Mentre in Europa si dibatte, o si è dibattuto, sulla questione se Dio debba essere menzionato o riconosciuto nella Costituzione del continente, e se ci deve essere in essa un riferimento anche minimo alla "eredità culturale, religiosa e umanistica" dell'Europa, alcuni di noi fuori d'Europa si chiedono chi è il Dio cui la Costituzione europea vuole riferirsi. Questa domanda può essere sviluppata nelle seguenti forme:

  1. Chi è stato il Dio dell'Europa?
  2. Chi è il Dio degli europei oggi?
  3. Chi sarà il Dio dell'Europa del ventunesimo secolo?

Non si tratta di una domanda riferita al Dio delle preghiere, del catechismo, degli studiosi e dei santi, ma all'esperienza/testimonianza della gran parte degli europei che si dicono cristiani e credenti.

Chi è stato il Dio dell'Europa?

Innanzitutto, vorrei tributare un omaggio al Dio dei cristiani, ispiratore di quella sacralità, ardore missionario, sensibilità sociale, cultura, arte, musica e architettura che costituiscono parte integrante dell'insostituibile patrimonio dell'Europa cristiana, quello stesso Dio cui Alan Woodrow si riferiva nel suo articolo "Europe without God", pubblicato sul Tablei del 21 giugno 2003. La democrazia e il rispetto dei diritti umani, possono essere a buon diritto aggiunti a quest'elenco.

D'altro canto, molti extraeuropei non possono dimenticare che gli europei occidentali, nel corso dei cinque secoli che ci separano dal 1492, sono stati anche i più grandi invasori militari e distruttori di civiltà della storia umana. Mi sia consentito ricordare che costoro sono stati gli autori del più grande genocidio che il mondo abbia mai visto. Sono stati depredatori spietati di altri popoli, ladri delle loro terre e assassini dell'ambiente globale. Alle loro malefatte, bisogna aggiungere quelle della loro progenie militante che tuttora dimora nelle Americhe e in Australasia. Il loro Dio non è stato certo il Dio di amore e condivisione testimoniato da Gesù Cristo. E stato il Dio della razza eletta che spesso ha considerato i "non cristiani" al di fuori del recinto della salvezza. Dico questo in maniera secca e inadeguata, e in breve per una questione di spazio. L'Europa attuale dovrebbe per lo meno esprimere un sincero pentimento per ciò che i cristiani hanno fatto, talvolta nel nome di Cristo e della religione. Papa Giovanni Paolo Il lo ha fatto durante le celebrazioni del Giubileo e, molto di recente, in Bosnia. Ad ogni modo, è necessario passare dal livello dei pentimenti papali e gerarchici ad un'effettiva restituzione del danno costituito da un sistema globale ingiusto messo in piedi soprattutto dai Paesi dell'Europa occidentale; è necessaria una riparazione delle ferite inflitte ad altri popoli.

Chi è il Dio dell'Europa di oggi?

Quali sono i valori degli europei occidentali di oggi? Ancora una volta, dobbiamo includere fra di essi tutto ciò che c'è di buono all'interno come all'esterno dell'Europa. Mentre riconosciamo volentieri questo e l'immensa buona volontà della gran parte degli europei, non possiamo dimenticare l'impatto dell'attuale sistema di dominio globale voluto dagli europei, dai loro discendenti e dai loro alleati. Il sistema mondiale di distribuzione della terra fra i popoli del mondo è effettivamente il consolidamento delle invasioni coloniali, attualmente legittimato dall'Onu e dal suo impianto dileggi e valori.

Mi sia consentito menzionare brevemente alcuni dei mali che perdurano e a cui bisogna opporre resistenza, quando non sia possibile rimediarvi, affinché l'Europa possa rivendicare un'autentica osservanza dell'esempio di Gesù:

  • il mito dell'economia di libero mercato, che comporta anche i sussidi agli agricoltori europei previsti dalla Politica Agricola Comune (Pac);
  • il dominio della produzione, del commercio e della finanza globale da parte delle grandi compagnie multinazionali legate ai Paesi dell'Europa occidentale e ai loro alleati;
  • la produzione e la vendita di armi che fomenta la violenza in tutto il mondo;
  • l'iniquo debito estero dei Paesi poveri, molti dei quali un tempo colonie europee;
  • le leggi sull'immigrazione e il trattamento riservato ai rifugiati, che non tengono conto del disordine mondiale causato anche dagli europei;
  • l'impatto culturale dei mass media controllati dai grandi capitali occidentali;
  • il perdurante danno inferto all'ambiente.

Questi mali vengono qui menzionati ricordando allo stesso tempo l'immenso sforzo di persone e gruppi europei di buona volontà, spesso ispirati da valori cristiani. C'è bisogno tuttavia di sforzi maggiori e maggiori cambiamenti nella mentalità europea e nelle istituzioni mondiali perché il mondo possa essere più giusto e perché i cristiani d'Europa possano rivendicare il Dio di Gesù Cristo come il loro Dio, altrimenti Mammona e Marte continueranno ad essere i loro principali dei, indipendentemente dai proclami della nuova Costituzione europea.

Chi sarà il Dio dei cristiani dell'Europa del ventunesimo secolo?

 

Bisogna riconoscere che l'Europa occidentale è molto secolarizzata, nella mentalità come nella realtà di fatto. Alcuni parlano di un'Europa decristianizzata e della necessità di una rievangelizzazione dell'Europa. D'altro lato, altri proclamano un vangelo esclusivista e incurante della giustizia sociale e limitano le possibilità di salvezza ai cristiani, quando non ai soli cattolici. Perché un riferimento a Dio e alla cristianità nella nuova Costituzione abbia un senso, dovrebbe essere accompagnato da uno sforzo genuino, da parte dei cristiani, per accettare il Dio di Gesù Cristo. Il suo valore principe è l'amore del prossimo, che è anche condizione e criterio per l'amore di Dio. L'Europa deve sobbarcarsi un immenso sforzo di condivisione di vita e di risorse con gli oppressi e i poveri se vuole essere autenticamente cristiana. Il criterio della salvezza secondo Gesù è: "tutto ciò che avete fatto ad uno di questi piccoli lo avete fatto a me". La menzione di Dio e della cristianità nella Costituzione europea potrebbe allora diventare un incentivo per una missione di autotrasformazione e di testimonianza nei confronti del resto del mondo.

Questi pensieri vengono proposti come materia di riflessione ai cristiani europei, fermo restando che noi che abitiamo altrove abbiamo l'obbligo di prenderci la nostra parte di rimproveri e di partecipare all'azione trasformatrice per far nascere una civiltà di amore sulla Terra, come auspicato da tutte le religioni del mondo.

(da Adista, n. 56, 19 luglio 2003)

Ultima modifica Giovedì 24 Giugno 2010 20:56
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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