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Martedì 01 Febbraio 2005 23:50

Il "male oscuro" dell'anima (Felice Di Giandomenico)

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Il "male oscuro" dell'anima (Felice Di Giandomenico)

"Cercava un posto la tristezza, veramente desolato e solitario. Vide deserto il mio cuore e si annidò in quel vuoto". Questo aforisma del poeta, drammaturgo e scienziato tedesco Johann Wolfgang Goethe descrive in maniera efficace il mal di vivere, il male oscuro, l’avvilimento, la malinconia, la perdita del senso di vivere. Termini diversi per indicare un fenomeno che, attualmente, sembra essersi diffuso in modo piuttosto preoccupante netta collettività: la depressione.

Tutti noi, nel corso della vita, andiamo incontro ad uno o più periodi di tristezza che possiamo definire "normale", a seguito di perdite affettive significative (es. lutti), delusioni o insuccessi. Questi periodi "critici" possono durare giorni, settimane o mesi, a seconda del tempo necessario all'individuo per adattarsi ad un evento emotivamente doloroso.

Alcuni autorevoli studi clinici hanno dimostrato che, per superare il senso di tristezza dovuta ad un lutto, sono necessari almeno 6 mesi per elaborare la perdita. Sembra si tratti proprio di "tempo tecnico".

Ad ogni modo, gran parte della capacità adattiva a questo tipo di depressione "temporanea" dipende dalla forza del carattere, dalle motivazioni interne, dalla capacità di coltivare interessi ed hobby, dall'affetto e dal calore dei familiari e, non ultima, da una buona dose di volontà. Nei casi di depressione cosiddetta "temporanea", i farmaci non sono assolutamente necessari anche se, la tentazione di ricorrervi è spesso molto forte.

Quando si parla di depressione nel vero senso della parola, ci riferiamo ad una condizione patologica, che colpisce tra il 5 e il 15% degli esseri umani, con una leggera prevalenza nelle donne. Ciò che caratterizza la depressione propriamente detta è che essa può insorgere anche del tutto spontaneamente, vale a dire può non essere preceduta o legata ad alcun evento spiacevole o doloroso. In alcuni casi, vi può essere un evento scatenante, ma la reazione della persona appare decisamente sproporzionata, per intensità e/o durata, rispetto all'evento.

Di recente, dai vari congressi dove psichiatri, psicologi, medici di base e psicoterapeuti cercano di comprendere la reale patogenesi di questo complesso e tremendo disturbo dell'umore arrivano dei dati allarmanti che parlano di milioni di persone afflitte da sindromi depressive più o meno severe sia a livello nazionale che mondiale.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS - avverte che, nel 2020, le sindromi depressive saranno seconde solo alle malattie cardiovascolari il che costituisce un dato piuttosto allarmante se si considera che depressione, ansia e attacchi di panico trovano un terreno fertile proprio nelle cosiddette società industrializzate dove, paradossalmente, la disperazione, l'incertezza dell'oggi e le preoccupazioni per il futuro sembrano elementi onnipresenti e dove, il mito del benessere, fa da sfondo a malesseri esistenziali che, all'apparenza, non trovano spiegazioni plausibili.

Un signore di una certa età, ricordando i suoi trascorsi di militare nella gelida Russia durante l'ultimo conflitto mondiale e gli stenti patiti nell'immediato dopo-guerra mi diceva: "Non capisco proprio come mai oggi la gente è quasi tutta triste, spenta, senza entusiasmo, soprattutto i giovani. Ai miei tempi bastava veramente poco per far festa e gioire insieme agli altri; oggi più si ha e più ci si abbatte.... non ci si accontenta più di niente, si vuole sempre di più e non si arriva mai ad una meta finale!".

In effetti è singolare che, in epoche in cui si faceva davvero fatica a tirare avanti, depressione ed ansia non avevano l'ampia diffusione odierna. Così come deve far riflettere quel dato che indica come, le sindromi depressive, colpiscano le fasce medio-alte della popolazione, le fasce più acculturate e prive di problemi di ordine lavorativo ed economico. Vorrei concludere con le parole che, Giovanni Paolo II, ha rivolto ai partecipanti alla "XVIII Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute" sul tema La Depressione e che colgono, a mio parere, i veri ed attuali generatori di questo nefasto e doloroso disturbo dell'umore.

"Il diffondersi degli stati depressivi è diventato preoccupante. Vi si rivelano fragilità umane, psicologiche e spirituali, che almeno in parte sono indotte dalla società. È importante prendere coscienza delle ripercussioni che hanno sulle persone i messaggi veicolati dai media, i quali esaltano il consumismo, la soddisfazione immediata dei desideri, la corsa ad un benessere materiale sempre maggiore. Occorre proporre nuove vie, perché ciascuno possa costruire la propria personalità coltivando la vita spirituale, fondamento di un'esistenza matura".

Felice Di Giandomenico

(da L'ancora, 8/9, 2004)


Non "la depressione", ma "le depressioni"

Alla gente arrivano continuamente due messaggi contrastanti per quanto riguarda la depressione. Da un lato, viene sostenuto che la depressione è uno "malattia del cervello", su base biologica, che sicura soltanto con i farmaci e su cui le psicoterapie non hanno alcun effetto. Dall'altro, viene affermato che la depressione è una condizione di disagio esistenziale, su cui i farmaci possono avere a volte un effetto puramente sintomatica, ma hanno sempre il grave effetto avverso di non consentire all’individuo di prendere consapevolezza dei suoi problemi, la qualcosa è invece possibile con un intervento psicoterapeutico. Questi messaggi divergenti stanno avendo l'effetto di disorientare l'opinione pubblica e, quel che è peggio, le persone depresse e i loro familiari. Qual è, dunque, la verità? La verità è che non esiste "la depressione", ma esistono "le depressioni", cioè una varietà di condizioni depressive, che si manifestano in maniera differente, che vengano prodotte da combinazioni differenti di fattori biologici, psicologici e sociali, e che si curano in maniera differente.

(Giornata Mondiale della Salute Mentale – 7 aprile 2001)


 

Ultima modifica Martedì 11 Febbraio 2014 09:10
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input