Venerdì, 24 Maggio 2019
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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Mercoledì 01 Maggio 2019 20:03

Il precetto domenicale (Riccardo Barile)

Seguendo la tendenza di alcuni contributi precedenti, privilegiamo la rilettura dei documenti CEI degli anni '80. Tra questi Il giorno del Signore è attento ad agganci pastorali immediati e italiani, che si rivelano ancora attuali.

L’evento della morte fa parte dell’esperienza del vivere. E’ perciò molto significativo recuperare l’evento del morire dentro il processo del vivere: l’uomo che sta morendo in realtà sta vivendo, è lui il protagonista. Ciò vuol dire che ciascuno può intervenire sulla propria morte. Come?

Il libro di Giona è sorprendente e intrigante per diversi motivi.

Mercoledì 01 Maggio 2019 17:27

Accanto sino alla fine (Arnaldo Pangrazzi)

L'ultimo viaggio nella vita delle persone, segnato spesso da una malattia terminale grave, è un alternarsi di paure e di speranze che sono sperimentate dai protagonisti. E la paura può avere diversi volti, tra i quali spiccano su tutti inquietudine, confusione, ansietà e angoscia.

Perché parlare del silenzio?... perché dobbiamo trovare il silenzio in noi stessi.

Il dogma del peccato originale rivisitato in chiave evoluzionistica è stato il tema dell'incontro della sezione romana dell'Associazione Teilhard de Chardin, tenutosi il 15 dicembre 2018 a Villa Malta, sede della rivista “La Civiltà Cattolica”.

Favorire lo sviluppo e l’occupazione diventa un incentivo a limitare l’emigrazione. Ma per aiutarli veramente, ci sarebbe una sola soluzione...

Domenica 10 Marzo 2019 21:50

Evento e rito (Giorgio Bonaccorso)

Alla base della prospettiva cristiana sta il gioco tra l'attesa e la promessa: l'attesa di un futuro che è sempre la libera, imprevedibile azione di Dio, e la promessa che tale imprevedibilità è segnata dalla misericordia e dalla pace. Il rito coniuga questi due atteggiamenti.

La teoria della soddisfazione di Anselmo d’Aosta è spesso considerata un po’ come la madre di tutti gli equivoci in materia di soteriologia cristiana, la causa principale, se non addirittura l’unica, di ogni errore e fraintendimento.

L'abate è un monaco e non cessa di esserlo quando assume il ministero di abate. Cammina sulla stessa via, quella di esser trasformato attraverso la vita monastica in modo che la grazia del battesimo giunga in lui al suo compimento, come figlio di Dio, veramente simile a Cristo.

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