Giovedì, 23 Novembre 2017
Sabato 26 Giugno 2004 10:34

Introduzione alla spiritualità marista (P. Franco Gioannetti) Settima Parte

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Spiritualità Marista

   

di Padre Franco Gioannetti


Settima parte


Gradualmente gli ebrei più sensibili vengono così guidati a riflettere che la strada della salvezza può passare anche per quella dell’umiliazione e delle sconfitte.


Anche Geremia, liberato da Dio dalle mani dei suoi nemici, si qualificherà povero:
"Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori"
(Ger. 20/13).


Al termine dell’esilio anche il grande continuatore di Isaia (detto Deutero-Isaia) guarderà a Sion come ad una città "povera" e chiamerà "povero" il popolo a cui annuncia la salvezza.
"Giubilate, cieli, rallegrati, o terra,
gridate di gioia, o monti,
perché il Signore consola il suo popolo
ed ha pietà dei suoi poveri"
(Is. 49/13)


Anche il successivo continuatore di Isaia, il cosiddetto Trito-Isaia, scriverà:
"…Su chi volgerò lo sguardo?
Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito
E su chi teme la mia parola"
(Is. 66/2)


L’Israele dei "poveri", degli umili tende essenzialmente all’incontro con Dio, attende di divenire il popolo messianico.
Si tratta di un sogno, di un’attesa, della speranza di tornare dall’esilio nella Terra promessa, tutte cose che finiscono per maturare in una visione umile e caratteristica: il messia-profeta sarà il grande "povero", il "servo di Jahvé" (Is. 50/6-9; Is. 53/4-7).


Un messia-"povero" dunque che rappresenta un ideale di pietà, fatta di confidenza in Dio, pronta alla sofferenza ed alla morte. Questa povertà, espressa in una tendenza spirituale si manifesta come un’attesa, un’apertura totale a Dio, una umiltà profonda, un’obbedienza filiale. Un aspetto caratteristico del messia, è espresso dal profeta Zaccaria con le parole:
"Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio di asina"

(Zacc. 9/9).


In questa frase del profeta, Gesù stesso si riconoscerà:
"……
Essi condussero l’asinello da Gesù, e
Vi gettarono sopra i loro mantelli…
……
Quelli gridavano: Osanna! Benedetto Colui
Che viene nel nome del Signore!"

(Mc. 11/10)

Ultima modifica Giovedì 15 Luglio 2004 01:16

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