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Sabato 26 Giugno 2004 10:36

Introduzione alla spiritualità marista (P. Franco Gioannetti) Decima Parte

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Spiritualità Marista

   

di Padre Franco Gioannetti


Decima parte


Maria ha scelto lo spogliamento radicale della persona, una condizione di vuoto che deve divenire disponibilità, abbandono confidente in Dio


Tra gli "anawim" o "poveri di Jahvè" risalta Maria ed è sulle sue labbra che Luca pone, in modo significativo, il canto del "Magnificat" nel quale risuona la sintesi delle attese dei "poveri" di Israele e che è un riecheggiare delle ancora più antiche speranze espresse dagli "anawim" nel cantico di Anna (1Sam.2,1-10).


I normali progetti di una giovane donna sono stati sostituiti, nella vita di Maria, dal progetto di Dio; lei infatti ha accettato di abbandonarsi in tutto alla volontà di Dio.


E così di giorno in giorno Maria, degna rappresentante degli "anawim", ha espresso, nello spogliamento, la totalità della sua fede rispondendo "eccomi" alle esigenze di Colui che l’aveva chiamata.


Ecco dunque Maria, la prima discepola, donna di fede, la cui vita fu segnata dalla durezza delle difficoltà che accompagnarono la sua esistenza di Madre di Dio.


Ecco Maria senza le alterazioni del "meraviglioso" attribuitole dagli uomini, ma sempre arricchita dalle "meraviglie di Dio", nella sua esistenza umana, vissuta nello spogliamento radicale che la caratterizza.


E proprio per questo l’evangelista le pone sulle labbra il Cantico che è il grido di gioia di quel popolo povero ed umile, capace di attendere, sperare, cercare ed accogliere, nel quale Jahvè aveva promesso di riversare la gioia messianica:


"udranno in quel giorno
i sordi le parole di un libro;
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,
i più poveri gioiranno nel Santo di Israele.
Perché il tiranno non sarà più…
Saranno eliminati quanti tramano iniquità,
Quanti…rovinano il giusto per un nulla"
(Is. 29, 18-21)


Ecco dunque Maria "vera povera" con i "veri poveri", coloro cioè che "pii, giusti, fedeli, puri di cuore, hanno saputo, attraverso il tempo, tenere deste le speranze.


In Maria, quasi in una visione ecclesiastica cara a P. Colin, si incontrano e formano un solo popolo gli antichi "anawim" di Israele ed i "piccoli" del Regno di Dio, reso presente dal Messia; perciò il suo cantico raccoglie le voci del passato ed anticipa quello delle genti che verranno.


Maria riassume i salmi dei "poveri di Israele ed inaugura le beatitudini di coloro che sono miti ed umili di cuore a somiglianza del Figlio di Dio che, come dice S. Paolo nella lettera ai Filippesi, ‘annientò’ se stesso, prendendo la condizione di servo".

Ultima modifica Sabato 17 Luglio 2004 18:50