Martedì,06Dicembre2016
Giovedì 11 Novembre 2004 22:40

La crisi di fede nei figli: II° parte (Paolo Tolomelli)

Valuta questo articolo
(0 voti)
 

La "crisi di fede" dei figli

(Seconda parte)

COME PORGERE L’AIUTO NECESSARIO AL FIGLIO "IN CRISI"

La ricerca personale di Dio, con gli alti e bassi dell’esperienza vissuta ogni giorno, può certamente aiutare i genitori a saper porgere l’aiuto necessario al figlio in crisi. Come?

Penso sia opportuno, anzi necessario:

  • Ascoltare con interesse e attenzione, senza preconcetti e senza dare subito giudizi e risposte categoriche;
  • Sforzarsi, con pazienza attiva, di comprendere, comprendere, comprendere (cioè mettersi nella mentalità dell’altro, senza peraltro rinunciare alle nostre idee e convinzioni buone e legittime;
  • Non imporre mai, ma proporre con delicatezza (e furbizia positiva che ci viene dalla esperienza), motivando tali proposte;
  • Aver fiducia nelle capacità potenziali di ciascuno;
  • Pregare con intensità e perseveranza ("Spirito Santo, aiutaci"), credendo fermamente a quel che ci ricorda più volte la Bibbia: ciò che è impossibile all’uomo è possibile a Dio.

Ritengo che queste siano le modalità migliori per mettere in sintonia col figlio, per suggerirgli la visione delle cose che gli succedono, in un’ottica non soggettiva e solo contingente, ma con una oggettiva e reale valutazione che tenga conto dell’eternità: ciascuno di noi ci sarà per sempre; ciascuno di noi è unico e irripetibile, chiamato a realizzare un progetto personale di Dio.

MAI CONSIDERARSI DEI GENITORI FALLITI!

Per quanto concerne la tristezza, le delusioni, le paure, la sensazione di aver fallito come genitori, ci confortano e rassicurano le parole di Gesù ai Suoi discepoli: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede…Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, ve l’avrei detto" (Gv 14, 1-2).

Forse, nelle esperienze della nostra vita, qualche volta abbiamo pensato di dare il primato dell’attenzione educativa all’una o all’altra delle tre virtù teologali: a volte ci è parsa più importante la fede, a volte abbiamo ritenuto più necessaria la speranza, a volte ci ha più affascinato la carità. Ognuna di queste virtù, che dobbiamo esercitare dopo averle ricevute nella loro potenzialità come doni nei Sacramenti, è invece strettamente intrecciata alle altre, perché tutte vengono da Dio e ci riconducono a Lui.

Non c’è, dunque, motivo di avvilirsi, né di cessare di impegnarsi, in caso di crisi dei nostri figli: "Anche chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi" (Gv 14, 12).

Paolo Tolomelli

"Famiglia domani" 4 / 99

Ultima modifica Giovedì 30 Dicembre 2004 20:23