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Giovedì 11 Novembre 2004 22:51

Educare all'amore: I°parte (Marinella ed Enrico Gualchi)

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EDUCARE ALL’AMORE

· Coniugare la parola "educazione" con la parola "amore" appare subito una provocazione e una sfida · Eppure esse si sostengono e si nutrono a vicenda, partendo da un presupposto comune: l’accoglienza dell’altro · Educare all’amore significa amare, perché l’amato possa sperimentare l’amore e viverlo come lui sa e vuole · Una revisione di vita sulla parola del Maestro: "Amatevi come io vi ho amato".

Prima parte

Coniugare la parola "educazione" con la parola "amore" appare subito una provocazione e una sfida · Eppure esse si sostengono e si nutrono a vicenda, partendo da un presupposto comune: l’accoglienza dell’altro · Educare all’amore significa amare, perché l’amato possa sperimentare l’amore e viverlo come lui sa e vuole · Una revisione di vita sulla parola del Maestro: "Amatevi come io vi ho amato".

Prima parte

Il titolo di questo numero della rivista è assai problematico e allo stesso tempo coinvolgente poiché racchiude in sé due concetti che in modi, in tempi e con esiti diversi interessano la vita di ognuno di noi lasciandovi segni profondi tali da condizionare in bene o in male la nostra storia personale.

Problematico, od anzi in apparenza addirittura contraddittorio.

La parola AMORE infatti richiama istintivamente un moto spontaneo dell'animo umano, un sentimento incontrollabile dalla ragione che si scatena nel cuore dell'individuo quasi a sua insaputa e che a poco a poco lo pervade tutto, cambiando radicalmente la sua vita e il suo comportamento, conducendolo ad uno stato di estasi o di depressione a seconda dei risvolti che assume il rapporto con l'amato.

Questo modo di intendere l'amore è stato oggetto di gran parte della letteratura di tutti i secoli dando origine a capolavori e creando personaggi-simbolo in grado di evocare con il solo loro nome emozioni profonde. Lo stesso lessico popolare è pieno di espressioni che riprendono il tema dell'amore spontaneo e indomabile; basti ricordare frasi del tipo: al cuor non si comanda, l'amore è cieco e sordo!

Anche oggi, nella nostra epoca clic si direbbe dominata dalla logica, dal calcolo e dalla programmazione, su ogni rivista, anche seria ed impegnata, una rubrica sempre seguita è la cosiddetta "posta del cuore"; i romanzi d'amore hanno tuttora un vasto pubblico e le famose "telenovela" un indice di ascolto assai alto e diffuso tra tutte te classi sociali.

Come sarà dunque possibile accomunare all'amore il concetto di EDUCAZIONE che richiama a prima vista una diffusa esperienza di insegnamenti e di regole volte a incanalare i moti spontanei dell'animo verso comportamenti controllati e forse costretti in steccati predeterminati che si chiamano convenienze sociali, vivere civile, buone maniere?

La nostra "provocazione" sta proprio nell'abbinamento inconsueto di queste due manifestazioni del vivere umano, nello scoprire che esse, ben lungi dal porsi in antitesi, si sostengono e si nutrono a vicenda in una relazione reciproca che giustifica l'essere dell'una in ragione del crescere dell’altra e viceversa.

MARINELLA ed ENRICO GUALCHI

Segretari diocesani C.P.M.- Torino

(da Famiglia domani 2/99)

Ultima modifica Giovedì 30 Dicembre 2004 20:47

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