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Sabato 13 Novembre 2004 16:20

Una parola molto vicina (Carla e Paolo Borgherini)

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Una parola molto vicina

· Può un laico introdursi allo studio della Sacra Scrittura? · E come fare per passare da un’attenzione "curiosa" ad un’attenzione più adulta? · La Bibbia non è un libro che ci parla di Dio, ma un libro in cui Dio ci parla · E la sua parola è sempre molto vicina ad ognuno di noi, nella nostra concreta situazione storica ed esistenziale · Purché acconsentiamo che lo Spirito ci aiuti a leggerla ed a farla penetrare nel nostro cuore.

Può un laico introdursi allo studio della Sacra Scrittura? · E come fare per passare da un’attenzione "curiosa" ad un’attenzione più adulta? · La Bibbia non è un libro che ci parla di Dio, ma un libro in cui Dio ci parla · E la sua parola è sempre molto vicina ad ognuno di noi, nella nostra concreta situazione storica ed esistenziale · Purché acconsentiamo che lo Spirito ci aiuti a leggerla ed a farla penetrare nel nostro cuore.

Con queste poche righe non intendiamo svolgere una trattazione esaustiva dell'argomento: "Laici e lettura della Bibbia"; le esperienze in proposito possono essere le più molteplici ed ognuna con una sua validità. Vogliamo piuttosto tentare di inquadrare, all'interno di riferimenti biblici ed ecclesiali, il nostro percorso di avvicinamento alle Sacre Scritture.

Introdotti al cristianesimo ai tempi del catechismo di Pio X e delle liturgie in latino, siamo stati infatti poco educati a far risalire direttamente alla Parola di Dio la nostra fede.

La straordinaria atmosfera suscitata dal Concilio Vaticano II, prima, e l'incontro con un biblista, un padre del PIME, poi, sono stati per noi i punti di appoggio per una svolta decisa nel senso dell'approfondimento, della conoscenza e dello studio dell'Antico e del Nuovo Testamento.

  1. Lo dici perché lo ricavi dal testo, o...? 5

    Non sapremmo indicare esattamente quando nacque in noi l'attenzione alle Sacre Scritture: probabilmente ai tempi del Concilio, quando la riforma liturgica, sostituendo il latino con la lingua italiana, facilitò la comprensione delle letture della messa.

    Possiamo però dire con certezza in quale momento questa attenzione "curiosa" si trasformò in attenzione adulta.

    Erano gli inizi degli anni '80 e stavamo partecipando ad un corso sul libro della Genesi, condotto dal sopra citato padre del PIME.

    Trattando, al capitolo 3, della condanna del serpente, e della donna che gli avrebbe schiacciato il capo, l'oratore si rivolse al pubblico chiedendo chi mai fosse questa donna. Alla risposta di qualcuno (ma probabilmente ognuno dei presenti avrebbe dato la stessa risposta) che quella donna era Maria, la madre di Gesù, il biblista sorprese tutti uscendo con questa battuta: "Lo dici perché lo ricavi dal testo, o perché te l'hanno insegnato al catechismo?".

    In quel momento ci fu chiaro che la lettura della Bibbia era una lettura del tutto particolare, che andava affrontata senza pregiudizi e/o pre-interpretazioni, e che richiedeva una specifica preparazione.

  2. La Bibbia: un libro in cui Dio ci parla 5

    Si, perché la Bibbia non è un libro che ci parla di Dio, ma un libro in cui autori vissuti in tempi e situazioni diverse, hanno scritto, per tramandarla, la loro esperienza di Dio così come si è realizzata all'interno del loro gruppo di riferimento, della loro comunità, del loro popolo.

    O, se vogliamo dirlo dal punto di vista dell'ispirazione, la Bibbia è un libro in cui, con la mediazione di un autore, Dio ci parla (manifesta la sua Parola = Logos = Verbo) attraverso storie di uomini, di comunità, di popoli che hanno colto la sua presenza e la sua essenza.

    Leggere la Bibbia con profitto, quindi, vuoi dire riuscire a cogliere il messaggio trascendente che l'autore ci ha trasmesso attraverso il racconto di vicende umane.

    Questa considerazione, se è valida per la Bibbia in generale, lo è a maggior ragione per i Vangeli: la nostra fede in Gesù Cristo figlio di Dio si basa sulla testimonianza dei suoi discepoli e apostoli, sul percorso da loro compiuto per comprendere che colui che poteva sembrare solo un affascinante rabbi, altri non era che il Messia atteso ("Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome", (Gv 20,30-31).

  3. L'interpretazione delle Scritture 5

    Non ci sembra questo lo spazio sufficiente per una esauriente esposizione dei metodi per l'interpretazione della Sacra Scrittura (non ne avremmo nemmeno la competenza): ci sembra tuttavia importante sollecitarne la conoscenza perché la comprensione dei testi biblici sia più consapevole.

    Per questo rimandiamo al capitolo III della costituzione conciliare "Dei Verbum" che definisce i principi dell'interpretazione mentre per una conoscenza più approfondita dei testi suggeriamo la lettura dei volumi citati nella breve nota bibliografica a fine articolo, avvertendo che non sono ovviamente tutti i possibili, ma quelli che abbiamo effettivamente letto sull'argomento.

    Vorremmo peraltro preservare il lettore da quello che a noi appare come un errore: considerare questi metodi un affare per "specialisti", per "addetti ai lavori", per intellettuali sfiziosi o per studiosi che si accostano alla Bibbia solo dal versante culturale prescindendo dal versante della fede. In realtà, la Bibbia è una somma di libri antichi, scritti originariamente in lingue diverse, da e per persone con riferimenti culturali, problemi e bisogni diversi dai nostri; è quindi improbabile che la si possa leggere con una comprensione immediata, senza cercare di calarsi nella cultura, nelle situazioni, nello spazio/tempo degli autori e dei loro immediati lettori. I ritrovati delle moderne scienze bibliche aiutano il lettore "comune" a scoprire i significati originali delle Scritture, significati che sarebbero sfuggiti con una lettura superficiale. Se ci viene permesso un paragone profano, il lettore "comune" della Bibbia trae beneficio da questi studi "specialistici" così come l'automobilista "comune" trae vantaggio dagli studi e ricerche di "Formula 1".

  4. Questa Parola è molto vicina a te 5

    Abbiamo spaventato qualcuno? Speriamo proprio di no, perché il nostro intento è anzi di invogliare alla lettura della Bibbia (come del resto sollecita la "Dei Verbum" al paragrafo 22), con un accorgimento, però: non accontentarsi di una lettura solamente "spirituale", ma accompagnarla con la fatica di una lettura "critica", in una simbiosi di fede e razionalità; la lettura assumerà allora un gusto nuovo e più intenso perché, come leggiamo in Dt 30,11-14: "Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica".

  5. I gruppi di ascolto 5

    Se, come abbiamo detto, all'origine dei testi vi è l'esperienza di una comunità (il popolo d'Israele o la Chiesa primitiva), è solo ponendosi all'interno di una esperienza analoga che si può migliorare la comprensione dei testi stessi.

    Così, ad imitazione delle prime comunità cristiane che "erano assidue nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (At 2,42), si sono sviluppati in diocesi di Milano i gruppi di Ascolto della Parola (GdA).

    I GdA sono gruppi di laici (mediamente una decina di persone), condotti/moderati da un laico, che si ritrovano mensilmente, nella casa di un componente del Gruppo, per la lettura di un brano biblico (sia dell'AT che del NT) attinente ad un tema generale annuo proposto dalla diocesi. Il conduttore introduce alla comprensione del testo inquadrandolo nel periodo storico, tracciando un profilo dell’autore e dei suoi lettori, evidenziando gli aspetti problematici e/o gli elementi sostanziali: il gruppo si apre poi al confronto, alla ricerca del significato attuale del brano. Se infatti crediamo, come crediamo, che queste parole limitate racchiudono l'infinito mistero di Dio, allora crediamo anche che queste parole, al di là del loro significato originale, lasciano trasparire per l'uomo di ogni tempo un barlume di questo mistero.

  6. I gruppi di ascolto 5

    Se, come abbiamo detto, all'origine dei testi vi è l'esperienza di una comunità (il popolo d'Israele o la Chiesa primitiva), è solo ponendosi all'interno di una esperienza analoga che si può migliorare la comprensione dei testi stessi.

    Così, ad imitazione delle prime comunità cristiane che "erano assidue nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (At 2,42), si sono sviluppati in diocesi di Milano i gruppi di Ascolto della Parola (GdA).

    I GdA sono gruppi di laici (mediamente una decina di persone), condotti/moderati da un laico, che si ritrovano mensilmente, nella casa di un componente del Gruppo, per la lettura di un brano biblico (sia dell'AT che del NT) attinente ad un tema generale annuo proposto dalla diocesi. Il conduttore introduce alla comprensione del testo inquadrandolo nel periodo storico, tracciando un profilo dell’autore e dei suoi lettori, evidenziando gli aspetti problematici e/o gli elementi sostanziali: il gruppo si apre poi al confronto, alla ricerca del significato attuale del brano. Se infatti crediamo, come crediamo, che queste parole limitate racchiudono l'infinito mistero di Dio, allora crediamo anche che queste parole, al di là del loro significato originale, lasciano trasparire per l'uomo di ogni tempo un barlume di questo mistero.

  7. I gruppi di ascolto 5

    Se, come abbiamo detto, all'origine dei testi vi è l'esperienza di una comunità (il popolo d'Israele o la Chiesa primitiva), è solo ponendosi all'interno di una esperienza analoga che si può migliorare la comprensione dei testi stessi.

    Così, ad imitazione delle prime comunità cristiane che "erano assidue nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere" (At 2,42), si sono sviluppati in diocesi di Milano i gruppi di Ascolto della Parola (GdA).

    I GdA sono gruppi di laici (mediamente una decina di persone), condotti/moderati da un laico, che si ritrovano mensilmente, nella casa di un componente del Gruppo, per la lettura di un brano biblico (sia dell'AT che del NT) attinente ad un tema generale annuo proposto dalla diocesi. Il conduttore introduce alla comprensione del testo inquadrandolo nel periodo storico, tracciando un profilo dell’autore e dei suoi lettori, evidenziando gli aspetti problematici e/o gli elementi sostanziali: il gruppo si apre poi al confronto, alla ricerca del significato attuale del brano. Se infatti crediamo, come crediamo, che queste parole limitate racchiudono l'infinito mistero di Dio, allora crediamo anche che queste parole, al di là del loro significato originale, lasciano trasparire per l'uomo di ogni tempo un barlume di questo mistero.

  8. Filippo e l'Etiope 5

"Filippo, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: "Capisci quello che stai leggendo?". Quegli rispose: "E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?…Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?". Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù" (At 8,30-31a; 34b-35).

(At 8,30-31a; 34b-35).

Ci sembra che questo brano degli Atti degli Apostoli possa bene ricapitolare il nostro percorso e suggerirci alcuni principi cui attenersi per una proficua lettura:

  • La Bibbia deve essere letta nella Chiesa e con la Chiesa.
  • La Bibbia deve essere interpretata con la Bibbia.

In sostanza, come ci suggerisce la "Dei Verbum" al paragrafo 12, la Bibbia deve "essere letta e interpretata con l'aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta", perché anche noi, come i discepoli di Emmaus, possiamo esclamare "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?" (Lc 24,32).

Carla e Paolo Borgherini - Milano

Da "Famiglia domani" 3/2000

  1. Bibliografia essenziale 5
Bibliografia essenziale 5
  • CONCILIO VATICANO II, Costituzione Dogmatica "Dei Verbum" sulla Divina Rivelazione, 1965
  • PONT. COMM. BIBLICA, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, Libr. Ed. Vaticana , Roma, 1965
  • JOSEF IMBACH, Come leggere e capire la Bibbia, Città nuova, Roma, 1992
  • AaVv, Vademecum per il lettore della Bibbia, Morcelliana, Brescia 1996
  • ALESSANDRO SACCHI, Cos’è la Bibbia. Breve corso introduttivo, Ed S Paolo, Cinisiello B. 1999
Ultima modifica Giovedì 06 Gennaio 2005 20:10