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Sabato 13 Novembre 2004 16:24

"Maria e Giuseppe" (Tony Piccin)

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LA COPPIA DI NAZARETH.

LA NOSTRA STORIA NELLA STORIA DI DIO

Dio è presente nella coppia come amore, come salvezza, come tenerezza, ma non ci appiana le difficoltà e ci chiede di servirlo amando la vita

Le parole mistero, sacramento, grazia, vocazione possono farci l’effetto strano di qualcosa di magico, di occulto, di entità invisibili che non possiamo controllare; realtà che esistono fuori di noi con le quali prima o poi abbiamo a che fare perché determinano la felicità o l’infelicità della nostra esistenza. Per fortuna c’è la storia di Maria di Nazareth e di Giuseppe, una coppia che i Vangeli ci presentano, ad aiutarci a capire il significato vero di queste parole.

Nei due racconti di Luca e Matteo possiamo cogliere una prima verità: Dio parla alla coppia. Parla a Maria, ma parla anche a Giuseppe perché la cosa riguarda anche lui come sposo di Maria. Dio ci parla attraverso gli avvenimenti, le situazioni, attraverso le persone, nella riflessione personale, nella preghiera, attraverso la sua "Parola". Ci chiede di ascoltare, di riflettere, di scegliere, ossia di fare discernimento. Ciò che ne risulterà è quello che egli desidera da noi.

"Il Signore è con te". Non si può pensare che Dio se ne stia lontano, semmai siamo noi che pretendiamo di agire senza di lui, senza il suo aiuto. Non si può pensare neppure che Dio, con la sua "Parola" dica una cosa diversa allo sposo e alla sposa. Dio parla a tutti e due e parla perché sposo e sposa si formino uno stesso modo di pensare, camminino in uno stesso cammino di coppia, si unifichino nella vocazione. Dio è presente come AMORE nella coppia. Quando Dio parla, nello stesso tempo trasforma la coppia. La parola di Dio non assomiglia alla luce fredda di una lampada al neon, ma al sole che illumina e nello stesso tempo riscalda ed asciuga la pozza d’acqua. La nostra religione non è la religione del "libro", della "sapienza" (anche se questa è necessaria) ma dell’AMORE. L’AMORE è lo Spirito di Dio presente nella coppia e di cui la coppia è segno (sacramento). Il bene che l’uomo e la donna si vogliono, tutto il bene dal desiderio al dono, sono manifestazione, se pur limitata, dell’amore immenso di Dio. Dio è presente come salvezza nella coppia. Il sacramento del matrimonio, come gli altri sacramenti, è cristologico e cristocentrico. Cristo è presente nella vita di coppia, per tutta la durata della vita della coppia, non solo nell’istante della celebrazione davanti all’altare. Il frutto che per opera dello Spirito viene accolto dalla coppia di Nazareth è Cristo, colui che salverà il genere umano con il suo sacrificio sulla croce e la risurrezione. Quante croci e risurrezioni nella coppia, quante volte si dona e si perdona; così come spesso siamo per l’altro motivo di risurrezione e vita. A dar senso al nostro agire sta il "mistero", quella realtà tanto profonda del Cristo sposo della sua Chiesa. Dio presente nella coppia non ci appiana le difficoltà. La situazione sia per Maria sia per Giuseppe si presenta in modo assai problematico. "Maria disse all’angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo" (Lc 1,34). Queste poche parole fanno capire che è stata una cosa sofferta a lungo ed è il risultato di una profonda lotta interiore. La fede di Maria è stata grande perché ha creduto, ha espresso un atto di fede in Gesù Cristo ancor prima che egli cominciasse ad esistere come uomo.

Maria non ha nessuna prova, nessuna garanzia per dire di sì; è all’oscuro di quanto poi avverrà. Ma c’è dall’altra parte la sofferenza di Giuseppe che nutre un grande amore per Maria. Perché non poteva coronare il suo sogno come gli altri, come era tradizione di tanti patriarchi? Perché quella realtà fuori del comune piena di incognite? La coppia è al servizio del Dio della vita. "Gesù nacque a Betlemme" (Mt 2,1). Il "sì" di Maria e di Giuseppe ed il loro mettersi a servizio del piano di Dio fu la condizione della nascita di Gesù, di colui che dirà: "Io sono la vita". Fecondità non è discutere sul numero dei figli ma mettersi a disposizione della "VITA".

Dio è presente nella coppia come tenerezza. Nei vangeli non c’è molto a questo proposito, ma quel poco lascia intuire una profonda intimità spirituale ed affettuosa anche se in un contesto di castità. "Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa..." (Mt 1,24). E quando Erode vuole uccidere il bambino Gesù, si vede ancora l’intimità della famiglia: "Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre..." (Mt 2,14).

Perché ci sposiamo in Chiesa? Meglio sarebbe dire: perché ci sposiamo in Cristo? Per vivere la nostra storia d’amore dentro la grande storia dell’AMORE.

Tony Piccin

(GRUPPI FAMIGLIA N° 42 marzo2003)

Ultima modifica Sabato 08 Gennaio 2005 14:11

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