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Sabato 13 Novembre 2004 16:36

"Anania e Saffira" (Paola Lazzarini)

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Anania e Saffira

(At 5, 1-11)

Anania e Saffira vendono un terreno di loro proprietà, il ricavato è buono, probabilmente sopra le attese, e così decidono di trarre due vantaggi in una volta sola: arricchire davanti agli uomini e davanti a Dio (cfr. Lc 12,21). Dopo aver trattenuto per sé una parte del denaro vanno da Pietro a consegnargli la somma rimanente, dichiarando che è per quella cifra che hanno venduto il campo. La fine sarà orribile: uno dopo l’altro cadono morti davanti a Pietro e sono portati via e seppelliti dai giovani della Comunità.
Questo breve brano degli Atti degli Apostoli descrive con precisione e senza fronzoli il processo che porta la coppia da oasi di fecondità, ruolo attribuitele da Dio, a luogo di morte.
Alla coppia è dato tutto: l’amore di Dio si riversa sulla coppia continuamente, è un investimento illimitato del Signore che da quando la costituisce non smette mai di alimentarla e sostenerla, senza chiedere nulla in cambio.
Ma nella coppia può insidiarsi l’ombra astuta del Nemico (come già era accaduto per Adamo ed Eva) e quando il peccato entra in una coppia è ancora più difficile da scacciare, perché i due possono diventare l’uno per l’altro messaggeri di morte anziché di vita.
Il peccato di Anania e Saffira è di aver voluto rompere la logica di Dio. Dio ha donato tutto di sé gratuitamente e mette l’uomo davanti alla scelta: o entri in questa logica di gratuità e di circolo vivificante d’amore, oppure ne stai fuori e trovi il tuo posto nel mondo in cui tutto ha un prezzo.
Anania e Saffira non vogliono scegliere, o meglio, vogliono tutto. Vogliono la benedizione di Dio e vogliono le spalle coperte; dicono di credere nella Provvidenza e poi fanno l’Assicurazione sulla Vita! E questa scelta di non scegliere non può che portare alla morte.
E la morte separata dei due sposi ci svela che quando la coppia si lascia tentare dal Nemico a non fidarsi di Dio muore anch’essa: i due tornano ad essere individui separati, complici ma non più coniugi.
E le giovani generazioni non aspettano, raccolgono i cadaveri di questa coppia disfatta e senza una parola di pietà la seppelliscono e sembrano dire: "per noi sarà diverso".
Il progetto di Dio sulla coppia vuole portarla all’abbandono, non chiede i rimasugli del suo tempo e delle sue energie, chiede piuttosto di diventare la tenda nella quale la coppia dorme serena. Davanti a un Dio crocifisso non si possono fare compromessi e lo "scegliere di non scegliere" porta, come per Anania e Saffira, alla morte. Davanti a quell’Uomo appeso alla Croce dobbiamo decidere - e subito - se vogliamo seguirLo e imitarLo oppure no, dobbiamo scegliere cioè tra la Vita e la Morte.

di Paola Lazzarini

Ultima modifica Venerdì 14 Gennaio 2005 00:54

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