Giovedì, 21 Novembre 2019
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il Giornale (Milano), 08/07/2010. Estratto da pagina: 42

Da un indagine della Cattolica il dato di un disagio. E a sorpresa sono i papà a stare di più con i loro figli.

Hanno dagli 8 ai 17 anni. Frequentano l'oratorio estivo in città e provincia e non giocano con mamma e papà. Preferiscono due calci al pallone con gli amici o un solitario videogioco. Ma quando ci sono i genitori che concedono sprazzi di tempo ai figli si scopre che sono più «giocattolosi» i papà delle mamme. Percentuali irrisorie, però. Come emerge dalla ricerca «A che gioco giochiamo» condotta dalla cooperativa sociale Pepita in collaborazione con il Cremit, centro di ricerca sull'educazione ai media, all'informazione e alla tecnologia dell'università Cattolica.

 

1.     Trent'anni di grandi cambiamenti

Negli ultimi trent'anni la società italiana è stata caratterizzata da profondi mutamenti, avvenuti spesso in modo graduale, a volte quasi impercettibile, ma che ne hanno radicalmente modificato l'aspetto. Nascono sempre meno bambini e aumentano gli anziani, scompaiono le famiglie numerose e aumentano quelle unipersonali, i giovani restano sempre più a lungo in casa con i genitori[1]. Anche uno degli istituti che sembravano essere più consolidati, quale il matrimonio, è stato posto in discussione dalla diffusione di nuove forme di unione libera.

All'origine di questi cambiamenti vi sono le grandi trasformazioni culturali e sociali avvenute negli anni '60 del XX sec. in alcuni paesi precursori dell'Europa occidentale e scandinava, estesesi successivamente in tutto il resto del continente.

Mercoledì 14 Luglio 2010 14:56

Il complesso lavoro di “educare” i figli

Senza la famiglia fondata sul matrimonio la società non potrà avere futuro. Non solo la trasmissione della vita e l’educazione dei figli, ma anche l’assistenza agli anziani e ai disabili sarebbero impossibili senza l’apporto della famiglia. Ecco perché sostenere il futuro della famiglia vuol dire sostenere la sussistenza stessa della società.

Martedì 06 Luglio 2010 10:19

Famiglia a colori – sfida interculturale

Piuvoce.net - Cattolici in rete 18 maggio 2010

I movimenti migratori impongono un dibattito improntato al realismo

E’ difficile sottrarsi alla “bolla calda della politica”, come l’ha definita Aldo Bonomi, quando nel nostro Paese si affronta il tema dell’immigrazione. Ma la sfida della “famiglia a colori” va affrontata con realismo, nella sua globalità e complessità. Il tema della dimensione familiare dei movimenti migratori, è anche stato segnalato dalle Nazioni Unite, che hanno dato alla Giornata Internazionale della Famiglia 2010 il titolo "L`impatto delle migrazioni sulla famiglia nel mondo".

Avvenire 30/05/2010

Una manifestazione per non rassegnarsi e per guardare al futuro dell'Italia con  gli occhi dei bambini. «Il riconoscimento che anche i bambini non nati sono bambini ...  è la prima pietra da porre se vogliamo ridare fiducia a una società migliore che metta al centro l'uomo, a partire dai più piccoli e più deboli». 

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