Venerdì, 15 Novembre 2019
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DaneseA., Di Nicola G.P.,  - Le ragioni del matrimonio.  Il “valore aggiunto” della famiglia (Sintesi di Daniela Dogliani)

 ….La famiglia costituisce un investimento di fiducia nella società: essa si forma non tanto perché le persone cercano il modo di difendersi dalla società, quanto piuttosto perché sentono il desiderio di amarsi.

Istituzione e amore sono così in contrasto tra di loro? Due che si sposano implicitamente aderiscono a patti istituzionali, formano una istituzione nuova, che è appunto la famiglia…..

Giovedì 01 Luglio 2010 11:21

La famiglia e le sfide culturali attuali

....Le sfide che l'attuale cultura pone all'esperienza familiare e affettiva sono - schematizzando - principalmente tre:

•    la rimessa in discussione della differenza sessuale;
•    la "familiarizzazione" della società in risposta alla trasformazione della famiglia in una sfera del privato;
•    un'inadeguata concezione della natura e del ruolo degli affetti....

 

 

Domenica 20 Giugno 2010 08:08

Noi famiglia, noi società

NoiGenitori&figli. Estratto da pag.8

Il problema è che abbiamo identificato la famiglia col suo appartamento. E in questa parola, appartamento, c'è la stessa radice di separazione. Come in apartheid, un termine che giustamente ci indigna. Allora, dovremmo un po' preoccuparci di certe nostre chiusure domestiche...». Così il delicato tema "Dal noi della famiglia al noi del bene comune", scelto dalla Cei per il prossimo seminario di Senigallia

 

Presentazione del rapporto CISF 2009

Roma, martedì 15 giugno 2010. Senato della Repubblica, Sala Capitolare, Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, piazza della Minerva 38

Con questo volume è iniziata la nuova serie del Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia, che presenta i risultati della prima edizione di una propria indagine originale, che verrà ripetuta ogni due anni, con 4.000 interviste su un campione statisticamente rappresentativo delle famiglie italiane. Il tema di questo Rapporto è il costo dei figli affrontato come costo della famiglia, non concepito in termini meramente economici ma in un quadro di scelte culturali, sociali e politiche.

 

In questi ultimi decenni si è assistito a un fuoco pirotecnico di ricette di politica familiare (dal “bonus bebé” al baby bond), enfaticamente propagandate come “la svolta decisiva”, ma terminate tutte purtroppo in un “eterno ritorno” della medesima inefficacia con la scusa magari delle scarse risorse disponibili.[1] Nel 1985 il Rapporto conclusivo su La Povertà in Italia della Commissione di studio istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri (Governo Craxi) elaborò l’ipotesi di “un assegno sociale” che unificava detrazioni e assegni. Veniva abbandonato  “il concetto di familiare a carico”. Destinataria dell’intervento diventava “l’unità di convivenza”. Non interessava più la famiglia intesa nella qualità delle sue relazioni, ma solo come aggregato di individui in funzione di una ottimale redistribuzione del reddito.

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