Mercoledì, 16 Agosto 2017
Giovedì 30 Dicembre 2004 20:19

Cambiamenti demografici e nuove forme di famiglia

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 Cambiamenti demografici e nuove forme di famiglia

Dal punto di vista socio-demografico le indagini condotte hanno mostrato come, complessivamente, l’Italia rispetto a tutti i paesi occidentali sia quello con il più basso numero di figli per donna, ma in cui i giovani lasciano più tardi la famiglia d’origine, meno frequentemente convivono con una persona dell’altro sesso senza essere sposati e, dopo le nozze, più difficilmente divorziano (Barbagli, Saraceno, 1997).

In sostanza, le recenti trasformazioni della famiglia sono documentate da alcuni fenomeni demografici che si possono riassumere nel modo seguente: rinvio della nascita del primogenito, testimoniato dal continuo calo della fecondità nei primi anni del matrimonio; innalzamento dell’età media delle madri alla nascita del primogenito, soprattutto al Nord del Paese; diffusa caduta delle nascite di ordine superiore a due (Scabini, 1995).

Un altro fondamentale indicatore demografico su cui è necessario riflettere per comprendere la famiglia italiana nella realtà sociale contemporanea è la crisi della nuzialità. Come in altri paesi, anche in Italia si sono prodotti negli ultimi anni profondi cambiamenti nelle scelte degli individui che investono il ciclo di vita delle famiglie. Con ciò si fa riferimento, da un lato, a un calo, o, in anni recenti, a una relativa stabilizzazione del numero dei matrimoni, dall’altro a una sempre più evidente fragilità dell’unione coniugale. Questa grande trasformazione demografica e sociale ha così portato al passaggio da un unico modello di famiglia (la famiglia nucleare) a una pluralità di forme familiari.

L’indagine ISTAT Multiscopo del 1998, fornisce appunto una panoramica dei tipi di famiglia, confermando gli andamenti già rilevati dalle precedenti indagini e, in particolare, dal Censimento del 1991. E cioè: l’aumento delle famiglie unipersonali (tipo A), composte quasi esclusivamente da persone sole, o con altri membri non legati da vincoli di parentela, essa costituisce la forma familiare che ha avuto l’incremento maggiore; l’aumento delle coppie senza figli (tipo B); la diminuzione delle famiglie nucleari in senso proprio (coppie con figli e/o un solo genitore con figli: tipo C): questa che è la forma più diffusa di famiglia, ha avuto un decisivo decremento nel Censimento del 1991; la diminuzione considerevole delle famiglie estese e allargate (tipo D).

Il declino del matrimonio, il calo delle nascite e la diffusione di una molteplicità di tipi di famiglie sono, dunque, realtà concrete difficilmente contestabili, che in misura maggiore o minore riguardano tutti i paesi industrializzati compresa l’Italia. Accanto a questi cambiamenti ne vanno però registrati altri che hanno portato all’emergere di ulteriori forme familiari, di cui recentemente si è registrato un aumento: le famiglie immigrate e quelle miste. Presenteremo una breve rassegna delle nuove forme di famiglia nei paragrafi seguenti soffermandoci sugli effetti e sui mutamenti prodotti sul ciclo di vita familiare.

Prof. Maurizio Andolfi

Ultima modifica Domenica 20 Febbraio 2005 18:10

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