Sabato, 19 Agosto 2017
Giovedì 18 Novembre 2004 13:56

Autoritarismo, permessivismo inopportuno, genitori... fraterni (Prof. Maurizio Andolfi)

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Autoritarismo

permissivismo inopportuno

genitori ... fraterni

Se è vero che la generazione dei cinquantenni porta su di sé i segni di un’educazione paterna di tipo autoritario o spesso decisamente abusiva, è altrettanto vero che la rinuncia a una funzione paterna autorevole nelle nuove generazioni sembra produrre anch’essa notevoli danni nei confronti dei figli.

Il passaggio da una figura paterna distante, che non era mai fisicamente disponibile e che ha rappresentato lo spauracchio serale per molti figli ("lo dico a papà stasera quando torna", frase frequentemente proferita dalle madri), al genitore amico dei figli o al "mammo" ci sembrano risposte piuttosto insoddisfacenti.

La scommessa del ruolo paterno è ancora legata a ricercare un’autorevolezza che non cade nei due estremi sopradetti; quello del "niente è permesso" e quello del "tutto è permesso".

E’ indubbio che una funzione siffatta richiede il massimo del consenso da parte di tutti i componenti della famiglia, in primis della madre, che deve credere in una competenza paterna giocata nel seguire un processo educativo e di crescita dei propri figli e che richiede la costruzione di un’area di condivisione totale nel territorio della prole.

Ma pur cambiando i ruoli intrafamiliari questa nuova dimensione paterna rimarrà asfittica, se non cambiano i dettami sociali sull’essere uomo e l’essere donna nella società moderna.

L’autorevolezza paterna, perché arrivi, richiede che venga sancita non solo in famiglia, ma a livello istituzionale.

Prof. Maurizio Andolfi

Ultima modifica Mercoledì 19 Gennaio 2005 10:52

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