Sabato, 19 Agosto 2017
Domenica 20 Febbraio 2005 18:04

LA CRESCITA PERSONALE A RAGGIERA

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LA CRESCITA PERSONALE A RAGGIERA

Il dilagante individualismo, che
caratterizza la nostra società, è una minaccia per una sana vita
familiare, che sfocia nel disgregarsi della coppia, nella rinuncia a
procreare, nel rifiuto della convivenza; insomma, una progettualità di
coppia ridotta al minimo. L’individualismo è anche narcisismo, la
dedizione al culto di sé, specialmente nei trentenni e quarantenni.
Queste persone, quando decidono di mettere al mondo un figlio, lo
vedono come il rispecchiarsi del proprio io, e quindi perfetto o quasi.
I figli sono quindi concepiti come oggetto proprio, fino al caso in cui
diventano oggetto di ricatto nei confronti del coniuge: anche i figli
di conseguenza, diventano individualisti e affetti da protagonismo.

ANDARE OLTRE LA CASISTICA

Cosa s’intende in realtà per
individualismo? Nella definizione del dizionario Zingarelli è descritto
come "dottrina che riconosce all’individualità un valore autonomo
irriducibile all’ordine naturale, politico e morale di cui fa parte;
tendenza a considerare prevalenti diritti, i fini, le iniziative e le
azioni dell’individuo su quelli collettivi e dello stato; egoismo,
eccessiva o esclusiva considerazione di Sé". L’individualismo non è
solo un atteggiamento negativo, ma è l’elemento portante della visione
del mondo, dei rapporti sociali che è costitutiva della modernità e
dell’idea di liberismo.

Quest’accostamento fra individualismo e liberalismo
implica competitività, concorrenza, aggressività e conflittualità ma
anche conoscenza del limite e delle regole del gioco.

L’individualismo è accompagnato anche
dall’affermazione di sé: è negativo quando è simbolo di una personalità
basata sulle apparenze, portando al fallimento dell’individuo, ma nel
caso in cui l’autoaffermazione è una crescita personale a raggiera e su
più piani, con una reale autonomia, che non è isolamento ma capacità di
vivere, progettare e operare insieme agli altri, l’individualismo è
senz’altro positivo.

TRE DIMENSIONI DETERMINANTI

Tutto ruota intorno al proprio io e
alla propria individualità, ma, paradossalmente, la piena realizzazione
di sé c’è solo quando ci si rapporta con gli altri. Sul piano
dell’autorealizzazione la famiglia, quindi, ha un ruolo fondamentale
perché è il luogo in cui la fiducia nell’altro raggiunge il massimo
livello; la famiglia contribuisce in maniera decisiva a mostrare le
nostre potenzialità lungo tre dimensioni:


  • La prima è quell’affettiva e sessuale,
    perché l’incontro sessuale diventa un reciproco donarsi, accettarsi e
    comprendersi, al di là del puro scambio sessuale, con una
    compenetrazione fisica e psichica che valorizza al massimo le
    rispettive individualità.
  • La nascita e la crescita di un figlio
    permettono di prolungare il proprio io nello spazio e nel tempo, oltre
    la stessa morte. L’esperienza della maternità/paternità è dunque il
    primo fattore di autorealizzazione; porta anche numerosi dispiaceri e
    sacrifici, ma è più grande la soddisfazione di aver dato vita ad un
    essere umano e di averlo aiutato a crescere.


  • La terza dimensione della vita familiare è
    la progettualità, la prospettiva a lunga scadenza, perché sono gli
    obiettivi a lungo termine che consentono di tracciare un bilancio
    positivo della propria vita: la persona non può vivere senza progetti.

La famiglia moderna si deve basare sulle
responsabilità individuali dei componenti, su scelte che non derivino
da conformismo sociale né da convenienze economiche ma dall’intento di
dare piena espressione al patrimonio di umanità che è nell’individuo.

Gregorio Piaia,

ordinario di storia della filosofia, univ. di Padova

Riduzione e adattamento a cura di Simona Internullo

Ultima modifica Martedì 05 Aprile 2005 10:15

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