Giovedì, 14 Dicembre 2017
Domenica 20 Febbraio 2005 18:05

La bellezza di ciò che continua

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La bellezza di ciò che continua

 

Secondo i dati forniti da
un'indagine Iard, la famiglia e l'amore sono i valori fondamentali dei
giovani italiani, rispettivamente per l'86% e il 78% del campione.
Questi picchi valoriali, in ogni modo, non hanno nessuna influenza
nella reale vita familiar-matrimoniale, visto che la permanenza nella
famiglia d'origine aumenta, che i matrimoni diminuiscono e che di
conseguenza la natalità si posticipa oltre i 30 anni. La considerazione
che si può trarre è che c'è resistenza ad instaurare relazioni stabili,
a prescindere dal matrimonio, e che convivere è una decisione troppo
impegnativa e che prevede troppi oneri e rinunce; inoltre è
considerevole le difficoltà poste dal fattore tempo, causa la difficile
conciliazione tra tempo familiare e quello lavorativo. La convivenza
con i genitori è vista come difesa da una società minacciosa e
difficile da affrontare, da cui si può scappare rifugiandosi tra le
rassicuranti mura domestiche.

I CONTESTATORI E GLI EDONISTI

Le diversità generazionali tra giovani del
Novecento si possono racchiudere nello slogan delle tre emme e delle
tre esse. Le tre emme simboleggiano i valori dei giovani degli anni
Cinquanta e più in generale della precontestazione: gli ideali della
moto (o macchina), del mestiere, di una moglie (o marito); sono questi
gli obiettivi di chi voleva crescere in fretta e diventare presto
adulto. Le esse rappresentano i giovani degli anni Ottanta, che
puntavano ai soldi, al successo e al sesso. Mentre negli anni Cinquanta
il matrimonio e la famiglia sono i due principali traguardi d'ogni
ragazza e ragazzo, la rivoluzione, sociale e sessuale, scoppiata nel
decennio successivo, porta il tasso dei matrimoni ad abbassarsi
notevolmente negli anni Sessanta e Settanta. Alla fine degli anni
Novanta il matrimonio non è né un istinto né un bisogno, come
all'inizio del secolo, ma una nicchia di felicità e il luogo del
dialogo. Si è passati cosi' dal matrimonio senza amore (combinato per
interessi prevalentemente economici) a quello per amore e, oggi, ad un
amore che vive anche senza matrimonio.

LA CULTURA DELL'AMORE

I giovani vivono ormai in situazione
culturale contraddistinta dal soggettivismo, dalla reversibilità delle
scelte, dalla differenziazione tra ambiti privati e pubblici e anche il
matrimonio è visto come una sovrastruttura ingombrante, perché per i
giovani quello che conta veramente è l'amore, i sentimenti, l'intimità.
Si può parlare di "relazione pura", in cui nel rapporto di coppia il
legame non è sancito da criteri esterni o sociali, ma da criteri
interni al rapporto. In questa visione manca la progettualità comune
della coppia e il senso profondo della relazione; il rapporto amoroso è
oggi autonomo a causa della mancanza di riferimenti sociali esterni che
sostenevano e incanalavano la coppia fino a qualche decennio fa.
L'amore diventa cosi' "caotico" perché è sganciato dalla morale, dalla
religione, dalla famiglia e da ogni supporto esterno: i tempi di
fidanzamento diventano lunghi e indefiniti, l'intesa sulla religione e
anche sugli aspetti economici diventa contenuta, la lontananza psichica
dai parenti è ampia e sono assenti coppie modelli cui ispirarsi. Il
matrimonio appare cosi' sempre più sullo sfondo, posticipato perché
visto troppo faticoso e impegnativo, ma anche privo di una trama
precisa da poter seguire. Questo rappresenta un paradosso, perché oggi
la coppia è un nucleo fondamentale per l'individuo, ma non è
necessariamente visibile né istituzionalizzata nella società attraverso
il matrimonio.

Osservando anche ciò che succede negli altri paesi,
la scelta di stare insieme si potrebbe articolare nel futuro in tre
livelli diversi: la convivenza more uxorio, il Pacs, che norma alcuni
aspetti della vita di coppia non coniugata che permette di ricevere un
sussidio materiale, e il matrimonio rinforzato, che rinforza l'impegno
matrimoniale con una formazione a monte.

Il contesto culturale odierno è quindi "neutro" nei
confronti del matrimonio: per rilanciare e rafforzare il vincolo
matrimoniale occorre partire dalla trasformazione dei giovani, che
hanno piena libertà e autonomia sebbene ancora dentro la famiglia
d'origine e le loro tappe verso l'età adulta sono sempre meno visibili
e significative. La coppia oggi non è vista in una progettualità ma è
solo fonte di riduzione e di sfogo dalle tensioni esterne e sociali. I
percorsi che portano al matrimonio sono privati, non supportati in
alcun modo dall'esterno: c'è bisogno quindi di una politica pubblica
per la tutela della famiglia, che aiuti le giovani coppie a diventare
delle vere famiglie.

Come scriveva il poeta Rilke, "c'è tanta bellezza in
tutto ciò che comincia", ma forse c'è una bellezza maggiore in ciò che
sa continuare rinnovandosi.

Vittorio Filippi - Sociologo

Tratto da "Famiglia Oggi"-11

Riduzione e adattamento a cura di Simona Internullo

Ultima modifica Martedì 05 Aprile 2005 10:30

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