Giovedì, 24 Agosto 2017
Domenica 20 Febbraio 2005 18:11

ABSTRACT tratti da "FAMIGLIA OGGI" n° 3 / 2003

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ABSTRACT tratti da "FAMIGLIA OGGI" n° 3 / 2003

L’ESPERIENZA DELL’ "ATTESA" NEL PADRE

La ricerca, che s'inserisce in un
articolato filone di studi sul tema della genitorialità, focalizza le
modalità rappresentative e narrative di un gruppo di futuri padri,
analizzando l'esperienza dell'attesa del primo figlio nel confronto tra
il prima e il dopo la nascita. L'indagine ha esplorato soprattutto le
fantasie, i vissuti emotivi della dimensione paterna specificatamente
alla sfera individuale, di sé come figlio e di sé nella coppia. I
risultati hanno evidenziato osservazioni legate alle differenze di
genere, al diverso livello di complessità emotiva, riconoscendo anche
la "fragilità maschile", ai legami trigenerazionali con i propri
genitori.

Angela Maria Di Vita e Alette Merenda

 

ESSERE GENITORE, QUANDO…?

Il panorama demografico europeo è
caratterizzato da un progressivo calo delle nascite e un generale
innalzamento dell'età alla maternità/paternità, che proprio in Italia
hanno trovato le manifestazioni più evidenti. Le donne finiscono gli
studi più tardi, entrano nel mercato del lavoro in età più avanzata,
posticipano il matrimonio e, di conseguenza, affrontano la nascita del
primo figli o in età più matura rispetto alle generazioni delle loro
madri, o anche delle loro sorelle maggiori. Pure la prima paternità
subisce un salto in avanti e nel profilo medio delle biografie maschili
l'immagine del neopadre ultratrentenne va sempre più con figurandosi
come una realtà.

Marta Blangiardo

 

COSTRUIRE SPAZI COERENTI

Il grande mutamento del concetto di
paternità avviene nel ventennio 1965-1985. Prima, al padre erano
assegnate le funzioni legate all'autorità e al procacciamento delle
risorse. Ma la denatalità, il divorzio, la contestazione giovanile, il
femminismo e l'entrata della donna nel mondo occupazionale mettono in
discussione il vecchio ruolo paterno. Tuttavia quello nuovo non è
ancora chiaro dato che oscilla tra lo stereotipo ottimista dei "nuovi
padri", giocosi e accudenti, e la realtà di padri che poco condividono
la gestione dei figli se non decisamente assenti. A tale incertezza di
ruolo spingono il ridisegno dell'identità maschile nonché i processi
che valorizzano la relazione "certa", quella madre-figlio.

Vittorio Filippi

 

PADRI PER FORZA IN FUGA

Anche il ruolo del padre è in
trasformazione. È un percorso difficile e complesso, nel quale trovano
spazio carenze e fughe dalla responsabilità, che per essere comprese,
vanno riportate sia alle storie e alle sofferenze personali e
familiari, sia alla pressione dell'ecosistema culturale e agli
stereotipi diffusi. Le aspettative sociali nei confronti di una
presenza paterna forte e protettiva appaiono oggi elevate, come il
ruolo del padre nella crescita psicologica dei figli, che si può
rilevare dall'orientamento degli studi di psicologia dello sviluppo
sulle relazioni triadiche precoci e sul sistema famiglia. Richiedono
perciò risposte collettive di impegno e di educazione.

Emanuela Bittanti

 

PORTARE MOGLIE E FIGLIO NELLA MENTE

Per molti secoli il padre è stato escluso dalla
gravidanza e dall'accudimento dei figli, perché ritenuti un affare di
donne. Oggi invece si sta riscoprendo la sua importanza nelle diverse
fasi della crescita del bambino. Il coinvolgimento attivo dei padri
nell'accudimento del bambino passa attraverso le madri, che
rappresentano il tramite tra padre e figlio. In particolare, la
partecipazione paterna nell'esperienza della gestazione si articola a
tre livelli: accudimento, sostegno della partner, legame con il figlio.
Il padre durante la gravidanza comunica con il bambino attraverso il
canale sonoro, psicotattile, empatico.

Gino Soldera e Mara Frare

NON BASTA NASCERE PER VIVERE

Il cambiamento culturale degli ultimi
decenni ha messo in crisi le figure di padre e di madre che, irrigidite
nei ruoli precostituiti da un ordine sociale, sono finite in ruoli
incerti e confusi. Ampi quesiti nascono sulle possibilità di una nuova
immagine della coppia e della famiglia. Quale padre oggi in relazione a
una madre che ha già attuato un suo percorso trasformativo per
riconoscersi in una sua identità personale e collettiva? Le riflessioni
propongono un itinerario a due che passi dal ruolo dell'interdipendenza
operativa passata al recupero di una soggettività che evidenzi un
abbraccio di reciproco rispetto e di una più serrata collaborazione
educativa per sé e per i figli.

Franco Cecchin

Ultima modifica Giovedì 07 Aprile 2005 00:58

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