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Venerdì 13 Gennaio 2006 19:25

Cuore di nonno

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 I nonni italiani sono 11 milioni, con in media 3,5 nipoti ciascuno Un nutrito campione di bambini, interpellato da "Noi", a sorpresa dichiara: «Con loro non facciamo niente di speciale». Possibile? O non sarà che "speciale" è già lo stare insieme? Ecco le risposte.

l nonni italiani sono 11 milio­ni e hanno in media 3,5 nipoti ciascuno. La "nonnitudine" è una fase dell' esistenza in continua evoluzione, come del resto, la vita stessa. I primi anni sono intensi e attivi, quando l'età non è ancora molto avanzata e i nipoti più piccoli e "impegnativi". Poi piano piano c'è un rallentamento progressivo dell’attività, ma i rapporti familia­ri restano comunque stretti. Se­condo il rapporto"Anziani 2002" della Federazione pen­sionati della Cisl, presentato al­la fine di ottobre, solo il 7,6 per cento dei nonni abita almeno con un nipote, mentre nella grandissima maggioranza ogni nucleo vive per conto proprio. Niente paura, però quasi la metà dei nonni risiede nello stesso caseggiato o a meno di un chilometro di distanza. da almeno un nipote. Ma cosa fanno i bambini con i nonni, superata la fase della cura, cioè dopo i 5-6 anni? Quali le attività preferite insieme a loro, quali caratteristiche particolari ha un nonno rispetto a un ge­nitore o a qualunque altro adulto? Questo il sondaggio della Cisl non lo dice. "NoiGe­nitori &Figli", allora, ha rea­lizzato un piccolo test tra alcuni ragazzini italiani, tra gli 8 e i 14 anni. Eccone i risuItati.

Sorpresa: insieme ai nonni non si fa un bel niente. «Sì, mi vengono a prendere a scuola e poi stanno con me il pomerig­gio e mi controllano i compiti. La nonna, di più. Però è il nonno che mi accompagna in piscina e che poi se ne sta lì ad aspettarrni leg­gendo il giornale. Qualche volta, la sera, gio­chiamo a carte mentre la nonna prepara la cena. Cucina bene, la nonna, ma io per pren­derla in giro dico che vorrei andare da McDonald's. E lei fa finta di arrabbiarsi... ». Tirando le conclusioni,

Filippo - abita a San Mauro Pascoli, ha otto anni, tre nonni, due genitori che lavorano - sospira: «Eh, no, con i nonni non faccio proprio niente». Beato lui: con i nonni Filippo fa di tutto anche se, piccolino com'è, i tanti gesti di quo­tidiana normalità gli sembrano... nulla. Magari è la domanda che è sbagliata, visto che quasi tutti gli intervistati hanno risposto esattamente così, come Filippo.

Tania che ha quattordici anni e abita a Val­proto (Vi) è convinta di «non fare niente di particolare» con i nonni. «Stiamo insieme... »: vorrà dire che stare insieme è già abbastanza?

Stesso copione anche per Sara, pure lei quat­tordicenne ma piemontese, di Benevagienna: non sa descrivere nessun particolare saliente riguardo la sua vita con i genitori di mamma e papà. Ma forse è il telefono che la intimidi­sce, il pensiero di parlare con un giornalista: sua madre ha appena detto -la voce che stil­lava orgoglio - che Sara ha vinto un concor­so nazionale di scrittura che aveva per tema (indovinate un po'?) i nonni. Per descrivere con una parola il loro grande pregio dice: la saggezza. Un difetto: sono troppo vecchi. Intendendo - spiega - che vorrebbe averli ancora vicino per tanto, tanto tempo. Già, perché con i nonni non ci fa niente però quel niente lì le piace farlo pro­prio con loro. «Con il nonno mi diverto a curare l'orto. Insieme raccogliamo le patate e poi la nonna fa gli gnocchi».

Stefano ha nove anni e abita a Castelbolognese: ci pensa un po' quando deve descrivere sinteticamente i suoi antena­ti. Poi dice: sempre disponibili. Difetti: non gliene viene in mente nessuno.

«È un brontolone, mugugna sempre»: dice Alberto del nonno. Pietro, suo fratello, con­ferma. Fin qui i difetti mentre il pregio - grande - è l'allegria. Il nonno vive in casa con loro, a Genova: li accompagna a scuola, a nuoto e a calcio. Potendo scegliere qualcosa da fare con lui Alberto - dieci anni - lo sfi­derebbe a una gara di nuoto. Chi dei due vin­cerebbe? «Non lo so, a nuotare mi ha inse­gnato lui... ».

Il fratello Pietro, undici anni e una passione per il pallone, parla dell' altra nonna, Silvana: “Quando è morta io mi sono un po' chiuso dentro di me. Adesso le cose vanno meglio, sono di nuovo uscito fuori da me... “. Con i suoi nonni, potendo scegliere, vorrebbe fare qualche gita: «Li porterei in giro, così potrei fargli vedere come cono­sco bene i posti, come sto diventando bravo con la geografia».

Silenzio, parla Agnese: “Dei miei quattro nonni mi piace tutto». Sua sorella Matilde, invece, quale difettuccio lo trova: «Ogni tanto si arrabbiano». Poi, però, si scopre che capita quando le nipoti sono disubbidienti. «Con loro - è sempre Matilde a parlare ­ mi piace mangiare. Le nonne preparano sem­pre cose buone». Anche uno dei nonni ogni tanto sta dietro i fornelli: «La mamma - rac­conta Agnese - dice sempre che lui fa per i nipoti quello che non ha fatto per i figli: ha persino imparato a cucinare». Entrambe potendo esprimere un desiderio vorrebbero i nonni più giovani, «per giocare di più».

La caratteristica principale dei nonni per Marco - dodici anni, di Zambana (Trento) ­è l'ascolto. Chiacchiera molto con la nonna, mentre l'aiuta a sbucciare le patate o a raccogliere le mele: «Le racconto tutto: come vado a scuola, i problemi con gli amici. Questa per me è la cosa più bella che dovrebbero fare i nonni: parlare con i nipoti».

 

Nicoletta Martinelli

Ultima modifica Venerdì 03 Gennaio 2014 10:30

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