Venerdì, 20 Ottobre 2017
Lunedì 01 Novembre 2004 20:56

La rabbia e la speranza (Fausto Ferrari)

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Gli imperi si succedono e crollano / ruzzolano inciampando in piccoli grani di sabbia / nello schianto o nel lungo piagnisteo / cadono nella polvere tra l'esultanza delle genti.

Dalla taverna sotto casa s'alzano le voci
d'un coro avvinazzato, urla, schiamazzi,
risate d'una ciurma satolla di cibi
- fin dal pomeriggio il cuoco ha sparso odori
di grasse carni nei meandri del palazzo.

La televisione sta trasmettendo in diretta le immagini di fiamme
che avvolgono altri palazzi maciullati dalle bombe,
l'urlo delle sirene, il rombo dei bombardieri.
Cronisti compiaciuti brindano con rivi di parole
all'avanzata degli alleati - non un commento
non un pensiero al dolore, alla paura e all'angoscia
della gente stipata nel silenzio di quelle case.

Il nemico ha un solo volto - l'uomo con i baffi.
Ma chi potrà asciugare le lacrime delle madri
il terrore che frange il petto dei bambini
l'assurdo che follemente danza tra le dune del deserto
e sui tetti delle case?

Gli esperti sproloquiano del prima del durante del dopo
gli scenari - i se - il breve - a lungo
gli obiettivi mirati...
Spostano le bandierine sulla carta geografica appesa alla parete dello studio
come ragazzini intenti al gioco - battaglia navale o risiko
parlano con pudore del petrolio - sottolineano che non è importante
poiché siamo di fronte ad un atto umanitario
- è la democrazia che va ripristinata
- è il terrorismo che va abbattuto...

Solo la morte non è invitata nei salotti radiotelevisivi
e noi comodamente sprofondati sul divano
possiamo assistere al bombardamento di Baghdad
facendo zapping per trovare il canale che trasmetta
le immagini migliori.

Ho digiunato - e non è bastato
sono sceso in piazza - e non è bastato.
G. con le lacrime agli occhi mi ferma per strada
e mi parla della sua incredulità, della sua impotenza
e della sua rabbia.
Anche E. scendendo dalla macchina ha gli occhi umidi
e mi domanda cosa stia succedendo - ma che cosa sta succedendo?
che cosa sta succedendo?

Incredulità lacrime angoscia impotenza
incredulità lacrime angoscia impotenza
non solo per le strade di Baghdad
ma in ogni angolo del mondo
incredulità lacrime angoscia impotenza...

Dopo l'iniziale sconcerto non si riesce più a starsene
rintanati in casa
e si esce nelle strade e nelle piazze
con tanta rabbia e la voglia di non mollare
no! i signori della guerra non avranno l'ultima parola.

I tam tam radiotelevisivi gettano merda
su chi si oppone a questa guerra criminale.
«I pacifisti sono di parte - sono settari
idealisti incapaci di realpolitik.
A questo punto» ripetono avvolti nelle loro ossessioni
«è soltanto la guerra che deve imperare».
Con sguardo ironico, divertito
dalle altezze delle loro certezze guerrafondaie
vogliono dimostrare che la pace è un lusso
e la guerra un'amara medicina che recide la cancrena.

Vorrei che qualche giornalista un po' meno imbecille
non mi sbrodolasse di bombe intelligenti
ma mi raccontasse di quanto denaro sta andando in fumo
di quanti bambini potrebbero avere un pasto al giorno
di quanti pozzi scavati di quanti lebbrosi guariti
di quanti aratri forgiati di quanti trattori messi in moto...

Vorrei che mi raccontasse della vita e del mondo
non con gli occhi di New York o di Francoforte,
ma tra i cenci e gli odori degli slum di Calcutta
mi parlasse della stragrande maggioranza della gente del pianeta
e della fatica per avere di che mangiare ogni giorno.

Ma lo so: già solo per questo sono bollato di demagogia, vuoto idealismo
di antiamericanismo e di cattocomunismo
- i molti modi per ripetere che ci sono le leggi del mercato
le ineluttabili leggi del mercato
- le stesse leggi che fanno salire i listini delle borse di vari punti
allo scoppio di una guerra
e scendere il valore delle azioni qualora il tasso di occupazione
risulti migliore a quanto previsto.

Se qualcuno avesse profetizzato che un piccolo uomo indiano

un fragile, scheletrico avvocato indiano
con il suo lungo cammino a piedi verso il mare
- per raccogliere un pugno di sale
con il suo rozzo arcolaio fatto in casa
e la sua caparbia, amorevole nonviolenza sarebbe riuscito a scardinare il potente impero britannico
l'avremmo dichiarato pazzo e rinchiuso.

Gli imperi si succedono e crollano
ruzzolano inciampando in piccoli grani di sabbia
nello schianto o nel lungo piagnisteo
cadono nella polvere tra l'esultanza delle genti.

Se il piccolo seme cade a terra muore
ma porta frutto
a volte il trenta a volte il sessanta a volte il cento.

A pieni mani continueremo a spargere i semi
per il rigoglio dei giorni che verranno.

Fausto Ferrari 

 

Ultima modifica Venerdì 30 Novembre 2012 21:53
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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