Mercoledì, 18 Ottobre 2017
Lunedì 01 Novembre 2004 21:00

Il dolce nome (Fausto Ferrari)

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Mentre il virus della polmonite atipica – presto ribattezzato sindrome Sars Giuliani – si diffondeva nell’Estremo Oriente (e nell’Occidente il timore, la paura, l’angoscia ed il terrore) una notte sognai di un’altra malattia.

Sognai di una infezione particolarmente virulenta – anche in questo caso si trattava di un virus atipico – che colpiva ogni armamento esistente sulla faccia della terra. Bombe e bombardieri, missili e carri armati, fucili e proiettili, elicotteri e mine antiuomo – insomma, qualsiasi tipo di arma – era stato infettato da questo nuovo virus ed irrimediabilmente reso inutilizzabile.

Sembrava impossibile. Incredibile. Impensabile. Eppure ogni esercito veniva disarmato. Generali rosi dalla bile impazzivano di fronte alla rivelazione della loro immane impotenza.

Le guerre nel volgere di pochi giorni cessarono. Cessò l’alzarsi in volo dei bombardieri e cessarono le esplosioni.

Il virus era innocuo per gli esseri viventi – ne erano soltanto portatori sani – ma ogni volta che veniva a contatto con i ritrovati bellici esplodeva con tutta la sua irresistibile forza contagiosa.

I capi di governo – compresi quelli più ottusi e riottosi – furono costretti a sedersi intorno al tavolo per iniziare a trattare con quelli che erano stati i loro nemici.

Anche i nostri giorni avrebbero bisogno di una tale malattia. Ma per tramutare il sogno in realtà c’è bisogno dell’impegno e della volontà a non lasciare alcuna voce né al rombo dei cannoni né al sibilo dei missili.

... E nel destarmi ebbi l’intuizione di dare a quel virus il dolce nome di Utopia.

Fausto Ferrari

 

Ultima modifica Mercoledì 23 Maggio 2012 21:39
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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