Domenica, 22 Ottobre 2017
Domenica 31 Ottobre 2004 18:16

Il fantasma della libertà (Fausto Ferrari)

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Nel film Il fantasma della libertà il regista Luis Buñuel metteva in scena, concatenandole attraverso la presenza dei personaggi, una serie di situazioni paradossali nelle quali il concetto di libertà veniva rappresentato nel suo opposto.

La società del libero mercato - o della globalizzazione, come si voglia chiamare - con la sua insistenza nel ribadire il concetto di libertà cerca di nascondere il fatto di essere una società sempre più coercitiva e liberticida. L'unica vera libertà concessa è quella relativa alla circolazione delle merci. Per il resto, rimane ben poca cosa.

All'intemo di un'illusoria cornice di libera scelta, siamo sempre più limitati nelle nostre scelte. Nel caso dell'alimentazione, ad esempio, ci è praticamente imposto di utilizzare derivati di cibi transgenici - la libertà non sta nella possibilità di poterli eventualmente scegliere - liberamente - ma bisogna lottare per avere almeno garantita l'informazione relativamente a ciò che è contenuto nella scatola chiusa che acquistiamo. Quando entriamo in un supermercato all'inizio siamo colpiti dall'abbondanza ridondante negli scaffali. A ben vedere ci accorgiamo che si è di fronte ad un numero limitato di prodotti - e certuni diventa perfino sempre più difficile reperirli - mentre l'abbondanza è solo relativa alle marche: la libertà di scegliere tra prodotti diversi si restringe, aumenta la possibilità di scegliere dello stesso prodotto marche diverse.

Modello di libertà è diventato il centro commerciale "dove si può trovare di tutto", ma dove spesso non si riesce a trovare proprio quello che si cerca - e che soltanto l'anno prima era venduto nel negozio sotto casa, prima che chiudesse - per accorgersi, dopo averne girati una mezza dozzina che quello che si cerca è diventato introvabile, in tutti i centri sono esposte le medesime merci. La vita sociale diventa sempre più caratterizzata da obblighi. Obblighi che non devono per forza essere esplicitati in leggi approvate, ma che si diffondono attraverso l'ideologia - quella stessa ideologia che continua a ripetere che oggi non ci sono più ideologie. La burocratizzazione della vita sociale si fa sempre più elefantiaca. Bisogna produrre sempre più documenti, pagare gabelle, conoscere leggi. Aumenta la privatizzazione degli spazi, diventa sempre più difficile accedere ad un bene che non sia già rivendicato come proprietà da qualcuno ed usufruire di qualcosa che non sia monetizzato. La libera informazione non è libera. Non si usa più il metodo della censura, i procedimenti si sono fatti più sofisticati. Si pubblica la notizia e subito dopo la smentita della notizia o una versione opposta, contrastante, contraddittoria. Altre notizie si ignorano. Basta non riprenderle, non dargli importanza. Al massimo relegarle in un trafiletto di cinque righe in una pagina interna. Si gonfiano ad hoc alcune notizie rispetto ad altre più "pericolose". Si forniscono tante - troppe - notizie nello stesso momento rendendo impossibile un discernimento tra di esse. Qualsiasi giornalista sa bene che è inutile scrivere su determinate notizie perché il pezzo non gli verrà mai pubblicato. Gli articoli devono comunque rientrare nella linea editoriale del giornale. Molto meglio la notizuola scandalistica che un'informazione corretta.

Ed intanto lobby economiche e politiche pagano - finanziano i mass media perché mettano in risalto alcune notizie rispetto ad altre (una nota industria che produce antifurti, ad esempio, ha tutta la convenienza se i giornali danno più spazio a certe notizie di cronaca locale rispetto ad altre; e così via).

Lo stato di democrazia in cui viviamo oramai è solo formale. Le decisioni non sono più prese all'interno del parlamento, dopo un dibattito tra forze politiche. Il parlamento per lo più ratifica decisioni prese in altre sedi. E le sedi decisionali sono sempre più quelle delle multinazionali, delle borse, delle lobby economiche.

Il sondaggio non ha la funzione di rilevare un sentire comune, ma quello di imporre che il sentire da parte di una maggioranza (quale maggioranza? La maggioranza silenziosa?) va accettato come legge comune. La funzione dei servizi segreti viene giustificata con l'affermazione che si opera a livello preventivo nei confronti dei pericoli interni ed esterni della nazione. In realtà, quel poco che trapela dai segreti di questi servizi, rivela una lunga costante storia liberticida. Sia all'interno della vita delle nazioni, sia all'esterno. Manipolazioni, attentati, omicidi, tentativi di golpe sono i marchingegni inventati unicamente per manipolare la coesistenza sociale di una nazione. I problemi si affrontano spesso con una mentalità concentrazionaria. Malattia, malattia mentale, tossicodipendenza, anzianità... si perde la propria identità personale in nome di una istituzionalizzazione che ci pone in balia del volere (discrezione, capacità, disponibilità...) di altri. Anche la libertà sessuale odierna si esprime all'interno di codici che restano coercitivi, mercificati, strumentalizzati. Resta il mito della libertà - evasione. Un'isola tropicale, un'automobile che ci permetta di lasciare la banalità quotidiana. Una bionda tutta curve mozzafiato. Il sogno. Quel sogno notturno sbiancato dai sonniferi e tranquillanti, sempre più impregnato di incubi e fantasmi - il fantasma della libertà.

Ma c'è un'alternativa a tutto questo? Credo proprio di sì, nella misura in cui ciascuno di noi non si lascia trasformare in mercé di consumo. Nella misura in cui non delega ad altri rispetto allo scegliere, al partecipare, al pensare, al decidere.

Fausto Ferrari

 

Ultima modifica Martedì 30 Aprile 2013 14:25
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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