Giovedì, 21 Novembre 2019
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Atti 13-14:
il primo viaggio missionario di Paolo

di Don Filippo Morlacchi


Il ritorno e la costituzione dei presbiteri


Perché Paolo e Barnaba, giunti a Derbe, non tornano ad Antiochia per la via più facile (cioè le "Porte cilicie", un valico assai più facile, e poi Tarso, e da lì, agevolmente, Antiochia)? Perché le comunità fondate non avevano ancora una struttura istituzionale. Ritornano dunque nei luoghi già avangelizzati e costituiscono degli anziani (presbiteri, sacerdoti), forse con l’imposizione delle mani (cheirotonésantes, 14,23). È l’inizio delle comunità cristiane strutturate, relativamente autonome dagli apostoli. Tornati ad Antiochia, narrano come Dio "aveva aperto ai pagani la porta della fede" (14,28). Proprio questa apertura schiuderà nuovi scenari e nuovi problemi; ne scaturirà la "disputa di Antiochia" ed il "concilio di Gerusalemme" (At 15).


Pubblicato in Bibbia

Atti 13-14:
il primo viaggio missionario di Paolo

di Don Filippo Morlacchi


Iconio; Listra e l'equivoco licaonio; Derbe



  • Il viaggio, avvenuto intorno al 47 d.C., è di ca. 130 km. Iconio era nota per la produzione di tessuti; vi lavoravano molti giudei. Paolo incomincia, come sempre, dalla sinagoga. Il gruppo si divide tra chi li accetta e chi li rifiuta. Di fronte al rischio di una lapidazione, scappano a Listra.


  • Listra è una cittadina della Licaonia, ca. 40 km più a sud di Iconio, ma molto meno sviluppata. Forse anche per questo la presenza di giudei era insignificante (non c’era sinagoga); era un contesto di paganesimo molto rozzo e naturalistico. Probabilmente Timoteo era di Listra (At 16,1ss). Di fronte al miracolo compiuto da Paolo davanti alle porte di un tempio, la gente li scambia per Zeus ed Ermes (probabilmente un ricordo del mito di Filemone e Bauci, una coppia che ospitò questi due dèi apparsi in forma umana, e ne furono ricompensati). Gridano in dialetto e non sono capiti; ma quando portano animali da sacrificare, i due si rifiutano strappandosi le vesti. Paolo fa un discorso adatto a pagani, a partire dalla religiosità naturale e non dalla storia sacra. La gente allora inizia a diffidare: se hanno un potere ma non sono dèi, sono pericolosi! I giudei delle città limitrofe si muovono, approfittano della situazione, accusano Paolo di bestemmia e lo fanno lapidare. Paolo ricorda bene, tra le sue prove sofferte per Cristo, questo episodio: "…tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde…": 2Cor 11,25. I discepoli poi andando a recuperare il cadavere lo trovano ancora vivo e lo curano; Barnaba lo porta a Derbe, ca. 50 km a sud-est.


  • Lì predicano ancora e fondano un’altra comunità, fermandosi un tempo non precisato, ma non breve.
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Sabato 19 Giugno 2004 00:56

Antochia di Pisidia

Atti 13-14:
il primo viaggio missionario di Paolo

di Don Filippo Morlacchi


Antochia di Pisidia



  • Salpati da Pafo, arrivo ad Attalia, poi a Perge (12 km dal mare). Paesaggi brulli (siamo in Turchia!), la prospettiva di dover valicare la catena del Tauro, pericolosa per la natura e per il brigantaggio: Marco torna a Gerusalemme (forse anche perché Paolo ha strappato l’autorità di capo della spedizione a Barnaba, suo cugino: infatti si parla ora di "quelli intorno a Paolo" (At 13,13). A Cipro, Barnaba era stato molto utile e importante; ma già nell’ambiente pagano di Pafo contava di meno; ora era praticamente eclissato da Paolo. Il ruolo di Marco e la sua affidabilità dopo questa defezione resterà una ferita aperta nel rapporto tra Barnaba e Saulo: At 15,36-40).


  • Lungo e difficile viaggio (160 km; circa una settimana) verso Antiochia attraverso la catena del Tauro. Antiochia, nota per il commercio delle pelli, aveva un vivace presenza giudaica. Paolo inizia la predicazione in sinagoga, alla presenza di giudei, proseliti e timorati di Dio (13,16). Predica classica, molto simile a quelle di Pietro nei primi capitoli si At: parlando a giudei, omette la predicazione della rivelazione naturale e va subito alla storia sacra, annunciando l’insufficienza della legge mosaica per la giustificazione dell’uomo (13,39!). Invito a proseguire il sabato seguente, probabilmente con sentimenti contrastanti tra farisei (pro- legge) e timorati di Dio (che vi intravedevano una maggiore libertà possibile). La settimana seguente grande folla; i giudei (di taglio farisaico, pro-legge) si oppongono violentemente. Paolo dichiara il passaggio ai pagani (13,46). Da quel momento, nessuna predicazione più in sinagoga, ma in case private di pagani. Tale attività "in tutta la regione" (13,49) sarà durata un’annetto.


  • Visto lo sviluppo preoccupante della nuova dottrina, i giudei passano alle strategie politiche: sobillano le "donne pie" (equivalente e "proseliti": mentre gli uomini spesso non facevano il passaggio da "timorati di Dio" a "proseliti" veri e propri a causa dell’obbligo della circoncisione, per le donne era più facile…). Paolo e Barnaba, perseguitati (flagellati?), vanno ad Iconio.
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Sabato 19 Giugno 2004 00:55

L'invio in missione: Cipro

Atti 13-14:
il primo viaggio missionario di Paolo

di Don Filippo Morlacchi


L'invio in missione: Cipro



  • Barnaba e Saulo sono eletti dallo Spirito per una missione. Non avevano le idee chiare sul viaggio da intraprendere. Salpano da Seleucia (lo sbocco sul amare di Antiochia) per Cipro: sicuramente è Barnaba a decidere (è la sua patria). Marco li segue come aiutante (non è inviato direttamente dallo Spirito). Arrivano a Salamina; iniziano la predicazione dalle sinagoghe. Attraversano tutta Cipro (ca. 150 km) fino a Pafo; ci avranno messo qualche mese. Barnaba vi tornerà con Marco (At 15,39): evidentemente erano sorte delle comunità.

  • A Pafo risiedeva il governatore romano dell’isola, tale Sergio Paolo, uomo colto che aveva raccolto l’eco dei successi della predicazione dei due. Scontro con il mago Elymas (cioè il falso profeta Bar-Jesus): questi era apprezzato da Sergio Paolo, e cercò di non farlo accostare alla fede cristiana. La punizione divina invocata su di lui da Paolo (cecità, analoga a quella da lui subita) portò alla fede Sergio Paolo: un pagano importante che crede (senza dover passare per la circoncisione; né in quegli anni [45 d.C.] era un problema per un magistrato romano farsi cristiano o appartenere a qualsiasi altra setta). Per la prima volta Saulo viene detto Paolo.

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Sabato 19 Giugno 2004 00:55

Antefatti

Atti 13-14:
il primo viaggio missionario di Paolo

di Don Filippo Morlacchi


Antefatti


Si collauda la "coppia Barnaba- Saulo": vengono mandati insieme a portare aiuti alla Chiesa madre di Gerusalemme ("viaggio delle collette": At 11,30). Barnaba, figura di spicco nella prima evangelizzazione, era un Giudeo, un Levita; con origini a Cipro, anche se faceva parte della chiesa di Gerusalemme fin dall'inizio. Marco ("Giovanni, detto Marco"), di Gerusalemme, era suo cugino (Col 4,10). Presentò Paolo, appena convertito, agli apostoli quando tutti pensavano che fosse una spia (At 9,27). Paolo gli si affiancò agli inizi del suo ministero.
Persecuzione a Gerusalemme: Erode Agrippa (il nonno era Erode il Grande, quello della nascita di Gesù; lo zio era Erode Antipa, quello della morte di Gesù) scatena una persecuzione "anticristiana" per favorire i giudei. Nel 44 viene ucciso Giacomo il maggiore (At 12,2). Pietro viene imprigionato, ma è liberato miracolosamente da un angelo (At 12,7ss). Si rifugia a casa di Giovanni-Marco, cugino di Barnaba.
Morto improvvisamente Erode (At 12,23), Barnaba e Saulo tornano ad Antiochia portando con sé Giovanni-Marco.

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