Lunedì, 18 Dicembre 2017
Domenica 24 Agosto 2008 18:38

Non salvatore ma solo maestro (H. Uttarananda)

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La maggioranza degli europei che vengono a conoscenza del Buddhismo, pensa che il Buddhismo sia soltanto una dottrina che insegna che la vita è vanità, futilità ed illusione. Ho sentito alcuni studiosi cristiani che hanno studiato il Buddhismo insegnare che il Buddhismo è una ricerca individualistica, e che insegna alle persone a pensare alla propria salvezza senza interessarsi dei prossimi.

Non salvatore ma solo maestro

di H. Uttarananda

La maggioranza degli europei che vengono a conoscenza del Buddhismo, pensa che il Buddhismo sia soltanto una dottrina che insegna che la vita è vanità, futilità ed illusione. Ho sentito alcuni studiosi cristiani che hanno studiato il Buddhismo insegnare che il Buddhismo è una ricerca individualistica, e che insegna alle persone a pensare alla propria salvezza senza interessarsi dei prossimi. In questo mio breve discorso cercherò di mostrare che il Buddhismo è un messaggio universale, e quale è il suo legame con la società.

Come introduzione vorrei prima mostrare chi è il Buddha nel Buddhismo Theravada, che significa 'la più antica dottrina’, e anche quale è stato il suo messaggio e le sue azioni. La parola 'Buddha' in lingua pali è derivata dalla parola 'budh', che significa 'il risvegliato', o 'colui che comprende'. Come sostantivo Buddha significa una persona che ha compreso la verità come è veramente. Prima della sua illuminazione si chiamava 'Bodhisatta', che significa ‘uno che aspira a diventare un Buddha’. Non era nato come un Buddha, ma è diventato un Buddha con i suoi sforzi.

Colui che era destinato ad essere il Buddha nacque in India nell'anno 623 a.C. ed era figlio di un re. Non conobbe nella famiglia delle sofferenze personali, ma sentì più tardi una profonda compassione per la sofferenza dell'umanità. Fu spinto da questa compassione a scoprire una verità che potesse portare la felicità, la giustizia e la pace per tutti gli esseri. A 29 anni rinunciò a tutti i piaceri mondani e vestito di un semplice abito giallo, andò in giro in cerca della verità e della pace. Praticò ogni forma di austerità seguendo altri asceti. Dopo sei anni di vita ascetica, mentre era in un bosco, riuscì a trovare la sua via. Abbandonando ogni altra forma di austerità e ogni teoria filosofica esistente, si immerse profondamente nella meditazione. Senza l'aiuto di qualche potenza soprannaturale ma soltanto con il proprio sforzo e sapienza purificò se stesso e raggiunse l'illuminazione all'età di 35 anni.

chi era Buddha

Nel Buddhismo Theravada il Buddha non era un dio, ma più di un dio. Per i buddhisti egli è stato il più grande uomo. È nato come un uomo, ha vissuto come un uomo, e morto. Nel Buddhismo, un essere umano è più grande di un dio.

L'umanità è considerata più grande della divinità Secondo il pensiero di Buddha gli dei vivono godendo ogni piacere dei sensi, e, diventare un essere divino, non è lo scopo della vita. Ma Buddha è colui che ha evitato ogni piacere sensuale e ha tagliato ogni fonte dei desideri, dell’ignoranza, e ogni tipo di passione, e ha interrotto il ciclo della rinascita. I buddhisti credono che colui che era destinato a diventare Buddha, venne al mondo dalla classe di divinità chiamata Tusita. Nel Buddhismo è necessario essere un uomo per giungere al Nirvana. Anche se era un essere umano Buddha divenne un uomo straordinario. Buddha è come un fiore dì loto che è nato in acque sporche. Anche se è nato in acque sporche emerge dall'acqua e non è più a contatto con le acque sporche. Nello stesso modo Buddha è nato e ha vissuto fra la gente, ma, dopo la sua illuminazione, ha superato ogni forma di mondanità.

Inoltre nel Buddhismo Theravada Buddha non è il nostro salvatore. E soltanto un maestro. Rispettando la dignità umana e credendo nella capacità degli esseri umani Buddha, come si legge nel Dhammapada, disse: «Voi dovete sforzarvi da voi stessi. I tathagata (cioè coloro che hanno trovato la Verità) sono soltanto dei maestri». Buddha ha insegnato a non cercare dì raggiungere la salvezza con l'aiuto di qualche salvatore soprannaturale. L'uomo stesso è il proprio salvatore. La cosa importante è trovare la giusta via. Buddha è venuto nel mondo per mostrare questa via.

Ora dovremmo cercare di capire con poche parole alcuni concetti molto importanti nel Buddhismo. La dottrina che spiega la vita, la sua origine, la sua esistenza e la sua finalità dipende dalla 'Paticcasamuppada' che significa 'causalità dipendente'. Quando Buddha ha raggiunto l'illuminazione ha scoperto questo nuovo metodo filosofico che è il più importante della dottrina buddhista. Il metodo della causalità dipendente dovrebbe essere capito così:

«a causa di A, c'è B

quando non c'è A, non c'è B».

Oggi la scienza usa questo metodo per le sue nuove scoperte e per provare le verità materiali. Ma Buddha lo ha scoperto per capire una verità spirituale. Usando questo metodo Buddha ha spiegato le quattro nobili verità nel suo primo discorso. Esse sono:

1) La sofferenza. Tutti sono soggetti alla nascita, alla decadenza, alla malattia e alla morte. Nessuno è esente da queste quattro cause della sofferenza.

2) La causa della sofferenza è il desiderio dei piaceri sensuali.

3) La cessazione della sofferenza è il Nirvana.

4) E la via che conduce alla cessazione della sofferenza è:

- retta comprensione
- retti pensieri
- retto modo di pensare
- retta azione
- retto mestiere
- retto sforzo
- retta attenzione
- retta concentrazione

La persona che capisce la realtà della vita come è veramente vede che tutta la, vita è sofferenza. Non trova la vera felicità in questo mondo. Ma colui che segue i piaceri illusori è ingannato. Buddha quando era illuminato ha pensato: «Questa Dhamma (cioè dottrina) è davvero profonda, difficile a capire. Questi esseri sono attaccati ai piaceri materiali. Soltanto coloro che desiderano la sapienza possono capire questa dottrina». Alla fine ha deciso di predicare la Dhamma per tutti quelli che cercavano una via di liberazione.

Tutti i sermoni di Buddha possono essere raccolti in due gruppi:

1) i suoi insegnamenti sulla realtà ultima.

2) i suoi insegnamenti sulla verità empirica.

Nel primo gruppo, questi insegnamenti sulla realtà ultima sono la parte più profonda del Buddhismo, la parte che dovrebbe essere capita con una attenzione speciale, soprattutto la dottrina di Buddha sulla transitorietà. Tutto ciò che esiste è transitorietà e dolore. Non esiste l'anima. La transitorietà è l'unica realtà definitiva. Tutto è dolore, non c'è felicità. L'idea del mio e l'io sono un'illusione. L'idea della transitorietà spiegata dapprima da Buddha, è stata sviluppata specialmente nel Buddhismo Mahayana.

un messaggio completo di liberazione

Qui ho abbozzato soltanto una breve introduzione per darvi un'idea su ciò che sono gli insegnamenti sulla realtà ultima. E chiaro che questi insegnamenti sono molto difficili da capire senza un interesse particolare. Possiamo includere gli insegnamenti etici, sociali e spirituali di Buddha nel secondo gruppo come insegnamenti sulla verità empirica.

Il Buddhismo offre un messaggio completo di liberazione non soltanto per raggiungere la santità ma anche per conferire la dignità alla società. La felicità più alta del Buddhismo è lo stato di Nirvana che porta una liberazione eterna da tutti i tipi di sofferenza. Ma prima di predicare la Dhamma del Nirvana Buddha ha capito che c'era bisogno di una cura per guarire la società sofferente, danneggiata dalla ingiustizia. Ha visto le persone che morivano per causa della fame, che avevano perso i diritti umani fondamentali, persone che soffrivano a causa dell'ingiustizia sociale tra cui il sistema delle caste.

Quindi il tentativo principale di Buddha era di creare una nuova società spazzando via il sistema delle caste e il sistema delle classi. Buddha insegnava che tutti gli esseri umani sono uguali, era contro questo sistema e ha fondato una nuova società santa chiamata 'Sangha', che significa una comunità di monaci che vivono insieme. Questa era aperta à membri di tutte le caste. Per quello che so questa era nel mondo la prima società modello che ha rifiutato tutte le divisioni dovute al sistema delle caste e delle classi, e che ha anche rifiutato il possesso di proprietà private.

Buddha ha detto che la Sangha è simile al mare. Il mare non si rifiuta di accettare l'acqua che viene dai diversi fiumi. Tutte le acque diventano la stessa acqua del mare. E dopo nessuno può distinguere a quale fiume apparteneva quella data acqua. Nello stesso modo le varie persone che appartenevano alle diverse caste venivano nella Sangha (cioè la comunità dei monaci). Quando entravano, tutti diventavano membri della Sangha. Nessuno poteva dividerli secondo la casta.

Questa comunità dei monaci può essere chiamata la prima società democratica del mondo. I monaci dipendono dagli altri quanto alle elemosine, ma vivono per gli altri.

Rivolgendosi ai suoi primi 60 discepoli Buddha ha detto: «Mettetevi in cammino per il bene di molti, per la felicità di molti, per compassione altrui, per il vantaggio, per il bene, per la felicità degli dei e degli uomini. Esponete nella sua pienezza e purezza la pratica della vita religiosa».

Il Buddha ha permesso alle donne che avevano perso i loro diritti umani fondamentali di diventare Bhikkhuni, cioè monache, allo stesso modo dei monaci. Esse erano capaci di realizzare cioè la santità. Ha conferito alle donne la loro dignità, ha accettato l'elemosina dalla casa delle prostitute e dalle donne chandali che appartenevano alla più bassa casta.

i precetti fondamentali

E’ chiaro che non tutti della società diventano dei santi (arahat). Ma Buddha si è interessato anche di questi perché voleva creare una società virtuosa e voleva superare la povertà spirituale offrendo una nuova spiritualità. Buddha ha insegnato loro una disciplina morale e ha consigliato dì cominciare a vivere una vita virtuosa gradualmente, osservando dei semplici precetti. Il Buddhismo ha insegnato alle persone a vivere 5 precetti: non uccidere nessuno, non rubare, non commettere adulterio (comportamento sessuale immorale), non dire menzogne, non bere alcool.

Questi sono i fondamentali precetti della società buddhista.

Quelli che possono seguire queste fondamentali discipline spirituali e che desiderano andare più in profondità possono osservare otto o dieci precetti.

Questi precetti aiutano le persone ad essere più spirituali. Ancora oggi alcuni buddhisti laici, soprattutto nei paesi del Buddhismo Theravada, vivono questa spiritualità. Le persone che vogliono seguire questi precetti vengono al tempio per passare tanti giorni quanto è loro possibile. Nel tempio sono tutti uguali, qualsiasi sia la loro professione nella vita. Tutti quelli che vengono al tempio per osservare i precetti dovranno vestirsi in modo uguale, in bianco, e non è loro permesso né di mettersi dei gioielli, né di vestirsi in modo speciale. Tutti devono sedersi insieme sul pavimento anche se uno fosse un re. Tutte queste regole aiutano le persone a diventare più umili, più uguali, più unite e più semplici. Quelli che seguono queste regole sono chiamati 'Upasaka' (cioè 'devoto') e sono parte della società buddhista come laici. La società buddhista è organizzata in quattro gruppi: i monaci, le monache, i devoti, le devote.

la povertà è la fonte di tutti i problemi

Anche se Buddha è stato capace di creare una società modello organizzando le persone con un messaggio spirituale, la società sofferente, dove c'era la fame, l'ingiustizia e la disperazione, lo ha spinto a fare una predica sui problemi pratici.

Circa 2500 anni fa il sapiente Buddha ha insegnato che la povertà è la fonte di tutti gli altri problemi. La stessa cosa dice il marxismo quando parla dei problemi sociali. Il Buddha ha insegnato: «La povertà aumenta perché quelli che hanno non danno agli altri. Per causa della loro povertà, quelli che non ricevono abbastanza soldi cominciano a rubare. In questa maniera cominciano tutti gli altri mali, come il mentire, l'uccidere, il parlare in modo violento, ecc.» (Chakkvattisihanada Sutta nei Digha Nikaya).

Buddha ha parlato del re Dalhanemi e del suo regno che è esistito senza lotte, senza uccisioni, senza armi, e che era pieno di giustizia e di pace. Questo regno è diventato pacifico perché il re ha vissuto i seguenti 10 principi per realizzare la giustizia: la generosità, la moralità, le offerte date alla gente, retto modo di vivere, la gentilezza, una vita virtuosa, la benignità, l'essere innocuo, la pazienza, l'armonia.

Dopo questo re Dalhanemi è venuto un altro re che non voleva seguire i precedenti 10 principi. Di conseguenza la povertà ha cominciato ad esistere ed è cresciuta. La povertà era il motivo per prendere ciò che non era stato dato, per uccidere, per non onorare i genitori, i sacerdoti, gli anziani, e tutto questo ha portato un incremento della decadenza. Il Buddha dice che originariamente la gente viveva una vita lunga. Ma, man mano che la loro condizione è peggiorata, la durata della vita si è accorciata fino a 10 anni. Il Buddha insegna che quando i governanti seguiranno un sistema di governo giusto, secondo i 10 principi menzionati prima, la povertà scomparirà. Non ci sarà più il furto e non si compirà più il male. Nel regno dove i governanti saranno virtuosi, gradualmente la durata della vita degli uomini aumenterà, perché i bisogni fondamentali della gente saranno soddisfatti. Questi sono i principi di una società virtuosa.

come comportarsi

Per tutti Buddha ha insegnato i tre fondamenti della buona condotta. Essi sono: il dono, la moralità e la meditazione, e conducono al Nirvana che è lo scopo più alto del Buddhismo.

Il dono è una delle cose più importanti nella via buddhista. Il Buddha ha detto: «Se volete la liberazione, conquistate l'avaro col dare». Per questo motivo, nei paesi buddhisti, la gente, in diverse occasioni della vita, fa grandi cerimoniali di Dana (cioè di dono dell'elemosina). Non importa quanto valore ha l'offerta, ma ciò che è importante è darla con distacco e gioia. Ma il monaco, essendo senza soldi, cosa può offrire agli altri? Il suo dono alla gente è predicare la Dhamma (cioè la legge insegnata da Buddha) vivendo la propria spiritualità intensamente. Buddha ha detto: «Il dono della verità eccelle sugli altri doni. Ma ciò che è importante è che la persona che predica la verità viva la sua spiritualità».

il secondo fondamento è la moralità. Non dobbiamo soltanto evitare il male, ma dobbiamo migliorarci facendo il bene. Non basta evitare di uccidere, ma allo stesso tempo un buddhista dovrebbe amare gli altri.

Nel Buddhismo l'amore non è soltanto indirizzato verso gli esseri umani, ma verso tutti gli esseri. La persona che vive la moralità buddhista dovrebbe sforzarsi di vivere una vita meritevole, controllando le azioni del suo corpo, le sue parole e la sua mente.

Il Buddha ha insegnato: «Conquistate l'ira con l'amore. Conquistate il male con il bene. Conquistate l'avaro con il dare. Conquistate il bugiardo con la verità». «Tutti tremano di fronte al bastone. La vita è cara a tutti. Tutti hanno paura della morte. Paragonando gli altri con se stesso, uno non dovrebbe né colpire né causare il colpire» (Dhammapada - Danda Vagga - 129).

Una persona che cerca di conquistare l'avaro con il dare, che cerca di superare il male facendo il bene, dovrebbe praticare la meditazione, che è una delle cose più importanti nella via buddhista.

Anzitutto, la meditazione dovrebbe essere capita come una via che conduce alla concentrazione mentale. Qual è il motivo per fare la meditazione per uno che segue la via di Buddha? E una via per vedere le cose come sono realmente. Attraverso la meditazione egli capisce l'aggregazione dei quattro elementi che costituiscono i materiali e anche il corpo umano, il loro movimento e la loro esistenza. Vede il proprio corpo che è composto di questi quattro elementi e la loro transitorietà. Vede la sofferenza e l'illusione dell'idea del 'mio' e dell' 'io' (la non esistenza dell'anima). Quando nella sua mente vede se stesso come è realmente, capisce l'illusione della vita. Questa sapienza lo aiuta a tagliare via tutti gli attaccamenti ai piaceri dei sensi. Così è in cammino verso il Nirvana. Il Nirvana non è un paradiso in cui dovremo andare dopo la morte. E una tappa che possiamo raggiungere in questa vita. Crediamo che tutti possano raggiungere il Nirvana distaccandosi da tutti gli attaccamenti seguendo la via di cui ho parlato sopra.

Anche se qualcuno non ha il Nirvana come suo scopo, può usare la meditazione buddhista come un sistema di concentrazione mentale. Essa aiuta una persona ad avere una mente chiara e ad avere più tranquillità.

Il Buddhismo ha fondato diversi tipi di sistemi di meditazione da usare in diverse situazioni, come:

1) La Anapanasati (concentrazione sopra l'inspirazione e l'espirazione per ottenere il raccoglimento interiore) 2) La Samatha (contemplazione per sviluppare la concentrazione) 3) Vipassana (intuizione della realtà esistente) 4) La Metta (universale benevolenza).

Eccetto che per la meditazione Metta è pericoloso praticare gli altri tre sistemi 'senza l'aiuto di un consigliere che ha più esperienza nella meditazione buddhista.

Per finire vorrei concludere con il pensiero preso dalla «Metta Bhavana» meditazione che significa la Benevolenza Universale.

Che tutti gli uomini siano liberi dall'animità Che tutti gli uomini siano liberi dalla cattiva volontà Che tutti gli uomini siano liberi dalla sofferenza Che tutti gli uomini siano felici.

(da Rocca, 1 ottobre 1987, pp. 48-51)

Ultima modifica Mercoledì 17 Marzo 2010 23:22
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

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