Giovedì, 14 Dicembre 2017
Lunedì 17 Settembre 2012 08:24

La visita del Santo Padre in Libano 14-16 settembre 2012 (P. Fadi Rahi, C.Ss.R.)

Valuta questo articolo
(0 voti)

Il Santo Padre ha presentato l’Esortazione Post Sinodale Ecclesia in Medio Oriente. La visita in Libano del 14-15-16 settembre 2012.

Nel momento in cui il Medio Oriente sta continuando la sua Primavera Araba, passando dalla Libia, all’Egitto e arrivando in Siria; si nota come il mondo arabo, musulmano e cristiano, ha bisogno di più pace, oggi più di prima, in modo particolare dopo tutto ciò che sta succedendo in Siria tra movimenti pro-Assad e contro Assad (il soldato siriano libero).

Nel momento in cui il nord del Libano sta accogliendo i rifugiati siriani scappati a causa della situazione di guerra civile in Siria; nel momento in cui i politici cristiani libanesi sono divisi con il cambiamento del presidente siriano e sono contrari al cambiamento; nel momento in cui Libano, il paese arabo cristiano dove sono presenti 12 confessioni cristiane (cattolici e ortodossi) e dove c’è il più gran numero di fedeli cattolici, affinché si possa veramente vivere la comunione, la fraternità e la testimonianza dell’amore di Dio. Qui, nella terra santa del Libano, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato quarantotto anni dopo la visita del papa Paolo VI (Papa Montini) il 2  dicembre del 1964, e quindici anni dopo Papa Giovanni Paolo II (papa Wojtyla) il 10 maggio del 1997; la Chiesa del Libano e del Medio Oriente ha accolto l’Uomo Bianco sotto il segno della pace come diceva il cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

l’Esortazione apostolica post-sinodale “Ecclesia in Medio Oriente”.Il portatore dell’Esortazione è stato in Libano non per parlare della politica e di tutto ciò che sta succedendo in Medio Oriente, ma per portare la pace e per incoraggiare i giovani a rimanere nella loro terra nonostante tutti i problemi e le difficoltà.

L’esortazione era stata annunciata all'Angelus del 09 dicembre 2011, il papa ha rimarcato ancora una volta la sua vicinanza alle popolazioni del Medio Oriente: «Comprendo - ha affermato - l'angoscia dei molti Medio Orientali quotidianamente immersi in sofferenze di ogni tipo, che affliggono tristemente, e talvolta mortalmente, la loro vita personale e familiare. Il mio preoccupato pensiero va a coloro che, alla ricerca di uno spazio di pace, abbandonano la loro vita familiare e professionale e sperimentano la precarietà degli esuli».

Non soltanto i cristiani hanno aspettato la visita del Santo Padre, ma anche i musulmani e i loro capi hanno manifestato la loro gioia della visita, prima che i piedi del papa toccassero la terra libanese. Il Papa Benedetto XVI ha incontrato i leader musulmani, la mattina del 15 settembre.

Prima della visita, è stato un segno tangibile di questa attesa, la veglia di preghiera nella sera del 12 settembre a Beirut (la capitale del Libano) con la partecipazione di cristiani e musulmani. La veglia è stata organizzata da parte della Commissione Episcopale del Dialogo tra Cristiani e Musulmani sotto il titolo: Insieme in Pace, Amore, Sicurezza e Libertà, dove hanno partecipato un gran numeri dei capi religiosi musulmani e cristiani presenti in Libano. Anche come preparazione e secondo l’intenzione del Santo Padre, tutti i libanesi specialmente i cristiani hanno acceso dei candele davanti le loro case e sulle loro balconi o sulle finestrelle, ma anche sui tetti delle case.

La visita del capo della Chiesa Cattolica è stata rilanciata dopo il suo discorso nell’Aeroporto Internazionale di Beirut nel pomeriggio del 14 settembre 2012. Nello stesso giorno in cui sua Santità è arrivata in Libano, la Santa Chiesa Universale ha celebrato la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, ed egli ha pregato per il Medio Oriente che vive una parte della sua croce per arrivare al giorno della risurrezione.

Lo scopo centrale della sua visita era di presentare e firmare l'Esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente. Questo è stato l’evento che ha caratterizzato il primo giorno del suo arrivo, alla presenza di tutti i patriarchi e i vescovi cattolici e ai ripresentanti delle altre chiese e delle altre religioni. L’Esortazione apre all’autentico dialogo interreligioso basato sulla fede in Dio Uno e Creatore. Essa vuole anche contribuire a un ecumenismo pieno di fervore umano, spirituale e caritativo, nella verità e nell’amore evangelici, che attinge forza dal comandamento del Risorto: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…» (Mt 28,19-20). In tutte le sue parti, l’Esortazione vorrebbe aiutare ciascun discepolo del Signore a vivere pienamente e a trasmettere realmente ciò che è diventato attraverso il Battesimo: un figlio della Luce, un essere illuminato da Dio, una lampada nuova nell’oscurità inquietante del mondo affinché dalle tenebre facciano risplendere la luce (cfr Gv 1,4-5 e 2Cor 4,1-6). Questo documento vuole contribuire a spogliare la fede da ciò che la imbruttisce, da tutto ciò che può offuscare lo splendore della luce di Cristo. La comunione è allora un’autentica adesione a Cristo, e la testimonianza è un’irradiazione del Mistero pasquale che conferisce un senso pieno alla Croce gloriosa. Noi seguiamo e «annunciamo… Cristo crocifisso … potenza di Dio e sapienza di Dio» (1Cor 1,23-24; cfr Terza Parte dell’Esortazione).

«Non temere, piccolo gregge» (Lc 12,32) – è stato l’invito del Papa – Chiese in Medio Oriente, non temete, perché il Signore è veramente con voi fino alla fine del mondo! Non temete, perché la Chiesa universale vi accompagna con la sua vicinanza umana e spirituale!” Questo era l’invito per tutta la Chiesa nel Medio Oriente.

Nel suo incontro con tutti i responsabili religiosi e civili e i diplomatici (più di 700 persone) nel castello residenziale a Baabda, nel secondo giorno, egli ha parlato dell’importanza della convivenza e della ricchezza del Libano che i musulmani e i cristiani e le altre confessioni vivono insieme, condividendo le autorità tra di loro e la vista sociale a vivere una vita umana e i valori umani, rispettando l’uno l’altro partendo dalla famiglia che è il nucleo della società.  

Come sempre nelle visite apostoliche del papa, non manca mai un incontro con i giovani. Lì l’Uomo Bianco ha rinnovato il suo invito ai giovani di rimanere fissi nelle loro terra nonostante le situazione difficile in Medio Oriente perché è una terra data dal Signore e ha chiesto a loro di partecipare alla rivoluzione del Cristo la rivoluzione dell’amore. Come ha confermato loro nella fede, chiedendo di testimoniarla nella loro vita, dichiarando che la Chiesa è giovane e rimarrà giovani, se ci siete voi giovani dentro della Chiesa.

Dopo la Santa Messa solenne del papa Benedetto XVI con tutto il popolo libanese e tanti partecipanti del mondo arabo nella partecipazione di centinaia di migliaia di fedeli, con i loro capi religiosi e civili. Alla fine della Messa è stata consegnata a tutti l’Esortazione Post-Sinodale per le Chiese del Medio Oriente. Invece l’incontro finale era un incontro ecumenico con tutti i rappresentanti delle Chiese nel Medio Oriente.

È una gioia l’unione di fede, la visita del Santo Padre per il nostro paese Libano, «non soltanto per i cristiani ma anche per i musulmani» come ha detto un Imam sciita. Veramente la sua visita è stata una visita di speranza, di coraggio e di consapevolezza della missione dei cristiani nel Medio Oriente, nonostante la sofferenza e i giorni difficili di questa primavera araba.

P. Fadi Rahi, C.Ss.R.  

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Fausto Ferrari

Fausto Ferrari

Religioso Marista
Area Formazione ed Area Ecumene; Rubriche Dialoghi, Conoscere l'Ebraismo, Schegge, Input

Iscriviti alla Newsletter per ricevere i nostri "Percorsi Tematici" e restare aggiornato sui migliori contenuti del nostro sito

news