Sabato, 07 Dicembre 2019
Commento ai Vangeli
Commento ai Vangeli

Commento ai Vangeli (233)

PRESENTAZIONE

“La Bibbia” è considerata sacra, in toto od in parte, dalle religioni monoteiste: ebrei, cristiani e islamici.

Questa realtà dovrebbe costituire un valido motivo per provare un reciproco rispetto, tra queste tre comunità, ed invece nella Storia e oggi … ciò non accade! (Siamo nel 2015!)

Se esse non riescono ad amare:

l'UNICO DIO,   IL FRATELLO     ED IL CREATO,

vuol dire che tutti noi non abbiamo capito qualcosa!

Cosa fare?

Con molta umiltà e senza preconcetti forse dovremmo:

- individualmente: rimettere in discussione i nostri valori, attraverso una più matura meditazione della Parola di Dio (vedi in questo sito l'area Meditazione)

- collettivamente: impegnarci a fare un cammino comunitario di confronto e riflessione della Parola di Dio.

Questo secondo punto possiamo cominciare ad affrontarlo impegnandoci in una maggiore partecipazione ed attenzione all'annuncio della Parola e al suo commento.

Cominciamo con:

- Commento ai vangeli della domenica

- Corso Biblico

Anno C

Omelia di don Paolo Squizzato

 

 

Prima lettura (Gen 3,9-15.20)

 

Dal libro della Genesi

 

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] 9il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». 10Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». 11Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». 12Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». 13Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

 

14Allora il Signore Dio disse al serpente:

«Poiché hai fatto questo,

maledetto tu fra tutto il bestiame

e fra tutti gli animali selvatici!

Sul tuo ventre camminerai

e polvere mangerai

per tutti i giorni della tua vita.

15Io porrò inimicizia fra te e la donna,

fra la tua stirpe e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno».

20L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

 

 

Salmo responsoriale (Sal 97)

 

Ris. Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

 

Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo. Ris.

 

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d’Israele. Ris.

 

Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni! Ris.

 

 

Seconda lettura (Ef 1,3-6.11-12)

 

3Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,

che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.

4In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo

per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,

5predestinandoci a essere per lui figli adottivi

mediante Gesù Cristo,

secondo il disegno d’amore della sua volontà,

6a lode dello splendore della sua grazia,

di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

11In lui siamo stati fatti anche eredi,

predestinati – secondo il progetto di colui

che tutto opera secondo la sua volontà –

12a essere lode della sua gloria,

noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

 

 

Vangelo (Lc 1,26-38)

 

In quel tempo, 26l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

 

29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

 

34Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». 35Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

Omelia

 

«Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.
29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.
34Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. 35Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio”.38Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei». (Lc 1, 26-38)

Maria nel Vangelo è lì a ricordarmi che se permetto a Dio di agire in me, io diventerò ciò che lui ha sempre sognato per me. Maria non è il mesto rimpianto di ciò che avrei potuto essere se, ma viva speranza di ciò che posso diventare.
Paolo ci ricorda che il Padre «In Gesù ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo» (Ef 1, 4s.). La Tradizione afferma che Maria è Immacolata perché ‘preservata dal male’; il vangelo mi ricorda che io sarò immacolato nella misura in cui, grazia all’amore, guarirò il mio limite guarendo le ferite dei fratelli.
Nel testo di oggi a Maria viene rivolto questo saluto: «Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te» (v. 28). Qui Dio stesso (che si presenta come angelo) ha pronunciato insieme, in un pugno di parole il nome di Maria ‘piena di grazia’ e il proprio stesso nome: ‘Il Signore è con te’.’

È questa la medesima parola che Dio pronuncia su di me, ogni volta che mi pongo in ascolto, e faccio spazio. Egli dice il mio nome, il mio essere, la mia verità profonda: il mio nome è ‘graziato’, amato per grazia, a prescindere, immeritatamente. Al di là di tutto. A Maria è chiesto di rallegrarsi per questo. Ecco il motivo della mia gioia, ecco dove posso fondare la mia felicità: non sulla mia fedeltà a Dio, non sul successo della mia vita etica, ma perché Lui è con me! È la sua fedeltà verso di me che conta, non la mia nei suoi confronti; è il suo amarmi in maniera immeritata che salva, non il mio amore verso di lui. Paolo, quando comprenderà tutto questo, scriverà: «Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino!» (Fil 4, 4). Vicino nel senso di una cosa sola con me. E se la sua Vita è la mia vita, di cosa temerò? Di cosa o di chi avrò paura?

Ma questo messaggio di Dio, proclamato a Maria attraverso la bocca dell’angelo non si arresta più, e di stupore in stupore cresce sino a dire: «Darai alla luce un figlio» (v. 31). Se accetto il suo amore col quale sono ‘graziato’, se scopro il vero nome di Dio su di me, se faccio esperienza della gioia scaturita di avere il Dio infinito nella mia stessa finitudine, allora darò alla luce il Figlio.
Sì, darò carne al Verbo. Renderò presente niente meno che Dio. Partorirò vita, incarnerò luce (darai alla luce…); illuminerò il mondo perché l’amore strappa dal nero della notte ogni cosa, fa riemergere dall’indistinto la realtà, la riporta in vita.
Se vivrò questo, se incomincerò ad amare, illuminando chi sta nelle tenebre e nell’ombra di morte (cfr. Mt 4, 16) mi costruirò pian piano come persona bella, e vera, in ultima analisi ‘immacolato’, perché, in fondo, il volto bello è solo quello che ama.

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

 

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

 

«Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava ... (e noi?)

È la sua fedeltà verso di me che conta, non la mia nei suoi confronti;

 

 

Buon cammino!



Venerdì 29 Novembre 2019 12:11

DONNE IN PRIMA FILA NELLE COMUNlTA' CRISTIANE

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

> FEBE, PRISCILLA E ALTRE <


INTRODUZIONE

 

Anno C

Omelia di Don Paolo Scquizzato,

Lunedì 18 Novembre 2019 17:58

L'importanza di Paolo nell'apertura ai pagani

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

La chiamata di Paolo ad essere apostolo ebbe un particolare significato per lo sviluppo della missione cristiana tra le "genti". Cresciuto a Tarso, luogo di confine tra il mondo orientale semitico e quello occidentale-greco, membro a pieno titolo dell'impero romano in quanto civis romanus, egli era aperto al mondo ellenistico: si recò in Asia Minore, in Macedonia, in Grecia e a Roma, per proclamare Gesù soprattutto nei grandi centri. Paolo evangelizzò in tutto il bacino orientale del Mediterraneo e, anche se nei suoi grandi viaggi missionari poté creare solo dei capisaldi, fu il più importante missionario tra i pagani, perché il veloce sviluppo del cristianesimo come Chiesa di popoli lo si deve soprattutto al suo pensiero teologico e all'instancabile impegno della sua persona

Testi di S. Paolo

1Cor 15,3-8

[3] A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, [4] fu sepolto ed è risorto il terzo giorno secondo le Scritture, [5] e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. [6] In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. [7] Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. [8] Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

Gal 1, 10-24

[13] Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, [14] superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com'ero nel sostenere le tradizioni dei padri. [15] Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque [16] di rivelare in me suo Figlio perché lo annunciassi in mezzo ai pagani, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, [17] senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. [18] In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; [19] degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. [20] In ciò che vi scrivo - lo dico davanti a Dio - non mentisco. [21] Poi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia. [22] Ma non ero personalmente conosciuto dalle Chiese della Giudea che sono in Cristo; [23] avevano soltanto sentito dire: "Colui che una volta ci perseguitava, ora va annunciando la fede che un tempo voleva distruggere". [24] E glorificavano Dio a causa mia.

Gal 2,1-14

[1] Quattordici anni dopo, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito: [2] vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io annuncio tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. [3] Ora neppure Tito, che era con me, sebbene fosse greco, fu obbligato a farsi circoncidere.

[4] E questo proprio a causa dei falsi fratelli che si erano intromessi a spiare la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi. [5] Ma a loro non cedemmo, non sottomettendoci neppure per un istante, perché la verità del Vangelo continuasse a rimanere salda tra di voi. [6] Da parte dunque delle persone più autorevoli - quali fossero allora non m'interessa, perché Dio non guarda in faccia ad alcuno - a quelle persone autorevoli a me non imposero nulla. [7] Anzi, visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi [8] - poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani - [9] e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni,. ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. [10] Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri; ed è quello che mi sono preoccupato di fare.

[11] Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. [12] Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. [13] E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. [14] Ora, quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?

Atti 15, 11-21

[1] Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: "Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete esser salvati". [2] Poiché Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. [3] Essi dunque, provveduti del necessario dalla comunità, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

[4] Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quelle .grandi cose che Dio aveva compiuto per mezzo loro. [5] Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: "E' necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè". [6] Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

[7] Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse: "Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia. i pagani ascoltassero la parola del Vangelo e venissero alla fede. [8] E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; [9] e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. [10] Ora dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? [11] Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati così come loro".

[12] Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Barnaba e Paolo che riferivano quanti grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro.

[13] Quand'essi ebbero finito. di parlare, Giacomo prese la parola e disse: [14] "Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere tra i pagani un popolo per il suo nome. [15] Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:

[16] Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide che era caduta; ne riparerò le rovine e la rialzerò, [17] perché anche gli altri uomini cerchino il Signore e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, [18] dice il Signore che fa queste cose, note da sempre.

[19] Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani, [20] ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. [21] Mosè infatti, fin dai tempi antichi, ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe".

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Lunedì 18 Novembre 2019 13:36

L'apertura dei primi cristiani al mondo pagano

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

Episodi e modelli in At

I RICOSTRUZIONE STORICA

 

Anno C

Omelia di Don Paolo Scquizzato,

Anno C

Omelia di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: 2mac 7,1-2.9-14

1 Ci fu anche il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite. 2Uno di loro, facendosi interprete di tutti, disse: «Che cosa cerchi o vuoi sapere da noi? Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le leggi dei padri».

9Giunto all'ultimo respiro, disse: «Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il re dell'universo, dopo che saremo morti per le sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna».
10Dopo costui fu torturato il terzo, che alla loro richiesta mise fuori prontamente la lingua e stese con coraggio le mani, 11dicendo dignitosamente: «Dal Cielo ho queste membra e per le sue leggi le disprezzo, perché da lui spero di riaverle di nuovo». 12Lo stesso re e i suoi dignitari rimasero colpiti dalla fierezza di questo giovane, che non teneva in nessun conto le torture.
13Fatto morire anche questo, si misero a straziare il quarto con gli stessi tormenti. 14Ridotto in fin di vita, egli diceva: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di essere da lui di nuovo risuscitati; ma per te non ci sarà davvero risurrezione per la vita».

Salmo: 16

Rit.: Dal tuo volto venga per me il giudizio.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.


Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno.
Rit.

5 Tieni saldi i miei passi sulle tue vie

e i miei piedi non vacilleranno.

6 Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole, Rit.

8 Custodiscimi come pupilla degli occhi,

all'ombra delle tue ali nascondimi,

io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. Rit.

Seconda lettura: 2Ts 2,16-17.3,1-5

16E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, 17conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

1 Per il resto, fratelli, pregate per noi, perché la parola del Signore corra e sia glorificata, come lo è anche tra voi, 2e veniamo liberati dagli uomini corrotti e malvagi. La fede infatti non è di tutti. 3Ma il Signore è fedele: egli vi confermerà e vi custodirà dal Maligno.
4Riguardo a voi, abbiamo questa fiducia nel Signore: che quanto noi vi ordiniamo già lo facciate e continuerete a farlo. 5Il Signore guidi i vostri cuori all'amore di Dio e alla pazienza di Cristo.

Canto del Vangelo: Ap 1,5a.6b

Alleluia, alleluia!

Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti ,

a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

Alleluia!

Vangelo: Lc 20,27-38

Gli si avvicinarono alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: 28«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morì anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». 34Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: 36infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

OMELIA

 

Stando al testo appena letto, pare che l’idea di risurrezione di questa setta religiosa del tempo di Gesù, i sadducei – e di molti cristiani oggi – fosse quella di una semplice rianimazione di cadavere, poter vivere, dopo la morte, una seconda chance. La grande novità apportata da Gesù, è l’invito a pensare invece la risurrezione non come qualcosa che riguarderà l’aldilà della vita, ma l’aldiquà della morte.
Gesù di Nazareth, ha narrato che il suo Dio è quello del roveto ardente del Sinai, che non volendo rivelare a Mosè il suo nome (cfr. Es 3, 14), lo invita piuttosto ad andare a liberare i propri fratelli dall’oppressione egiziana. In quell’atto farà esperienza dell’essenza di Dio. L’autentico nome di Dio infatti è quello di ‘liberatore’. Gesù ribadisce in questo modo che Dio non è il Dio che si preoccupa dei morti, ma dei vivi e soprattutto dei disgraziati, dei prigionieri, dei poveri, degli ultimi. Il nostro Dio è solo il Dio della vita e dei viventi, tra i quali Abramo, Isacco e Giacobbe, che sicuramente son morti ma che Gesù considera viventi, e quindi già risorti!
«Quelli che sono giudicati degni della vita futura… non possono più morire» (vv. 35s.). Interessante, Gesù sta prospettando una possibilità, una modalità di vita che permetterà di non morire più. E qual è concretamente? Vivere già ora da risorti, e dal Vangelo sappiamo che vive da risorto chi fa coincidere la propria vita (il proprio nome) con l’azione di liberazione (risurrezione) dei fratelli oppressi da una vita diminuita. Chi vive ‘risuscitando a vita piena’ i fratelli, è già risorto!
«Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni» (Mt 10, 8): è questo il grande invito missionario di Gesù ai suoi, che se vissuto fa sperimentare una vita che non conoscerà la morte. «Noi sappiamo che siamo passati – già ora, adesso, in questa vita – dalla morte alla vita [quindi risorti], perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte» (1Gv 3, 14).
Dunque ai sadducei di ieri e di oggi, i quali immaginano la risurrezione come un qualcosa che verrà dopo la morte, egli ripete «voi siete in grave errore» (Mc 12, 27).
I cristiani delle prime comunità, non si ponevano affatto il problema se e come sarebbero risorti, ma come poter vivere da viventi in questa vita, qui ed ora. Chi vive adesso da amante della fecondità dell’altro, da liberatore, la morte biologica non lo toccherà se non nel corpo che si dissolverà in polvere, ma per il resto la sua persona, la via, continuerà per sempre.
«Gesù disse: “Sapete perché quel viaggiatore porta con sé un agnello? Tra l’altro non lo può cavalcare e ad ogni dogana deve pagare il dazio. Lo porta, perché, quando sarà affamato, lo ucciderà e se lo mangerà”. Gesù sorrise e aggiunse: “Certo non potrà mangiarlo quando è vivo. Prima lo ucciderà e poi lo mangerà. Anche voi potete essere come quell’agnello, che può essere mangiato soltanto quando è già cadavere. Vincete la paura per non diventare cadaveri. Finché sarete vivi, la morte non vi potrà toccare. Nessuno potrà mangiarvi. Se la morte vi trova vivi, non vi toccherà”» (Vangelo di Tommaso).

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

  • Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri

  • "quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, .... sono figli di Dio."

Buon cammino!!

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Giovedì 07 Novembre 2019 15:48

''FAMIGLIE" DI TESTO - "Errori"

Pubblicato da Giorgio De Stefanis

Il progresso della ricerca su questi antichi "testimoni" ha messo in luce dei fenomeni molto particolari che segnano la storia del testo per NT.

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