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Giovedì 17 Marzo 2016 15:51

Anno C – Domenica delle Palme

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20 Marzo 2016

di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: Is 50,4-7

4Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,

perché io sappia indirizzare

una parola allo sfiduciato.

Ogni mattina fa attento il mio orecchio

perché io ascolti come i discepoli.

5Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio

e io non ho opposto resistenza,

non mi sono tirato indietro.

6Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,

le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;

non ho sottratto la faccia

agli insulti e agli sputi.

7Il Signore Dio mi assiste,

per questo non resto svergognato,

per questo rendo la mia faccia dura come pietra,

sapendo di non restare confuso.

 

Salmo: 21

Rit.: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

8 Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,

storcono le labbra, scuotono il capo:

9 «Si rivolga al Signore; lui lo liberi,

lo porti in salvo, se davvero lo ama!». Rit.


17 Un branco di cani mi circonda,

mi accerchia una banda di malfattori;

hanno scavato le mie mani e i miei piedi.

18 Posso contare tutte le mie ossa. Rit.


19 si dividono le mie vesti,

sulla mia tunica gettano la sorte.

20 Ma tu, Signore, non stare lontano,

mia forza, vieni presto in mio aiuto. Rit.


23 Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,

ti loderò in mezzo all'assemblea.

24 Lodate il Signore, voi suoi fedeli,

gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,

lo tema tutta la discendenza d'Israele; Rit.


Seconda lettura: Fil 2,6-11

6egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, 7ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, 8umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. 9Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, 10perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, 11e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!, a gloria di Dio Padre.

 

Canto del Vangelo (Fil 2,8-9)

Lode e onore a te, Signore Gesù Dall'aspetto riconosciuto come uomo, 8umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

9Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, Lode e onore a te, Signore Gesù

 

Vangelo: Lc 23,1-49

1 Tutta l'assemblea si alzò; lo condussero da Pilato 2e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». 3Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». 4Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest'uomo alcun motivo di condanna». 5Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui».

6Udito ciò, Pilato domandò se quell'uomo era Galileo 7e, saputo che stava sotto l'autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme.

8Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. 9Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. 10Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell'accusarlo. 11Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. 12In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

13Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, 14disse loro: «Mi avete portato quest'uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest'uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; 15e neanche Erode: infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. 16Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». [ 17] 18Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». 19Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio.

20Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. 21Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». 22Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». 23Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. 24Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. 25Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

26Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.

27Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. 28Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. 29Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: «Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato». 30Allora cominceranno a dire ai monti: «Cadete su di noi!»,e alle colline: «Copriteci!». 31Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?». 32Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

33Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. 34Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto 37e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». 40L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». 42E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». 43Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

44Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, 45perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. 46Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre,nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

47Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest'uomo era giusto». 48Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. 49Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

 

OMELIA

«33Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. 34Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. 35Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». 36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto 37e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». 39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». 40L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». 42E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». 43Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».44Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, 45perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. 46Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò». (Lc 22, 14 – 23, 56)

Dio è onnipotente, ma non alla maniera degli uomini.

Dio è onnipotente solo nell'amore. E dove manifesta massimamente questa sua onnipotenza? Dall'alto della croce, suo trono.

Su quel legno, il Signore compie il giudizio di Dio sui suoi nemici: perdona e dona il Regno ai malfattori, dà la vita a chi gliela toglie, si fa condannare e uccidere per poter stare in noi. Questo è l'unico giudizio che ci attenderà!

La croce è la vittoria decisiva di Dio.

Lui perdendosi ci ha trovati, facendosi maledire ci ha benedetto, rendendosi impotente ci ha rivestiti di potenza, nel fallimento ci ha rigenerati.

Sul Calvario Dio è crocifisso in mezzo a tutti noi che facciamo il male! Tutti i santi sono malfattori graziati dalla croce.

La croce è il perdono massimo che ci potesse essere elargito: s'è fatto presenza un Amore più grande di ogni peccato commesso e di ogni male subìto.

Dio, in Gesù crocifisso, si fa accanto ad ogni crocifisso della storia. E quindi a me. Lui è qui con me, perché io possa essere con lui.

Tu sarai con me, dice Gesù al malfattore. Sì, tu sarai con me, perché "Io sono" l'Emmanuele: il Dio con te. Tu, come Adamo, non sei stato con me, sei fuggito da me, ma io sono sceso fin qui all'inferno per poterti recuperare, per cui ora tu puoi abbandonarti a me. Sono venuto con te sulla croce, perché tu tornassi con me nel Regno. Vivremo insieme per sempre: tu con me perché «io sono con te».

Nulla potrà più separarci (cfr. Rm 8 35), perché il mio amore è per sempre con te. Io sono solidale con il tuo dolore affinché tu sia solidale con la mia gioia (Mt 25, 21.23).

Il santo Cottolengo soleva dire: «Tutto s'impara ai piedi della croce». Cosa s'impara dinanzi al crocifisso?

S'impara a conoscere chi è Dio, chi sono io e chi è l'altro. Imparo il vero volto di Dio, l'amore 'folle' che in quanto tale può solo donare e amare. Imparo la sua misericordia che è attratta dalla mia miseria.

Imparo che sono l'amato, di un Amore talmente fedele che sta con me anche quando io non sono con lui, che sale con me su tutte le croci sulle quali m'arrampico per cercarvi un po' di vita. Che preferisce morire purché io non muoia.

Imparo che sono degno di stima, sempre. Che per quanto fango io mi possa gettare addosso, io son sempre il suo figlio prediletto.

Imparo che l'altro non è più il nemico dal quale dovermi difendere, ma il fratello che posso finalmente raggiungere, realizzando così me stesso come figlio del Padre che ama tutti i suoi figli.

Imparo che l'unico modo di vincere è perdere, che l'unico modo di possedere è donare, che l'unico modo di vivere è morire nell'amore.

Clicca qui per andare all'INDICE di questo TEMA: "Commento ai Vangeli della domenica"

 

Ultima modifica Giovedì 17 Marzo 2016 16:13
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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