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Giovedì 21 Gennaio 2016 19:41

Anno C - 3a Domenica del Tempo Ordinario.

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24 gennaio 2016

di Don Paolo Scquizzato,

Prima lettura: Neemia 8,2-4a.5-6.8-10

2Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.

3Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d'intendere; tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge. 4Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l'occorrenza.

5Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. 6Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.

8Essi leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura. 9Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. 10Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».

 

Salmo: 18

Rit. Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

8 La legge del Signore è perfetta,

rinfranca l'anima;

la testimonianza del Signore è stabile,

rende saggio il semplice. Rit.

9 I precetti del Signore sono retti,

fanno gioire il cuore;

il comando del Signore è limpido,

illumina gli occhi. Rit.

10 Il timore del Signore è puro,

rimane per sempre;

i giudizi del Signore sono fedeli,

sono tutti giusti, Rit.

15 Ti siano gradite le parole della mia bocca;

davanti a te i pensieri del mio cuore,

Signore, mia roccia e mio redentore. Rit.


Seconda lettura: 1Cor 12,12-30

12Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. 13Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

14E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. 15Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo, non per questo non farebbe parte del corpo. 16E se l'orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo, non per questo non farebbe parte del corpo. 17Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? 18Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. 19Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? 20Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. 21Non può l'occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi. 22Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; 23e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, 24mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, 25perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. 26Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.

A ciascuno il suo dono

27Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. 28Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. 29Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? 30Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? 31Desiderate invece intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.

 

Vangelo:

3a Domenica Tempo Ordinario. Anno C

«1Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3così anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

16Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

"18Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l'unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi,

19a proclamare l'anno di grazia del Signore."

20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui.21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». (Lc 1, 1-4; 4, 14-21)

 

OMELIA

Dio ha un sogno: che i poveri siano fatti oggetto di salvezza; i prigionieri siano messi in libertà; i ciechi riacquistino la vista; gli oppressi conoscano la libertà, e la storia conosca la possibilità di una ricreazione.

Gesù dice: "con me – oggi – il sogno di Dio s'è fatto realtà" (cfr. v. 21).

Anzitutto è in me a compiersi questo sogno di Dio. Quando mi permetto di entrare in contatto col 'Dio più intimo a me di me stesso' (Agostino), e gli lascio spazio di azione, di espansione, la mia vita conosce pian piano una vera e propria ricreazione, un mutamento. Questo per il fatto che l'energia divina che riposa in me inizia a dilatarsi, a irraggiarsi guarendo la mia cecità, le mie durezze, le mie schiavitù dal male e dagli egoismi che tanto diminuiscono l'umano.

E poi il sogno di Dio si realizza anche fuori di me. Molti uomini, lungo la storia, hanno desiderato – consciamente o inconsapevolmente – compiere il sogno di Dio. Si tratta di coloro i quali hanno cercato di liberare gli oppressi, di aprire gli occhi agli schiavi, di riscattare i poveri della terra. Sono i rivoluzionari, di ogni epoca e latitudine. Sono gli epigoni dei grandi movimenti di liberazione, che hanno sempre avuto però bisogno di un braccio armato per farsi strada, e che hanno finito solo di spargere oceani di sangue rendendo l'umanità ancora più povera e oppressa.

Dio non compie alcuna rivoluzione. L'amore non fa rivoluzioni. L'amore non pretende che la realtà cambi a tutti i costi, perché questo richiederebbe sempre un atto di violenza e – in ultima analisi – un'arma in mano.

L'amore non cambia l'amato, mai. Cambia sempre se stesso. Chi trasforma se stesso trasforma l'umanità intera.

Perché la realtà possa essere modificata, e tornare ad essere foriera di vita, luogo di liberazione, l'amore non opera dall'esterno, ma come lievito nella pasta (cfr. Gal 5, 9), vi entra dentro, si confonde con la realtà, ne partecipa, se ne fa carico, paga di persona, prende parte al male stesso trasformandolo così dall'interno.

Cercare di trasformare in bene una realtà maligna dall'esterno, sarà sempre occasione di violenza e moltiplicazione del male stesso. Non si esporta benevolenza "da fuori", sarebbe stucchevole elemosina; come voler esportare democrazia facendo piovere bombe dal cielo sul mondo dei cattivi.

"Oggi si è compiuta questa Scrittura". Quest'oggi, è l'oggi dell'incarnazione, l'oggi in cui Dio non attende che l'uomo diventi Dio, ma è Dio a diventare uomo, ad impastarsi con l'umanità, mescolandosi col suo male, ad assumerla nella carne, fino a versare per lei sangue ed innalzarla all'unione con sé.

L'incarnazione di Dio nel mondo non è finita con l'umanità di Gesù, ma continua nell'uomo e attraverso l'umano. Il sogno di Dio si realizza col nostro entrare nella storia degli uomini, e "Amouriseur le monde", portare l'amore nel mondo, come diceva Teilhard de Chardin.

Ciascuno di noi può trasformare l'umanità partendo dalla pasta in cui ogni giorno ha le mani immerse. Trasformare significa introdurre nel vasto mare del male, un principio di vita diverso, un antidoto, che per quanto piccolo è capace di sprigionare un'energia infinita, come l'amore. E allora 'tutta la pasta sarà lievitata'. «A ogni nuovo crimine o or­rore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi» (Etty Hillesum, Diario).

Abbiamo la possibilità di dare compimento al sogno di Dio, facendoci compagni di viaggio dei poveri, degli oppressi, degli umiliati e degli offesi, dei peccatori, dei ciechi ovvero di coloro che hanno solo visto e conosciuto il male e mai lo splendore della luce del sole. Di prendere parte alle loro storie ferite, condividendone i pesi. Saremo così quinto Vangelo, bella notizia che rimarrà nella storia degli uomini – e nella speranza – anche oltre ogni oltre.


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Ultima modifica Domenica 14 Febbraio 2016 13:17
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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