Giovedì, 17 Agosto 2017
Sabato 11 Giugno 2016 08:55

Il X secolo a.c.: epoca della Monarchia Unita? - Prima Parte

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CAMBIAMENTI INSEDIATIVI E FORMAZIONE STATALE

Studi recenti (dell'archeologo israeliano A. Faust) dei dati archeologici sul sistema di insediamento indicano che tra XI e X secolo nelle zone interne della Palestina (l'area tipica dei "proto-israeliti") si verificò un cambiamento nel sistema insediativo: l'abbandono di molti villaggi e il formarsi di centri urbani (in una fase di aumento demografico). Si ipotizza una spiegazione che combina due cause:

- problemi di sicurezza (minacce esterne) potrebbero aver spinto molta gente ad abbandonare i villaggi per concentrarsi in centri più grandi che garantivano maggiore protezione, elemento catalizzatore di forze che spinsero verso il costituirsi di un'entità statale;

- lo stato in formazione potrebbe poi aver costretto molta parte della popolazione a insediarsi in centri urbani o a trasferirsi in villaggi sorti in altre regioni.

Vari siti possono essere qualificati come centri "cittadini": indice di una tendenza in corso verso un maggior accentramento organizzativo. Tutto ciò indica il formarsi di una società proto-urbana e l'avvio di un accentramento amministrativo, segnali di un processo di formazione statale.

Continuò la tendenza alla crescita della popolazione in atto da due secoli: si è calcolato che la popolazione degli altipiani (l'area tipicamente proto-israelitica) passò da 12-15.000 abitanti a inizio Ferro I (1200 a.C.) a 60.000-80.000 a fine XI secolo: e l'incremento proseguì anche dopo il 1000.

Anche nella zona di Giuda crebbe la popolazione, che raddoppiò da inizio età del Ferro al X secolo, per il sedentarizzarsi di gruppi di pastori anche nelle zone del Negev e di Be'er-sheba', dove sorsero centri fortificati, forse con funzioni amministrative, probabilmente per l'emergere di un potere monarchico interessato a controllare comunità agricole in crescita e a facilitare il commercio con la zona araba.

In sostanza, l'archeologia segnala per la Palestina del X secolo a.C. una tendenza verso una struttura socio-politica centralizzata. Ma che tipo di entità politica fu prodotta da questo processo di formazione statale? Secondo alcuni, il forte incremento degli insediamenti e una crescita di strutture organizzative indicano uno stato e un governo centrale che potrebbe essersi esteso a tutta la Palestina, sostanzialmente in linea con il regno biblico di Davide e Salomone; altri, pur senza rifiutare la storicità di Davide e Salomone, li riconducono al più modesto quadro di una piccola entità di Giuda che non controllava l'intero Israele nella forma di una monarchia statalmente organizzata.

 

 

   MONARCHIA UNITA?

Fino a pochi anni fa c'era un generale consenso tra gli studiosi sul fatto che con l'epoca monarchica (la biblica epoca di Davide e Salomone, in quella che l'archeologia chiama età del Ferro IIA = X secolo a.C.) i dati dell'AT potevano trovare un appoggio su un terreno storico in modo più sicuro che non i racconti sui patriarchi, sull'esodo, sulla conquista e sui Giudici: la monarchia unita poteva essere considerata il primo periodo effettivamente storico. Anche se molti racconti su Davide e Salomone apparivano rielaborazioni leggendarie, le linee fondamentali della storia di questi sovrani erano considerate storiche.

Ma dagli anni '90 due posizioni emerse tra gli studiosi hanno costretto a rimettere in discussione quanto si credeva assodato sull'epoca della monarchia unita:

- un gruppo di studiosi chiamati talvolta "minimalisti biblici" (soprattutto Th. Thompson e N.P. Lemche dell'Univ. di Copenaghen, Ph. Davies e K. Whitelam dell'Univ. di Sheffield) a partire dal 1992 – nell'ambito di una posizione molto radicale sulla storicità dell'AT – hanno affermato che Davide e Salomone e la Monarchia Unita sarebbero nient'altro che invenzioni dei tardi redattori dell'AT per nobilitare un passato modesto;

- un importante archeologo israeliano come I. Finkelstein (Università di Tel Aviv, pur senza condividere le posizioni dei "minimalisti", ha affermato che certi resti archeologici che si riteneva confermassero l'esistenza del regno unitario di Davide e Salomone, sarebbero in realtà più recenti di almeno un secolo e perciò non attribuibili a quei due sovrani; quindi l'archeologia non sosterrebbe l'esistenza di un regno unitario e centralizzato sotto Davide e Salomone.

Queste posizioni costringono perciò a porre alcune questioni: Davide e Salomone sono storicamente esistiti? Se sì, che tipo di stato era il loro regno? Cosa può dire l'archeologia sulla loro epoca?

 

 LA STORICITA' DI DAVIDE E SALOMONE

I testi biblici su questi personaggi sono frutto di una redazione di diversi secoli più recente rispetto al tempo (X secolo a.C.) in cui Davide e Salomone avrebbero regnato. Una parte di questi testi sono racconti leggendari che ingigantiscono e idealizzano un passato che deve essere stato ben più modesto, ma certe pagine contengono probabilmente degli elementi più antichi, anche se difficili da precisare. Perciò, per ragionare sulla storicità di Davide e Salomone, è necessario ricorrere anzitutto a testimonianze extra-bibliche. E poiché in nessun testo egiziano o mesopotamico compaiono riferimenti diretti a Davide e Salomone, occorre guardare all'archeologia.

La "Stele di Dan"

La più importante testimonianza archeologica su Davide è un'iscrizione frammentaria scoperta a Tel Dan nel nord di Israele: due pezzi di una lastra in basalto trovata rotta e riutilizzata come pietra da costruzione. Scritta in aramaico (lingua della zona della Siria), essa esalta una vittoriosa incursione militare nel regno di Israele da parte di un re siriano, probabilmente Hazael di Damasco, verso l'840 a.C., cioè in un'epoca in cui Israele e Giuda erano regni separati: una guerra che fu per entrambi una sconfitta.

La parte più importante dell'iscrizione è la descrizione che Hazael dà dei suoi nemici: [ho ucciso Jo]ram figlio di [Achab] re di Israele e ho ucciso [Achaz]iah figlio di [Joram] re della Casa di Davide. E ho messo [le loro città a ferro e fuoco e ridotto] la loro terra [alla desolazione].

Il regno di Giuda è indicato come "Casa di Davide", col nome dell'antenato fondatore del regno: a meno di 100 anni dalla ipotetica data di morte di Salomone, figlio di Davide, la dinastia regnante in Giuda doveva la sua fama a Davide. Questi non è quindi una più tarda invenzione letteraria.

La "Stele di Mesha"

Il paleografo francese A. Lemaire ha scoperto un altro riferimento alla "Casa di Davide" sulla "Stele di Mesha" (Parigi, Louvre), che risale più o meno agli stessi anni della Stele di Dan e fu eretta anch'essa da un nemico di Israele per commemorare una vittoria, anch'essa poco dopo l'850 a.C. o al più tardi verso l'800.

Mesha re di Moab (territorio a est del Mar Morto) proclama di aver liberato il suo paese dalla dominazione oppressiva del regno di Israele, attuata dal re Omri (880 a.C. circa) e dai suoi successori, e di aver conquistato dei territori israeliti a est del Giordano; verso la fine dell'iscrizione (ma è la parte più rovinata della stele) Mesha si vanta di aver occupato anche delle zone a sud-est del Mar Morto controllate dal regno di Giuda, che è chiamato anche qui "Casa di Davide".

L'iscrizione di Sheshonq

L'egittologo K. Kitchen ha suggerito che il nome di Davide compare in un'iscrizione egiziana del X sec. a.C., contenuta in un rilievo celebrativo di una campagna militare in Palestina del faraone Sheshonq I nel 925 a.C. (citata anche nella Bibbia: 1Re 14,25): vi si elencano molti luoghi toccati dall'incursione egiziana, e tra essi uno situato nella parte meridionale di Giuda che Kitchen traduce come Alture di Davide. Se l'ipotesi è corretta, si tratterebbe della terza citazione extrabiblica del nome di Davide.

 

 QUALE REGNO PER DAVIDE E SALOMONE?

La storicità di Davide non è dunque negabile, e probabilmente neppure quella di Salomone (benché il nome di quest'ultimo non sia mai stato trovato in fonti extrabibliche). Il problema storico del loro regno è essenzialmente la tipologia di stato che essi governarono: si trattava di uno stato unitario, un vero e proprio "piccolo impero" su tutto Israele (come lo presenta la Bibbia) o un'entità più modesta, limitata al solo territorio di Giuda?

 

 L'ARCHEOLOGIA E LA "QUESTIONE DEL X SECOLO"

Problema essenziale: ci sono resti archeologici databili al X secolo a.C. che possano gettare luce sull'epoca di Davide e Salomone? E queste testimonianze offrono indizi dell'esistenza a quell'epoca di un'organizzazione centralizzata tipica di un regno unitario di Israele e Giuda?

Monumenti "salomonici"?

Ricerche archeologiche della prima metà del '900 hanno messo in luce vari resti attribuibili al X secolo a.C.; tra questi una particolare importanza viene data a monumenti ritrovati a Megiddo, Hazor e Gezer, dove secondo la Bibbia (1Re 9,15) Salomone avrebbe fatto elevare imponenti costruzioni. Si è dibattuto soprattutto su tre esempi di porte di città, le "porte a 6 camere", datate al X secolo sulla base della ceramica ad esse associata: tali monumenti sembrano indicare che le tre città furono costruite negli stessi anni secondo un progetto unitario (il che fa pensare alla direzione di un'autorità centrale che controllava unitariamente tutto il paese: proprio come la Bibbia dice per Salomone).

Ma un recente riesame dell'architettura di questi edifici e delle ceramiche associate (da archeologi come I. Finkelstein e D. Ussishkin) indicherebbe come data non il X ma il IX sec. a.C.; i grandi resti architettonici di Megiddo, Hazor e Gezer non proverebbero la grandezza e l'organizzazione del regno salomonico.

Altri archeologi però (soprattutto W. Dever e A. Ben-Tor, che hanno lavorato a Gezer e Hazor, e L. Stager a Megiddo), sulla base di nuovi dati di scavo sostengono la datazione al X sec.

Un elemento interessante viene da Ta'anak: materiali dello strato collegato alla distruzione di Sheshonq sembrano corrispondere a quelli degli strati di Megiddo e Gezer che comprendono i resti monumentali in questione. Ta'anak sembra sostenere la datazione a epoca salomonica per il sorgere a metà X secolo a.C. di centri amministrativi voluti con tutta probabilità da un potere centrale.

E recenti scavi a Tel Rehov (A. Mazar) hanno offerto nuovi riferimenti per una cronologia assoluta (date C14 con misurazioni ad alta precisione) e relativa (paralleli con materiali di Megiddo e Hazor). Rehov è poco dopo 1000 a.C. un insediamento israelitico, con varie vicende costruttive e una distruzione nella 2^ metà del X secolo (dovuta probabilmente all'incursione di Sheshonq: Rehov è infatti nell'elenco dei siti devastati da Sheshonq). La ceramica del livello che precede la distruzione è affine a quella di Megiddo e Hazor in strati riferibili al X secolo, conferma quindi l'attribuzione dei resti monumentali di quelle città a epoca della Monarchia Unita.

Rehov si segnala anche per una curiosa ed importante scoperta: un gran numero di arnie (30 + frammenti di almeno un centinaio di altre) che costituivano un grande alveare (il primo finora scoperto in tutta l'archeologia del Vicino Oriente antico); il ritrovamento indica un'apicoltura specializzata, con produzione su vasta scala e non solo per il mercato locale ma anche per esportazione (si è calcolata una produzione annua di 300-500 kg di miele e 50-70 kg di cera), la cui organizzazione e gestione doveva richiedere un'autorità centrale: indizio dell'emergere di uno stato con capacità amministrative di un certo rilievo.

Gerusalemme

Problema: l'archeologia evidenzia edifici di epoca davidico-salomonica a Gerusalemme? E questi possono segnalarlo come capitale di un regno unitario ampio e centralizzato?

Dato generale: ben poche tracce sono state trovate in Gerusalemme risalenti al X sec. a.C. Ma bisogna tener conto dei limiti oggettivi della ricerca archeologica in Gerusalemme: non si può scavare nell'area del Tempio, il luogo dove più probabilmente sorgevano edifici importanti del tempo di Davide e Salomone; anche in punti più aperti alla ricerca è difficile trovare qualcosa delle fasi più antiche di Gerusalemme, perché la città fu continuamente abitata dal X al VI sec. a.C. e parti più vecchie furono spesso abbattute o reimpiegate per edifici nuovi.

Secondo alcuni, non era una città. La scarsità di resti attribuibili al X secolo ha indotto alcuni studiosi a negare che Gerusalemme nel X secolo fosse un centro importante: secondo l'olandese M. Steiner, i ritrovamenti, riferibili solo a fortificazioni e a qualche edificio pubblico ("Struttura a gradini in pietra" e poco altro), ne farebbero un piccolo centro, costruito a partire dal 900 a.C. circa come sede amministrativa di uno stato regionale. Dunque un modesto centro fortificato, che dirigeva un'entità statale molto più modesta rispetto al quadro biblico della Monarchia Unita. Davide e Salomone non avrebbero nulla a che fare con questa Gerusalemme. Con questa tesi concordano archeologi come Finkelstein e Ussishkin, che negano l'esistenza di uno stato organizzato e unitario su Israele nel X secolo a.C.

Secondo altri, era una città. La studiosa Jane Cahill ha contrapposto alla Steiner una serie di elementi archeologici che attribuiscono al pieno X sec. la costruzione di edifici che segnalerebbero Gerusalemme come una città residenziale anche ai tempi di Salomone. La "Struttura a gradini di pietra", in base a resti ceramici ad essa associati sarebbe da attribuire all'età del Ferro I (1200-1000 a.C.); essa sarebbe poi stata in parte smantellata nel X secolo per sistemarvi nuovi edifici, dunque in un momento di crescita della città al tempo della Monarchia Unita.

Il palazzo di Davide? L'archeologa israeliana Eilat Mazar ha recentemente scoperto vicino alla "Struttura a gradini di pietra", le fondazioni di un grosso edificio pubblico, identificandolo con quel "palazzo di Davide" di cui parla la Bibbia (2Sam 5,11 e 1Cr 14,1). Una datazione al X secolo a.C. sarebbe indicata da ceramica associata a questi resti. Dopo iniziali critiche (Finkelstein, Ussishkin e altri), un riesame del ritrovamento (A. Faust, A. Mazar) ha stabilito che l'edificio fu probabilmente costruito nel Ferro I, assai prima di Davide, che può poi averlo usato come palazzo-fortezza.

In ogni caso, come osserva lo studioso israeliano N. Na'aman, pochi dati archeologici non significano che Gerusalemme fosse un centro insignificante. Come la Gerusalemme del XIV secolo a.C. attestata dalle lettere di el-'Amarna era un centro che governava sotto controllo egiziano un considerevole territorio (e doveva avere un palazzo e una corte con attività di scribi) pur senza che l'archeologia abbia rivelato resti di quell'epoca, così potrebbe essere per la Gerusalemme del X secolo: può benissimo essere stata una vera città, anche dotata di strutture amministrative. Ad esempio, la notizia biblica della campagna militare in Palestina di Sheshonq è confermata da un'iscrizione egiziana: come avrebbe fatto l'autore di 1Re (che probabilmente non scrisse prima del 700 a.C.) a conoscere un fatto di più di 200 anni prima, se non avesse potuto attingere a un testo scritto? Probabilmente nella Gerusalemme di Salomone degli scribi potevano registrare notizie amministrative (il che potrebbe tra l'altro far pensare che nei racconti su Davide e Salomone alcune parti potrebbero riferire tradizioni storiche autentiche del X secolo).

Un tempio. Ed è probabile che anche un tempio, sulle linee di quello salomonico di 1Re 6-7, magari solo più modesto nell'apparato decorativo, esistesse nel X secolo a Gerusalemme. Na'aman ritiene autentico il ricordo biblico di Salomone come costruttore del tempio; Dever e Stager hanno evidenziato strette affinità tra i caratteri attribuiti dalla Bibbia al tempio salomonico e vari esempi di templi messi in luce dall'archeologia in area siro-palestinese: il tempio di 'Ain Dara' e quello di Tell Tayinat (entrambi nella Siria NW).

E' vero però che un confronto tra questi esempi archeologici e la descrizione biblica di 1Re 6-7 deve tener conto che quest'ultima è frutto di una redazione scritta molto più tarda del X secolo: essa può sì essere stata condotta su antiche memorie del tempio di epoca salomonica, ma può anche riflettere solo l'immagine del santuario quale appariva più tardi (con verosimili trasformazioni avute nel corso di alcuni secoli), attribuita al tempo di Salomone per stabilire una continuità ideale tra i primi e gli ultimi tempi della monarchia.

Altri dati archeologici

La monarchia di Davide e Salomone come regno esteso a quasi tutto il territorio della Palestina sembrerebbe sostenuta da altri dati archeologici, ad es. lo studio degli "edifici tripartiti a pilastri" (dell'archeologo americano J. Blakely): costruzioni ampiamente attestate tra XI e X secolo, interpretabili come strutture commerciali controllate dalle autorità lungo vie di commercio. Alcune sono del X secolo a.C. e la dislocazione dei siti che le ospitano corrisponde ai limiti del regno unito di Davide e Salomone ricostruibili 1Re 4,7-19 (che studiosi come B. Halpern e W. Dever hanno considerato riferimento storico attendibile). La mappa archeologica dell'organizzazione dei centri con "edifici tripartiti a pilastri" sembra disegnare l'estensione del regno davidico-salomonico come entità unitaria su buona parte della Palestina.

Gli scavi di Beth Shemesh hanno rivelato per il X secolo a.C. un probabile palazzo di governatore, un sistema di fortificazioni e un'imponente struttura per la conservazione dell'acqua: ulteriore indicazione di un'amministrazione centralizzata al tempo di Davide e Salomone.

Inoltre un complesso monumentale scoperto a Khirbet Queyafa e datato intorno al 1000 a.C. è stato interpretato (ma c'è disaccordo sugli studiosi) come un centro amministrativo e commerciale che controllava la zona di Giuda a SW di Gerusalemme verso la Filistea: possibile indizio dell'esistenza di un'autorità regia e di uno stato centralizzato al tempo in cui si fissa di solito l'epoca di Davide.

Insomma, l'architettura monumentale di questi siti, insieme a quella di Megiddo Hazor e Gezer, proverebbe lo sviluppo del regno salomonico (e non impedirebbe di considerarlo come stato unitario su tutto Israele).

 

BIBLIOGRAFIA

Il presente contributo non ha note, per facilitare la lettura del testo che ha taglio divulgativo. I contenuti si basano sugli studi elencati nella seguente bibliografia.

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Ultima modifica Venerdì 01 Luglio 2016 18:23
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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