Sabato, 25 Novembre 2017
Venerdì 30 Dicembre 2016 15:07

Solennità di Maria SS. Madre di Dio

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– 1 gennaio 2017 -

Omelia di Don Paolo Scquizzato


Prima lettura: Num 6,22-27

 

22Il Signore parlò a Mosè e disse: 23«Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: «Così benedirete gli Israeliti: direte loro:

24Ti benedica il Signore

e ti custodisca.

25Il Signore faccia risplendere per te il suo volto

e ti faccia grazia.

26Il Signore rivolga a te il suo volto

e ti conceda pace».

27Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

 

 

Salmo: 66


Rit.: 2 Dio abbia pietà di noi e ci benedica,

Alleluia, Alleluia, Alleluia.



2 Dio abbia pietà di noi e ci benedica,

su di noi faccia splendere il suo volto;

3 perché si conosca sulla terra la tua via,

la tua salvezza fra tutte le genti. Rit.

5 Gioiscano le nazioni e si rallegrino,

perché tu giudichi i popoli con rettitudine,

governi le nazioni sulla terra. Rit.

6 Ti lodino i popoli, o Dio,

ti lodino i popoli tutti.

8 ci benedica Dio e lo temano

tutti i confini della terra. Rit.



Seconda lettura: Gal 4,4-7


4Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. 6E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!». 7Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

 

 

Canto del Vangelo: Eb 1,1-2


Alleluia, alleluia!

molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, 2ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio

Alleluia!



Vangelo: Lc 2,16-21


6In quel tempo, i pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

21Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

 

OMELIA


"Vergine Madre, figlia del tuo figlio, in cui il suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura" (Dante).

Maria viene oggi celebrata come Madre di Dio.

Ma non è l'essere divenuta Madre di Dio a rendere grande Maria – (questa è opera dell'Amore) – ma il suo sì, la sua disponibilità all'azione di un Altro in sé. Ciò che rende grande la creatura è riconoscersi tale, 'opera di un altro'.

Maria, la 'benedetta tra tutte le donne', sconosciuta perfino a se stessa, fa ora della sua vita un oblio di sé, spazio vuoto per l'accadere di Dio.

Laddove non c'è più l'io, c'è Dio.

Maria, Madre di Dio, è solo terra feconda. Semplice campo arato, perché il seme vi possa cadere e sbocciare. Poi sarà il seme a fare il suo corso: «dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso [il contadino] non lo sa» (Mc 4, 27); l'energia, la potenzialità sta tutta racchiusa nel seme, chiede solo un terreno in cui poter portare frutto.

Maria è madre paziente. Ha atteso nove mesi come tutte le madri, poi prende tra le braccia la carne della sua carne, perché Dio non scavalca mai l'umano, non avendo strade preferenziali.

Con Gesù impariamo che i tempi di Dio son quelli dell'uomo, della natura, della maturazione, dell'attesa. L'amore sa aspettare.

Maria è madre della fatica del capire. Con la calma propria degli amanti è divenuta discepola del suo figlio. L'assurdo, il dubbio, la domanda non l'hanno risparmiata se un giorno s'è recata da Gesù con l'intento di riportarselo a casa ritenendolo impazzito (cfr. Mc 3, 21).

Maria la madre, non è stata preservata nemmeno dal dolore.

L'amore non toglie l'amato dalla sofferenza, ma accompagna, sta accanto e con-patisce. Dopo una vita passata a maturare alla luce del figlio, non è divenuta Madonna, ma discepola, aggrappata al patibolo infame, scoprendo lentamente che a compiere una vita, non è l'essere integerrimi di fronte alla Legge divina (cfr. Lc 2, 22.23.39) ma un amore capace di andare sino alla fine.

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA


Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

  • i pastori andarono, senza indugio, ...... e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino,

  • non è l'essere divenuta Madre di Dio a rendere grande Maria – (questa è opera dell'Amore) – ma il suo sì, la sua disponibilità all'azione di un Altro in sé.

Buon cammino!!



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Ultima modifica Mercoledì 04 Gennaio 2017 20:58
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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