Domenica, 24 Settembre 2017
Giovedì 24 Agosto 2017 14:29

XXI Domenica del Tempo Ordinario – Domenica 27 agosto 2017 In evidenza

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Anno A

Omelia di Paolo Scquizzato

Prima lettura: Is


Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo:

«Ti toglierò la carica,

ti rovescerò dal tuo posto.

In quel giorno avverrà

che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;

lo rivestirò con la tua tunica,

lo cingerò della tua cintura

e metterò il tuo potere nelle sue mani.

Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme

e per il casato di Giuda.

Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide:

se egli apre, nessuno chiuderà;

se egli chiude, nessuno potrà aprire.

Lo conficcherò come un piolo in luogo solido

e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».

Parola di Dio



Salmo: 137

Rit. Signore il tuo amore è per sempre.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca.

Non agli dèi, ma a te voglio cantare,

mi prostro verso il tuo tempio santo. Rit.

 

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,

hai accresciuto in me la forza. Rit.

 

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l'umile;

il superbo invece lo riconosce da lontano.

Signore, il tuo amore è per sempre:

non abbandonare l'opera delle tue mani. Rit.

 

 

Seconda lettura: Rm 11, 33-36

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!

Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?

O chi mai è stato suo consigliere?

O chi gli ha dato qualcosa per primo

tanto da riceverne il contraccambio?

Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.

Parola di Dio



Canto al Vangelo (Mt 16,18)


Alleluia, alleluia.

Tu sei Pietro e su questa pietra

edificherò la mia Chiesa

e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

Alleluia.



Vangelo: Mt 16,13-20


In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Parola del Signore



OMELIA

Il Vangelo è racconto di una persona, non esposizione di un'idea, per cui essere cristiani non significa essere ortodossi (credere rettamente ad una dottrina) ma vivere l'ortoprassi (ciò che Gesù ha detto e fatto).

Dio non è da definire o da credere, è da vivere.

Gesù domanda ai suoi: Chi sono io per te? (cfr. v. 15). Ossia, cosa c'entro con la tua vita?

I religiosi risponderanno, come sempre, con sentenze dogmatiche e verità assolute: accettare tutte le verità di fede, il Catechismo della Chiesa Cattolica, professare la fede nel Credo domenicale, ma in fondo questo è il modo migliore per non lasciarsi toccare la vita, non essere disturbati, non sporcarsi le mani. I religiosi son coloro che pensano di conoscere Dio nella misura in cui lo 'pensano', come presumere di dissetarsi limitandosi a pensare la formula dell'acqua.

Aver fede, seguire Gesù, insomma essere cristiani significa giocarsi la vita in ciò che lui ha indicato come il segreto della felicità, o se vogliamo come salvezza: impegnarsi per la giustizia, la pace, la tolleranza e la libertà degli umani.

D'altra parte Gesù non s'è limitato a fare catechesi su Dio, ma l'ha reso presente, l'ha incarnato nella sua persona solidarizzando con gli ultimi. A Giovanni Battista che chiedeva ragione a Gesù del suo essere l'inviato di Dio, Gesù risponde: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia» (Lc 17, 22).

La risposta di Pietro potrebbe essere tradotta così: Tu sei l'atteso del mio cuore. Sei acqua per la mia sete inestinguibile, e io mi son dissetato perché ti ho bevuto. Sei la luce che fa sbocciare vita dalla povera zolla di terra che sono. Perché «un Dio che non faccia fiorire l'umano non merita che ad esso ci dedichiamo» (D. Bonhoeffer).

Ma occorre non dire a nessuno che egli è il Cristo (v. 20), almeno sino a quando Gesù non sarà elevato da terra. Detto in altre parole, è del tutto inutile 'dire' le grandi verità di fede se non lo s'incarna nel mondo attraverso la modalità dell'amore che va fino alla fine (la croce). Ogni conoscenza di Dio che non passa dal crogiuolo della croce, dall'amore verso i fratelli è falsa e demoniaca. Se si fa esperienza dell'amore, impareremo ad abbandonare tutte le nostre immagini distorte di Dio che ci portiamo dentro, e finalmente impareremo a riconoscerlo in tutti i crocifissi che chiedono di essere accolti. Smetteremo così di fare domande su Dio – e ancor più a dare risposte – imparando a stare con lui rispondendo alle invocazioni dei poveri che domandano un di più di vita.

 


CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

• «Ma voi, chi dite che io sia?»

 • essere cristiani significa giocarsi la vita in ciò che lui ha indicato come il segreto della felicità

 

 

Buon cammino!

Se hai bisogno di una scheda per guidare la "Liturgia della Parola" sulle letture di questa domenica la troverai qui:

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola"

 

 

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Ultima modifica Venerdì 25 Agosto 2017 15:05
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini

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