Martedì, 23 Gennaio 2018
Venerdì 12 Gennaio 2018 16:11

II Domenica del tempo Ordinario

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– Domenica 14 Gennaio 2018 -

Anno B

- don Paolo Squizzato

Prima lettura: 2Sam 3,3-10.19

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Salmo: 39

Rit. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio. Rit.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo». Rit.

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». Rit.

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. Rit.


Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Seconda lettura: 1Cor 6,13-15.17-20

Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,41.17b )

Alleluia, alleluia.

«Abbiamo trovato il Messia»:
la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.

Alleluia

Vangelo: Gv 1,35-42

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore

OMELIA

‘Dove stai di casa’, domandano i discepoli del Battista a Gesù.  

Abbiamo tutti desiderio di una casa. Desiderio è l’altro nome della nostalgia. Abbiamo nostalgia di un luogo dove far riposare il cuore, smarrito chissà quando. Ogni luogo in cui ci rifugiamo, che non sia dove si vive l’amore, è solo una tana, un sepolcro.  Rischiamo d’investire una vita intera in sforzi, energie, denari, affetti nel costruirci la nostra tana, un luogo protetto, sicuro, dove stare bene e vivere possibilmente a lungo.  Gesù nel Vangelo di oggi, indica che l’unico vero modo per “trovare casa” è seguirlo: «Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore». Se uno serve me, il Padre lo onorerà» (Gv 12, 26); «Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io» (Gv 17, 24).

Al nostro cuore malato di nostalgia, inquieto e smarrito, Gesù si fa incontro ‘voltandosi’ (v. 38). All’uomo in ricerca, Dio si mette in sua ricerca, facendosi trovare e donando il suo stesso volto: «Cosa cercate?» (v. 38). Cosa cerchiamo? Questa è la domanda fondamentale. Cosa stiamo cercando col nostro vivere?

«Venite e vedrete» (v. 39). I discepoli si muovono, sperimentano, gustano l’amore fattosi Presenza. E rimangono con lui.

«Erano circa le quattro del pomeriggio» (v. 39), ovvero l’ora in cui si cessava di lavorare nei campi, l’ora del riposo. Fatta esperienza dell’Amore, il nostro cuore inquieto può finalmente trovare riposo. E l’umano può vivere il primo incontro fondamentale, quello col suo fratello. Infatti Andrea incontra Simone (v. 41). Si va così a ricostituire ciò che si era frantumato all’inizio, quando Caino uccise Abele, la fraternità. Ma ora tutto è ricomposto; l’uomo, fatta esperienza dell’amore che è venuto a cercarlo, può andare in cerca del fratello smarrito da sempre e riabbracciarlo. Ma non solo, ora Simone, ritrovato il fratello, può – solo ora – ricevere il suo vero nome, quello che lo definisce, che lo fa rinascere: «Tu sarai chiamato Cefa» (v. 42). È sempre l’altro che mi raggiunge nell’amore a dirmi chi sono, a definirmi. Ristabilita la fraternità scopriamo chi siamo veramente. Incontrato Cristo, l’Amore, è possibile incontrare l’altro come fratello e quindi se stessi nella propria verità; è possibile ristabilire quell’amicizia come consapevolezza di essere tutti figli di un Padre che altro sogno non ha che di trovarsi la casa piena di uomini e donne che si sentono finalmente figli e quindi fratelli fra loro.

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

• Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!».

• «Cosa cercate?», «Venite e vedrete».

Buon cammino!

Se hai bisogno di una scheda per guidare la "Liturgia della Parola", sulle letture di questa domenica, la troverai qui:

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola

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Ultima modifica Venerdì 12 Gennaio 2018 16:47
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini