Martedì, 25 Settembre 2018
Giovedì 08 Febbraio 2018 18:25

VI Domenica del tempo Ordinario

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– Domenica 11 Febbraio 2018 -

   Anno B

   - don Paolo Squizzato

Prima lettura: Lv 13,1-2.45-46


Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
«Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.

Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.

Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

Amen

Salmo: 31

Rit. Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.


Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa

e coperto il peccato.

Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto

e nel cui spirito non è inganno. Rit.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,

non ho coperto la mia colpa.

Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»

e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. Rit.

Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!

Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia! Rit.

Seconda lettura: 1Cor 10,31-11,1

Diventate miei imitatori come io lo sono di Cristo.

Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.

Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.

Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 7,16)

Alleluia, alleluia.

Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.

Alleluia


Vangelo: Mc 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore

OMELIA

La lebbra era, all’epoca di Gesù, il gradino più basso della condizione dei senza-dignità in Israele. Condannati a vivere fuori dai centri abitati, i lebbrosi erano semplicemente dei morti viventi. Esclusi dalla famiglia, dal contesto sociale e soprattutto dal mondo religioso, vivevano da castigati da Dio, in quanto la lebbra era l’impietosa visibilizzazione dei peccati commessi (Nm 12, 9-10; 2Sam 3, 2). La bibbia ricorda inoltre che il lebbroso “è come uno a cui suo padre ha sputato in faccia” (Nm 12, 14), come “un bambino nato morto” (Nm 12, 12), e che neanche dopo la morte sarà simile agli altri, perché semplicemente non è.

La lebbra rappresenta il nostro limite, sono gli spazi d’ombra che facciamo fatica ad accettare, in grado di separarci da noi stessi e dagli altri. Io sono un ‘lebbroso’ quando mi trovo a pensare che non merito di essere avvicinato da nessuno, che sono un fallito, un buono a nulla; sporco per il peccato commesso, tanto da ritenermi inadatto di avvicinarmi anche a Dio. Ebbene, il Vangelo di oggi ci mostra che tutto ciò che sembra allontanarci da noi stessi, dagli altri e da Dio, risulta invece come la possibilità dell’incontro col Gesù che guarisce. Non c’è una zona d’ombra che abbia il potere di allontanarci dalla vita, e quindi da Dio, il nostro male e il nostro bisogno di guarigione si rivelano come diritto ad avvicinarci a lui.

Occorre solo far emergere l’ombra che ci abita, toglierci le maschere che coprono i nostri volti e quindi le nostre storie deturpate dal male e porle dinanzi al suo volto di compassione e alla sua mano che tocca e risana.

«Lo voglio» (v. 41b). Bellissimo. Il Dio di Gesù vuole solo ‘figli guariti’, a differenza del dio della Legge e della religione che vuole unicamente ‘servi migliori’.

Gesù guarendo con una carezza, ci ricorda che la religione, di ieri e di oggi, ha il potere di distinguere le persone in puri ed impuri. Di separare i giusti dai peccatori, quelli che ce la fanno a forza di prestazioni dai fragili e i recidivi. Ma non c’è bestemmia più grande che separare le persone in nome di Dio o di una presunta legge religiosa. Il giudizio morale non genererà mai vita, l’amore che trascende i confini del giudizio sì.

Dio non ha figli ‘santi’ e ‘peccatori’, ma solo uomini e donne assetati di felicità, con un’incredibile desiderio di essere amati.

Per secoli abbiamo tenuto fuori dal confine della Chiesa, tutti coloro che in nome di una legge solamente umana, ammantata da ‘volere divino’, si sono ritenuti lebbrosi, impuri, e intoccabili, quelli che ‘non son dei nostri’, chi la pensa diversamente, chi si lascia muovere dalla propria coscienza, le donne, i malati di mente, i mancini, gli omosessuali, i divorziati risposati, e la lista potrebbe essere lunghissima. In nome di un dio fittizio e diabolico, ovvero separatore, abbiamo diviso l’umanità in due parti, di cui una destinata a cadere sotto il tremendo giudizio divino, ossia della Chiesa. Ma Dio non è un giudice celeste, è solo forza vitale che si espande all’interno dell’umano – qualsiasi umano – perché come fiore possa giungere a sbocciare di bellezza e pienezza d’essere.

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

  • …. un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!»

  • Il Dio di Gesù vuole solo ‘figli guariti’, a differenza del dio della Legge e della religione che vuole unicamente ‘servi migliori’.

Buon cammino!

Se hai bisogno di una scheda per guidare la "Liturgia della Parola", sulle letture di questa domenica, la troverai qui 

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola”

 

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Ultima modifica Giovedì 08 Febbraio 2018 19:05
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini