Martedì, 14 Agosto 2018
Venerdì 06 Aprile 2018 14:43

II Domenica di Pasqua – Domenica 8 Aprile 2018 -

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  Anno B

  - don Paolo Squizzato

Prima lettura: At 4,32-35

Un cuore solo e un’anima sola.

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.

Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.

Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Amen

Salmo: 117

Rit. Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Dica Israele:

«Il suo amore è per sempre».

Dica la casa di Aronne:

«Il suo amore è per sempre».

Dicano quelli che temono il Signore:

«Il suo amore è per sempre». Rit.

.

La destra del Signore si è innalzata,

la destra del Signore ha fatto prodezze.

Non morirò, ma resterò in vita

e annuncerò le opere del Signore.

Il Signore mi ha castigato duramente,

ma non mi ha consegnato alla morte. Rit.

La pietra scartata dai costruttori

è divenuta la pietra d’angolo.

Questo è stato fatto dal Signore:

una meraviglia ai nostri occhi.

Questo è il giorno che ha fatto il Signore:

rallegriamoci in esso ed esultiamo! Rit.


Seconda lettura: 1Gv 5,1-6

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.

In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.

E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 9,7)

Alleluia, alleluia.

Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;

beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

Alleluia

Vangelo: Gv 20,19-31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore

OMELIA

Strano tipo questo Tommaso. Un giorno, se ne uscì con questa bella frase ad effetto: «Andiamo anche noi a morire con lui» (Gv 11, 16). Tommaso è un coraggioso; è il discepolo pronto anche a morire per Gesù. Un vero credente in Dio, verrebbe da dire. Disposto a dare la vita per i ‘grandi valori’, testimoniando così il suo essere cristiano.

Ma a dirla tutta, Tommaso sarà anche uomo che ama, ma senza speranza. E un amore senza speranza si chiama disperazione.

Tommaso crede in Dio ma non riesce a credere all’amore. Non crede che l’amore possa andare oltre la morte, e così risplendere per sempre. Non crede insomma alle parole del maestro: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24).

Quel giorno nel Cenacolo, i suoi compagni gli raccontano che il chicco di grano che fu sepolto il venerdì santo ora è fiorito, ma lui non può crederci. È stato anni con Gesù, l’ha seguito, ha pregato con lui, ha camminato con lui, ma in realtà non ha mai avuto fede in lui, perché la fede è «credere all’amore che Dio ha per noi!» (cfr. 1Gv 4, 16), è credere che l’amore – più forte della morte – rimane fedele, aldilà di tutto e oltre ogni infedeltà e fragilità.

Ecco in cosa consiste la disperazione di Tommaso: nell’essere disposto a sacrificarsi per un qualcosa che è destinato comunque alla tomba, al fallimento, a finire. Questo morire per un’idea, seppur altissima, si chiama ideologia.

La questione non è schierarsi tra le file dei credenti o dei non credenti. Perché in ultima analisi, il credente afferma ciò che l’ateo nega. Ed entrambi affermano e negano un dio che non esiste.

La questione è piuttosto amare l’impossibile, sapendo che in questo modo il frutto sarà abbondante e il raccolto avrà il sapore della gioia, della pace, della benevolenza e della mitezza (cfr. Gal 5, 20).

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

  • «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi»

  • Tommaso non …. crede che l’amore possa andare oltre la morte, e così risplendere per sempre.

Buon cammino!

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola”

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Ultima modifica Venerdì 06 Aprile 2018 14:56
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini