Mercoledì, 20 Novembre 2019
Giovedì 18 Aprile 2019 18:45

Domenica di Pasqua - 21 Aprile 2019

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Anno C

 

Omelia di Don Paolo Scquizzato,

 

Prima lettura: At 10,34a.37-43

34Pietro allora prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, 35ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 37Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, 41non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. 43A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Salmo: 117

Rit.: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci!

1 Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

2 Dica Israele:
»Il suo amore è per sempre». Rit.

 

la destra del Signore ha fatto prodezze,

16 la destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.

17 Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. Rit.

 

22 La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.

23 Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. Rit.

 

Seconda lettura: Col 3,1-4

1 Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; 2rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. 3Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! 4Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Canto del Vangelo: 1Cor 5,7-8

7Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! 8Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.

Vangelo: Gv 20,1-9

«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti».(Gv 20, 1-9)

OMELIA

 

Dopo il fatto della morte per crocifissione di Gesù, accadde qualcosa. I discepoli, che lo abbandonarono il venerdì, al ‘primo giorno’ della settimana hanno di lui una considerazione diversa, nuova. Qualsiasi cosa sia stato l’evento ‘pasqua’, per le loro vite deve essere stato sconvolgente.

Ora, questo ‘evento’ è stato raccontato dal Nuovo Testamento in cinque modalità diverse, e tutte profondamente divergenti tra loro, come già avvenne per i racconti dell’infanzia di Gesù.

Solo due esempi: le donne videro Gesù risorto al sepolcro? Marco dice sì (ma solo nella versione spuria, ossia quella aggiunta successivamente dalla Chiesa, dato che il Marco autentico non racconta alcun incontro col risorto); Matteo dice sì; Luca no. Per Giovanni sì ma la Maddalena lo incontrò solo durante la seconda visita al sepolcro. Nella prima non incontrò nessuno.

Dove avvenne l’incontro del risorto con in suoi? Marco, attraverso un angelo, invita le donne ad andare in Galilea (nord Israele) perché là lo vedranno. Ma da Marco non sapremo mai se questo incontro avvenne o meno.

Per Matteo l’incontro avvenne di certo in Galilea. Luca invece afferma che il risorto non fu mai visto in Galilea ma solo a Gerusalemme (sud d’Israele) o comunque in un villaggio vicino (Emmaus). Per Giovanni di certo a Gerusalemme.

E ancora, chi è stato il primo a vedere il risorto? Per Paolo (il primo a scrivere su Gesù) fu Pietro. Per Marco – s’è detto – nessuno ha visto il risorto. Matteo dice le donne al sepolcro; Luca afferma che videro Gesù solo due suoi discepoli nel villaggio di Emmaus; Giovanni invece Maria Maddalena da sola.

Le incongruenze sarebbero troppe per essere ricordate tutte. Ma da tutte queste sorge prepotente una domanda: la risurrezione di Gesù fu fisica? Gesù è uscito col suo corpo biologico da quel sepolcro? E se sì, perché un evento così importante, anzi fondamentale per la fede cristiana, non è stato raccontato con precisione?

Non è questa certo la sede per dissertare su tale questione, ma ascoltando anche solo Paolo, la risposta parrebbe negativa. Gesù è veramente risorto ma non realmente. Attenzione, c’è un abisso tra verità e realtà.

Un solo esempio, Paolo in 1Cor 15, 5-7 fa un elenco delle persone a cui apparve il Cristo risorto, e – con sorpresa – include anche sé stesso. Ma noi sappiamo che quando Paolo vive l’esperienza della cosiddetta risurrezione di Gesù, gli eventi riguardanti il Nazareno son già passati da circa sei anni. Allora di quale ‘risorto’ Paolo fa esperienza? Credere nel Cristo risorto non potrà voler dire fare esperienza del risorto nella vita, in una modalità così forte, grande, feconda da sperimentare la propria vita risorta? Paolo può aver fatto proprio l’invito di Gesù espresso in Giovanni: «Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto»? (Gv 20, 24-29).

Nel Marco autentico (primo evangelista a scrivere) non c’è apparizione del risorto ad alcuno: le donne scappano piene di paura; poi, nei vangeli e nei decenni successivi, la risurrezione diviene sempre più cosa fisica, tanto che le medesime donne s’aggrapperanno addirittura ai piedi del risorto.

Cosa successe dunque tra la morte del maestro e la potenza, l’energia che indusse i discepoli a cercare di edificare un mondo diverso fondato sull’insegnamento di Gesù? Probabilmente la lenta e progressiva comprensione che giocandosi la vita sullo stile vissuto dal Nazareno, si sperimenta la vita risorta, già qui su questa terra. Che il confine tra cielo e terra, tra umano e divino è stato infranto nella vita stessa di Gesù, e ora, vivendo come lui, tutto questo è possibile viverlo nella propria carne. E forse soprattutto la convinzione che vivendo in modo umano ci si trasforma da esseri vivi a esseri viventi, che donando la propria vita all’altro si vince la morte nella propria vita, giungendo così a sbocciare come essere umani.

Infondo il più bel testo sul significato della pasqua ce lo ha consegnato proprio Giovanni nella sua prima lettera, quando dice: «Noi sappiamo di essere [già ora] passati dalla morte alla vita [risorti] perché amiamo i fratelli» (1Gv 3, 14).

Ciò che avverrà della mia vita dopo la morte biologica non lo so. Sono convinto che verrà trasformata, come ogni altra cosa in natura, perché il seme muore e sorge lo stelo di grano, il bruco muore e la farfalla comincia a volare, la goccia d’acqua s’infrange nell’oceano e l’acqua della goccia s’unirà alla vastità dell’oceano, ossia l’amore e quindi la vita di Dio, perché nulla si distrugge ma tutto si trasforma.

Credere in una risurrezione ‘senza miracolo’ non fa torto alla mia ragione e fonda al contempo la mia speranza.

 

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

"8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti»."

«Noi sappiamo di essere [già ora] passati dalla morte alla vita [risorti] perché amiamo i fratelli»

Buon cammino!

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola"

 

 

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Ultima modifica Mercoledì 15 Maggio 2019 17:06
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini