Martedì, 12 Novembre 2019
Mercoledì 30 Ottobre 2019 10:05

Bibbia: "I TESTIMONI" PIÙ ANTICHI In evidenza

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PAPIRI

I reperti scritti più antichi del NT gggi noti sono frammenti di papiri, a volte anche molto piccoli, contenenti poche lettere spesso danneggiate. Sono stati ritrovati tutti in Palestina o in Egitto, luoghi caratterizzati da un clima molto secco, ideale per la conservazione dei papiri anche dopo duemila anni. Inoltre sono tutti scritti in greco, la lingua "ufficiale" del Nuovo Testamento.

 

- Il testimone più antico del NT é P(52) (conservato alla John Rylands Library di Manchester), contiene un frammento di Gv 18 ed è datato al 125 (pur con qualche voce dissenziente dal momento che la datazione proposta è paleografica, basata sull'analogia dello stile di scrittura con quello di altri papiri, e quindi non è certa); il frammento è scritto su entrambi i lati, "appartiene quindi ad un codice che in origine doveva essere composto da 66 fogli - 132 pagine - del formato 21 cm x 20 cm ospitante il solo Vangelo di Gv): il "recto" contiene Gv 18,31-33, il "verso" Gv 18,17-38. ll Vangelo di Giovanni è uno scritto relativamente tardo, presumibilmente della fine del I secolo; ora tra l'originale di G e P52 sarebbero passati pochi decenni e questo fatto è notevole: nessun'altra opera dell'antichità ha reperti manoscritti così vicini all'originale;

-vengono subito dopo come antichità P(90) (oggi alla Sckler Library di Oxford), del Il secolo, che contiene Gv 18, 36-19 ,7, e P(98) (all'lnstitut Français d 'Archéologie Orientale, Il Cairo), anch'esso probabilmente del Il secolo, che contiene Ap 1,13-2,1 (è Il frammento in assoluto più antico che si conosca dell'Apocalisse);

- al 180-200 è datato P(46), che consta di 86 fogli (una parte presso Ia Chester Beatty library di Dublino, un'altra parte nella Ann Arbor Library dell'Università del Michigan) contenente ampi stralci di otto lettere di Paolo o paoline ((Rm, 1-2(Cor, Gal, Ef, Fi, Col, 1Ts) + Eb. Ma di recente è stata proposta per questo papiro, su basi paleografiche, una retro-datazione addirittura a fine I secolo, quindi a pochi decenni dopo la vicenda di Paolo! Nonostante certi errori ortografici; P46 è stato scritto da un copista professionale e competente: in alcuni punti si notano spazi o croci perché probabilmente il copista non era riuscito a capire alcune lettere o parole del manoscritto a cui attingeva e quindi, molto correttamente, non aveva "interpretato di testa propria l'originale;

- verso il 200 è datato P(66) (alla Biblioteca Bodmer di Cologny presso Ginevra), di 104 pagine, contenente gran parte di Gv (i primi 14 capitoli quasi completi, e una buona parte dei restanti); ma una recente ridatazione secondo alcuni studiosi ricollocherebbe la data di stesura di questo papiro al 125 d.C. circa;

- sempre al 200 o poco prima è datato P(64) (del Magdalene College di Oxford), 3 frammenti di un papiro scritto sui 2 lati che contiene passi di Mt 26; P(64) è stato oggetto di una forte discussione dopo metà anni '90, quando uno studioso ha proposto di retrodatarlo su basi paleografiche, addirittura al pieno I secolo/tra 30 e 70 d.C., datazione che, se confermata farebbe scalpore perché proverebbe che il vangelo di Matteo è molto antico ed è stato scritto veramente a ridosso della vicenda storica di Gesù; l'ipotesi è stata però contestata da molti studiosi; 

- verso il 200 è anche databile P(32) (della John Rylands library di Manchester) che riporta alcuni versetti della lettera a Tito;

- alla collezione Bodmer appartiene l'Importantissimo P(75) (da alcuni anni però trasferito alla Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma), di 102 pagine quasi tutte molto ben conservate, con parti dei Vangeli di Lc e Gv, e datato tra il 175 ed il 225. E' uno dei "testimoni" più importanti del NT, per la sua antichità e somiglianza con il testo del Codex Vaticanus (uno dei più antichi codici in pergamena che contengono praticamente tutto il NT) e perché sembra opera di un copista competente e professionale; tra i vari papiri è considerato il migliore e il più attendibile, e la moderna critica testuale lo ritiene uno dei documenti principali su cui ricostruire il testo del NT. E' 

E' altamente probabile che P(75) e il Codex Vaticanus abbiano avuto un antenato comune, più antico del P(75); entrambi i manoscritti verrebbero ad essere quindi molto simili al testo di questo documento antenato e dal confronto del testo di B e P75 sarebbe possibile ricostruire con notevole precisione il testo dal quale sono derivati, certamente molto antico. Disporre di questo testo ricostruito da P75 e B non significa avere il testo così come è uscito dalla penna degli autori di Luca e Giovanni, ma riportarsi comunque a date molto antiche;

- al 200-250 è ascrivibile P(45) (Chester, Beatty Library di Dublino), costituito "da porzioni (mal conservate) di 30 fogli contenenti brani dai quattro Vangeli e dagli Atti;

- a metà del lII secolo risale P(47) (Chester Beatty), che riporta parti dell'Apocalisse;

- sempre del Ill secolo, P(72) (Bodmer) contiene il testo di alcuni scritti apocrifi e, per il NT, la più antica copia conosciuta dell'epistola di Giuda e "delle due di Pietro (la parte contenente queste ultime due fu donata nel 1969 da Mardn Bodmer a Paolo VI ed è attualmente conservata in Vaticano).

- sempre nel lII secolo vanno posti P(4) (Bibliothéque Nationale de France a Parigi), che contiene parti del Vangelo di Luca, e 

P(5) (British Library di Londra) con parti del Vangelo di Giovanni.

 

MANOSCRITTI SU PERGAMENA

 

Dei manoscritti maiuscoli i più importanti sono i seguenti.

 - 'aief (o S) o 01 o codex Sinaiticus: è del IV sec. e originariamente conteneva tutta la Bibbia greca; ora contiene comunque tutto il NT. E' di fondamentale importanza anche per la qualità. Scoperto a metà 800 nel monastero greco-ortodosso di Santa Caterina sul Monte Sinai, oggi è conservato in luoghi diversi: la parte più corposa (346 fogli) è alla British Library di Londra. Il testo, onciale a scriptio continua, è disposto su 4 colonne per foglio, con 48 linee per colonna. Molti studiosi lo ritengono scritto attorno al 370 d.C., poiché vi sono presenti i "Canoni di Eusebio" (assenti invece nel Codex Vaticanus, che dovrebbe essere un po' anteriore). Il testo è molto simile a quello del Codex vaticanus.

- A o 02 o Codex Alexandrinus: è del V secolo (secondo alcuni, della fine del IV) e oggi è conservato al British Museum di Londra. Consta ai 773 fogli e ogni pagina è a 2 colonne di una cinquantina di linee; è un onciale in scriptio continua. Contiene AF e NT con lacune: per il NT mancano quasi tutto Mt, due capitoli di Gv e parte di 1Cor. E' di qualità varia, a seconda dei libri, che furono copiati da mani diverse; il testo dei Vangeli risulta più chiaro e scorrevole rispetto ai codici Vaticano e al Sinaitico, ma ciò sarebbe stato ottenuto modificando in più punti il testo sorgente più antico (cambiando vocaboli e armonizzando passi paralleli): per questo la parte di Vangeli e Atti è considerata meno attendibile rispetto ad altri codici; invece per il resto del NT il testo appare molto meno rielaborato ed è considerato molto affidabile per le Iettere di Paolo, le epistole "cattoliche" e Ap (di quest'ultimo è considerato il miglior testimone).

- Bo 03 o codex Vaticanus (Biblioteca Apostolica Vaticana di Roma): è della prima metà del IV secolo (forse intorno al 325 d.C.) e contiene AT e NT con lacune: per il NT mancano alcune lettere (1 e 2Tm, Tt e Flm) e Ap; vi manca inoltre (come nel Codex Sinaiticus) il finale del Vangelo di Marco (Mc 16,9-20). Consta di 733 pagine, il testo è organizzato in tre colonne per ogni pagina, ciascuna mediamente di 10 righe. E' un onciaie a scriptio continua. Nel corso dei secoli il codice ha subito alcune varianti e aggiunte, oltre che restauri. Non si sa dove sia stato originariamente scritto, si pensa in Egitto. Riguardo al NT, B può essere definito "il" manoscritto per eccellenza: il suo testo è considerato il migliore e più autorevole tra tutti quelli disponibili e avrebbe, sulla base delle analisi e dei confronti con gli altri documenti, una grande probabilità di essere conforme alle copie più antiche del NT.

- D o G5 o Codex Bezae Cantabrigensis (Università di Cambridge): è degli inizi del V secolo. Conta di 406 fogli (in origine erano probabilmente più di 500) ed è bilingue: con il testo greco sulla pagina sinistra e quello latino sulla destra; è scritto su una sola colonna per pagina. Contiene i Vangeli (nell'ordine Mt, Gv, Lc, Mc), parte di At e la 3Gv.-


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Ultima modifica Domenica 10 Novembre 2019 17:48
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini