Venerdì, 13 Dicembre 2019
Lunedì 18 Novembre 2019 17:58

L'importanza di Paolo nell'apertura ai pagani

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La chiamata di Paolo ad essere apostolo ebbe un particolare significato per lo sviluppo della missione cristiana tra le "genti". Cresciuto a Tarso, luogo di confine tra il mondo orientale semitico e quello occidentale-greco, membro a pieno titolo dell'impero romano in quanto civis romanus, egli era aperto al mondo ellenistico: si recò in Asia Minore, in Macedonia, in Grecia e a Roma, per proclamare Gesù soprattutto nei grandi centri. Paolo evangelizzò in tutto il bacino orientale del Mediterraneo e, anche se nei suoi grandi viaggi missionari poté creare solo dei capisaldi, fu il più importante missionario tra i pagani, perché il veloce sviluppo del cristianesimo come Chiesa di popoli lo si deve soprattutto al suo pensiero teologico e all'instancabile impegno della sua persona

Testi di S. Paolo

1Cor 15,3-8

[3] A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, [4] fu sepolto ed è risorto il terzo giorno secondo le Scritture, [5] e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. [6] In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. [7] Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. [8] Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

Gal 1, 10-24

[13] Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, [14] superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com'ero nel sostenere le tradizioni dei padri. [15] Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque [16] di rivelare in me suo Figlio perché lo annunciassi in mezzo ai pagani, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, [17] senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. [18] In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; [19] degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. [20] In ciò che vi scrivo - lo dico davanti a Dio - non mentisco. [21] Poi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia. [22] Ma non ero personalmente conosciuto dalle Chiese della Giudea che sono in Cristo; [23] avevano soltanto sentito dire: "Colui che una volta ci perseguitava, ora va annunciando la fede che un tempo voleva distruggere". [24] E glorificavano Dio a causa mia.

Gal 2,1-14

[1] Quattordici anni dopo, andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba, portando con me anche Tito: [2] vi andai però in seguito ad una rivelazione. Esposi loro il vangelo che io annuncio tra i pagani, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano. [3] Ora neppure Tito, che era con me, sebbene fosse greco, fu obbligato a farsi circoncidere.

[4] E questo proprio a causa dei falsi fratelli che si erano intromessi a spiare la nostra libertà che abbiamo in Cristo Gesù, allo scopo di renderci schiavi. [5] Ma a loro non cedemmo, non sottomettendoci neppure per un istante, perché la verità del Vangelo continuasse a rimanere salda tra di voi. [6] Da parte dunque delle persone più autorevoli - quali fossero allora non m'interessa, perché Dio non guarda in faccia ad alcuno - a quelle persone autorevoli a me non imposero nulla. [7] Anzi, visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi [8] - poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani - [9] e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni,. ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi. [10] Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri; ed è quello che mi sono preoccupato di fare.

[11] Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. [12] Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. [13] E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. [14] Ora, quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?

Atti 15, 11-21

[1] Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: "Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete esser salvati". [2] Poiché Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. [3] Essi dunque, provveduti del necessario dalla comunità, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

[4] Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quelle .grandi cose che Dio aveva compiuto per mezzo loro. [5] Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: "E' necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè". [6] Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

[7] Dopo lunga discussione, Pietro si alzò e disse: "Fratelli, voi sapete che già da molto tempo Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia. i pagani ascoltassero la parola del Vangelo e venissero alla fede. [8] E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; [9] e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificandone i cuori con la fede. [10] Ora dunque, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? [11] Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati così come loro".

[12] Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Barnaba e Paolo che riferivano quanti grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra i pagani per mezzo loro.

[13] Quand'essi ebbero finito. di parlare, Giacomo prese la parola e disse: [14] "Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere tra i pagani un popolo per il suo nome. [15] Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto:

[16] Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide che era caduta; ne riparerò le rovine e la rialzerò, [17] perché anche gli altri uomini cerchino il Signore e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, [18] dice il Signore che fa queste cose, note da sempre.

[19] Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani, [20] ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. [21] Mosè infatti, fin dai tempi antichi, ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe".

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Ultima modifica Lunedì 18 Novembre 2019 18:26
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini