Mercoledì, 23 Maggio 2018
Domenica 22 Aprile 2018 17:14

La genealogia di Gesù (Mt 1,1-17) In evidenza

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Per raccontare la storia di Gesù,

Mt sceglie di cominciare con gli antenati di Gesù: un modo fondamentale nelle società tradizionali per esprimere lo status della famiglia in termini di "onore", in questo caso di "onore ereditato".

Uno dei modi essenziali con cui una genealogia esprimeva l'onore era la scelta dell'antenato apicale (quello che stava alla testa della lista): Mt presenta Gesù come "figlio di Davide, figlio di Abramo". L'antenato apicale è dunque Abramo, il primo patriarca che ricevette le promesse divine; ma al primo posto nell'elenco c'è l'espressione "figlio di Davide", dunque il primo riferimento è Davide, il re per eccellenza: è quindi il tema della "regalità" di Gesù che Matteo vuol evidenziare, l'" onore" di Gesù è nella sua ascendenza regale.

Il fatto che Matteo faccia risalire Gesù a Davide e Abramo attraverso Giuseppe non è in contraddizione con il tema della concezione verginale da parte di Maria (Mt 1,18-25): la biologia era solo uno dei fattori per determinare il clan di appartenenza, l'altro era la famiglia e il suo insieme.

La forma di discendenza usata da Matteo nella genealogia di Gesù è quella patrilineare: l'onore della famiglia è trasmesso di padre in figlio. Ma Matteo include anche delle donne:

Tamar, Rahab, Rut, Betsabea, oltre a Maria; figure anomale per più versi (straniere o peccatrici) ma autrici di iniziative o rivestite di ruoli importanti nel piano divino secondo la Bibbia. Ma alla spiegazione teologica va aggiunta quella dei valori sociali legati a queste donne.

Tamar è la nuora di Giuda figlio di Giacobbe (Gn 38) che induce Giuda con l'inganno a darle dei figli non avendo costui tenuto fede ai suoi obblighi di levirato (assicurare che un altro dei suoi figli desse discendenza al marito defunto di Tamar); dunque, secondo la Legge, Tamar ha preso un'iniziativa giusta: così l'onore della stirpe non si basa solo sulla continuità della promessa di Dio ("onore ereditato" di padre in figlio) ma anche sull'"onore acquisito" grazie a Tamar.

Rahab (Gs 2) è una prostituta che nasconde e aiuta due spie israelitiche che preparano la conquista di Gerico. Se la sua attività di prostituta la espone al disonore, il suo servizio alla causa di Israele le procura un "onore acquisito" che si riversa sulla famiglia che la include.

Rut è una straniera che acquisisce onore agli occhi degli Israeliti per la sua dedizione a Noemi e alla famiglia di lei.

Il rapporto di Betsabea con Davide (2Sam 11-12) sarebbe disonorevole per la discendenza davidica perché Davide la ottiene con l'adulterio e l'assassinio; ma Betsabea non ha colpe in ciò e, divenuta madre di Salomone, promuove l'ascesa al trono di suo figlio; cosa che rientra, secondo l'idea biblica, nel progetto di Dio.

La quinta donna dell'elenco è Maria, la quale, esposta al disonore per la gravidanza prima del matrimonio, acquista onore per essersi sottomessa alla volontà di Dio e aver accettato di diventare la madre di Gesù per iniziativa divina.

Così l'onore "ereditato" da Gesù deriva dall'onore della sua ascendenza paterna ma anche dall'onore acquisito da donne di rilievo entrate in legame (esogamico) con la sua ascendenza.

La famiglia di Gesù

Le preoccupazioni genealogiche di Matteo riguardo a Gesù sono sconosciute al Vangelo più antico, quello di Marco. Mc parla di Gesù come "figlio di Maria" (Mc 6,3) e non accenna mai a Giuseppe; Mc mostra cioè l'incertezza che agli inizi doveva esserci nel movimento di Gesù circa il retroterra della sua famiglia. Anche Paolo dà poco spazio alla genealogia di Gesù (Rm 1,3: "discendente di Davide") e non dice nulla su Giuseppe (Gal 4,4: "nato da donna"). Insomma, gli scritti più antichi del Nuovo Testamento non danno spazio, o non mostrano interesse, per le origini familiari di Gesù.

Anche sui presunti fratelli e sorelle di Gesù c'è poca chiarezza. Mc 6,3 cita 4 fratelli (Giacomo, Joses, Giuda e Simone) e delle sorelle anonime. Le interpretazioni degli studiosi sono tre: fratelli di sangue, fratelli acquisiti, cugini.

Se resta incerto il contesto familiare di Gesù, non sono univoche neppure le notizie dei Vangeli sull'atteggiamento nei confronti di Gesù da parte dei suoi parenti più stretti: da una parte la famiglia sembra ostile a Gesù (Mc 3,21.31-35; Gv 7,5-8), dall'altra Maria parteggia per lui (Le 2,19.51; Gv 2,4-5; 19,25-27).

Come interpretare queste testimonianza divergenti?

Le persone di origini umili come Gesù di N azaret non avevano la data di nascita registrata con cura. Una genealogia storicamente fondata era prerogativa solo delle famiglie potenti in grado di tenere registrazioni scritte; la maggior parte delle famiglie normali conservava il ricordo della propria ascendenza attraverso la memoria orale. C'erano periodicamente dei censimenti da parte dell'autorità romana a fini fiscali; ma in questi casi una famiglia aveva interesse a tenere bassi i dati sulle persone (ed è comunque inverosimile che gli autori dei Vangeli abbiano avuto accesso a informazioni sui censimenti. Oltretutto le genealogie di Gesù in Mt 1 e Le 3 presentano molte discordanze). Sembra perciò che le geneaologie di Gesù gli attribuiscano origini importanti basandosi più su quello che egli ha fatto nella sua vita pubblica che su una effettiva conoscenza della sua ascendenza familiare. Mt vuole collegare Gesù ai grandi antenati di Israele, Abramo e Davide, per mostrare l'importanza di Gesù ai Giudei; Le presenta un elenco un po' diverso, che risale fino ad Adamo, perché vuole mostrare l'importanza di Gesù per tutti i popoli.

 

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Ultima modifica Domenica 22 Aprile 2018 17:42
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini