Mercoledì, 19 Settembre 2018
Venerdì 14 Settembre 2018 09:09

XXIV Domenica del Tempo Ordinario – Domenica 16 Settembre 2018 - In evidenza

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Prima lettura: (Is 50,5-9)

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio

e io non ho opposto resistenza,

non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,

le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;

non ho sottratto la faccia

agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste,

per questo non resto svergognato,

per questo rendo la mia faccia dura come pietra,

sapendo di non restare confuso.

È vicino chi mi rende giustizia:

chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.

Chi mi accusa? Si avvicini a me.

Ecco, il Signore Dio mi assiste:

chi mi dichiarerà colpevole?


Amen

Salmo: 114


Rit. Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

 

Amo il Signore, perché ascolta

il grido della mia preghiera.

Verso di me ha teso l’orecchio

nel giorno in cui lo invocavo. Rit.

 

Mi stringevano funi di morte,

ero preso nei lacci degli inferi,

ero preso da tristezza e angoscia.

Allora ho invocato il nome del Signore:

«Ti prego, liberami, Signore». Rit.

 

Pietoso e giusto è il Signore,

il nostro Dio è misericordioso.

Il Signore protegge i piccoli:

ero misero ed egli mi ha salvato. Rit.

 

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte,

i miei occhi dalle lacrime,

i miei piedi dalla caduta.

Io camminerò alla presenza del Signore

nella terra dei viventi. Rit.

 

Seconda lettura: (Gc 2,14-18)

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? Quella fede può forse salvarlo?

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.

Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gal 6,14)

Alleluia, alleluia.

Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore,

per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,

come io per il mondo.

Alleluia

Vangelo: (Mc 8,27-35)

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».

Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.

Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Omelia

Chi è Cristo per me? Ognuno è chiamato a dare la sua risposta.

I personaggi del brano han dato la loro: o un fantasma o un morto. Elia, i profeti, Giovanni il Battista erano infatti già tutti cadaveri da un pezzo. Ora, la relazione con un morto, per quanto grande potesse essere in vita, non sarà mai in grado di trasformare un’esistenza.

Chi sono, nel Vangelo, le persone che hanno dato una risposta autentica alla domanda di Gesù? Coloro che gli sono stati accanto e hanno sperimentato la vita rifiorire. Chi lo accostava veniva liberato dalla ‘potenza degli spiriti maligni’, ovvero la pesantezza che fa di questa vita una vita malata e un’esperienza di tristezza.

Gesù è stato per gli uomini e le donne del suo tempo l’amico che ha aiutato a guardare il mondo in modo diverso, a scoprire ciò che sta sotto la scorza dura dell’apparenza, a rendersi conto che ciò che è veramente importante non è mai l’immediato, ma il non visibile, il nascosto dietro a ciò che il mondo ha insegnato a chiamare realtà.

Gesù ha sempre contestato ai cosiddetti saggi – religiosi o pagani che fossero – di ritenere ‘normale’ una vita assurda, affermando invece che è follia ciò che il mondo ritiene normale. Perché non è normale che una ragazza di dodici anni muoia, senza poter sbocciare alla vita (cfr. Mc 5, 39), che l’amico più caro sia prigioniero di un ‘sepolcro’ (Gv 11, 1ss.), che una prostituta sia una condannata pubblica (Lc 7, 36ss.), che un lebbroso sia un morto vivente (Mc 1, 40), che un’adultera sia carne da lapidare (Gv 8, 1ss.), che il denaro sia il ‘tutto’ (Lc 12, 15) e che l’habitat naturale dei poveri sia la soglia della casa dei ricchi epuloni (Lc 16, 20).

Per i cercatori di senso, Gesù è colui che mostra con gesti concreti che l’uomo è più grande di ogni cosa e che è da porsi sopra a ogni cosa. Anche a Dio. Perché Gesù stesso ha sperimentato sulla sua pelle cosa voglia dire porre Dio al di sopra degli uomini: giustificare in suo nome le azioni più aberranti.

«Gesù è colui verso il quale continueremo a camminare per sempre. Lui che ci ha donato la speranza e la fiducia nell’eternità, lui che è lo stabile fondamento della nostra vita. Lui che ci ha insegnato a sentirci figli di Dio, fratelli e sorelle tra noi. E la sua figura e le sue parole sono in se stesse via e verità che ci fa vivere veramente. Più andiamo avanti per la strada della nostra vita nel modo in cui lui ci ha preceduto (cfr. Mc 16, 7), più ci accorgeremo di essere più belli, forti, felici ma soprattutto sentiremo crescere in noi il desiderio dell’eternità» (Eugen Drewermann).

CAMMINO DELLA SETTIMANA

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

  • Chi è Cristo per me?

  • «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Buon cammino!


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Ultima modifica Venerdì 14 Settembre 2018 09:40
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini