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Venerdì 09 Novembre 2018 15:52

XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Domenica 11 Novembre 2018 - In evidenza

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Anno B

 

- don Paolo Squizzato

 

 

Prima lettura: (1Re 17,10-16)

 

In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.

Parola di Dio

 

 

Salmo: 145

 

Rit. Loda il Signore, anima mia.

 

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. Rit.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. Rit.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. Rit.

 

 

 

Seconda lettura: (Eb 9,24-28)

 

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.

Parola di Dio

 

 

Canto al Vangelo (Mt 5,3)

 

 

Alleluia, alleluia.

 

Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

 

Alleluia

 

 

 

Vangelo: (Mc 12,38-44)

 

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

 

Omelia

 

Nel Tempio di Gerusalemme, luogo preposto all’unione con Dio, occorreva pagare un tributo per poterci entrare. Il do ut des di ogni religione: io ti do e tu mi dai.

A capo della casta religiosa del tempo di Gesù – tutta dedita a cantare i salmi e contare i soldi – erano gli scribi, da Gesù qui definiti come ipocriti – ossia teatranti -, guide cieche, pazzi, sepolcri imbiancati e razza di vipere. Rappresentanti dell’establishment religioso, essi fungevano da ‘guardiani del tempio’, ossia personaggi che s’arrogavano il diritto di decidere chi dovesse stare fuori e chi dentro al recinto di Dio.

Gesù in tutto il Vangelo ha ripetuto come un mantra, che Dio e il ‘commercio religioso’ sono incompatibili.

Per Gesù è inaccettabile che gli uomini ‘paghino’ per incontrarsi col loro Dio.

Dio è dono gratuito – essendo solo Amore – ma da sempre la religione è riuscita a farne una prostituta, credendo che possa concedere se stesso in cambio di prestazioni religiose.

Nel brano della vedova al tempio, Gesù denuncia senza appello, una religione ipocrita, tutta dedita a pregare il Dio del cielo, disprezzandolo poi nei poveri.

Per Gesù, la preghiera prolungata (v. 40) che non porta a prendersi cura dell’uomo, è soltanto atto egoistico che serve ad ingrassare il proprio io: «…per farsi vedere» (v. 40). Non solo, Gesù non può accettare che si usi Dio per riempire i tesori del tempio (e delle chiese!), magari svuotando le case dei poveri.

Questa donna non aveva più nulla per vivere, se non due monetine. Ma una certa religione, le avrà senz’altro fatto credere che in cielo ci sta un Dio che apprezza il sacrificio, che se gli si dà qualcosa lui risponderà di certo con generosità, perché  “quando il soldino cade nella cassetta, l’anima vola in cielo benedetta”.

E allora avanti con  questo gesto folle, questo ‘dare tutto quello che aveva per vivere’. Ma il miracolo il giorno dopo non ci sarebbe stato, in quanto una donna vedova, senza un minimo sostentamento alle spalle su cui poter contare, era solo una donna morta.

E Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi (cfr. Mc 12, 27).

Gesù rompe l’inganno della religione. Ha insegnato che non sarà mai l’uomo a dover morire per il suo Dio, ma viceversa, è Dio a servizio dell’uomo perché questi torni a vivere.

Sì, con la rivelazione del Dio di Gesù, è finita la religione che ha il potere di soffocare e distruggere l’uomo, e si è inaugurata la modalità della fede, accoglienza di un amore grande, che non chiederà mai di dare tutto ciò che si ha per vivere, ma che dona tutta la propria vita perché l’amato possa tornare a vivere in pienezza.

 



CAMMINO DELLA SETTIMANA

 

Due spunti su cui meditare, a Voi cercarne altri:

 

  • Tutti ... hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, … tutto quanto aveva per vivere».

  • Per Gesù è inaccettabile che gli uomini ‘paghino’ per incontrarsi col loro Dio.

 

 

Buon cammino!

 

 

Se hai bisogno di una scheda per guidare la "Liturgia della Parola", sulle letture di questa domenica, la troverai qui:

"Una guida sintetica per condurre la Liturgia della Parola"

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Ultima modifica Venerdì 09 Novembre 2018 16:23
Giorgio De Stefanis

Giorgio De Stefanis

Esperto di comunicazione e di Marketing.
Operatore di pastorale familiare

Responsabile Area Proposte di Esperienze Formative
Rubriche Cammini di esperienze di comunicazione, Storie di donne e di uomini